Romanzo · 1952

Il visconte dimezzato

di Italo Calvino

Prima pubblicazione
1952
Tipo
Romanzo
Genere
fantasy
Lingua originale
italiano

«Il visconte dimezzato» è un romanzo di Italo Calvino, pubblicato per la prima volta nel 1952.

Il libro in breve

Il visconte dimezzato è un romanzo di Italo Calvino pubblicato nel 1952. È la prima parte della trilogia I nostri antenati, la quale include anche i romanzi brevi Il barone rampante (1957) e Il cavaliere inesistente (1959).

Ambientato in Boemia e in Italia, più precisamente in Liguria, tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento, all'epoca della guerra austro-turca, presenta come tema centrale il problema dell'uomo contemporaneo (dell'intellettuale, per essere più precisi) dimezzato, scisso in due parti distinte. Proprio a tal fine il protagonista è stato dimezzato (da una palla di cannone) secondo la linea di frattura tra bene e male, costruendo una specie di metafora su tutta la storia, che sta a simboleggiare il bene e il male, l'incompletezza dell'uomo e i suoi possibili stati d'animo. Si potrebbe quindi definire un romanzo filosofico. Altri personaggi sono i lebbrosi (cioè gli artisti decadenti), il dottore di dubbia capacità (Trelawney) e il carpentiere (Pietrochiodo), rappresentante la scienza e la tecnica presenti nell'umanità.

Fonte: Wikipedia, voce «Il visconte dimezzato» · licenza CC BY-SA 4.0

Edizioni e codici ISBN di «Il visconte dimezzato»

EditoreAnnoISBNPagineLinguaOpen Library
Arnoldo Mondadori EditoreDecember 31, 1995978880437087191italianoscheda
A. Mondadori1993880437087491italianoscheda
Mondadori1993880448201Xitalianoscheda
A. Mondadori19908804336315111italianoscheda
Garzanti19868811020891101italianoscheda
Garzanti1986101italianoscheda
Einaudi1976101italianoscheda
Einaudi1971101italianoscheda
Einaudi1971italianoscheda
Einaudi1970italianoscheda
Appleton-Century-Crofts1968151italianoscheda
Appleton-Century-Crofts1968italianoscheda
G. Einaudi1968101italianoscheda
Einaudi1966101italianoscheda
Einaudi1964italianoscheda

26 edizioni censite su Open Library; in tabella le prime 15, a partire da quelle in italiano.

Dove trovare «Il visconte dimezzato»

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Frasi tratte da «Il visconte dimezzato»

Nulla piace agli uomini quanto avere dei nemici e vedere se sono proprio come ci s'immagina. (II; p. 10)
S'era messo a capo d'una banda di ragazzi cattolici che saccheggiavano le campagne attorno; e non solo spogliavano gli alberi da frutta, ma entravano anche nelle case e nei pollai. E bestemmiavano più forte e più sovente perfino di Mastro Pietrochiodo: sapevano tutte le bestemmie cattoliche e ugonotte, e se le scambiavano tra loro.
– Ma faccio anche tanti altri peccati, – mi spiegò, – dico falsa testimonianza, mi dimentico di dar acqua ai fagioli, non rispetto il padre e la madre, torno a casa la sera tardi. Adesso voglio fare tutti i peccati che ci sono; anche quelli che dicono che non sono abbastanza grande per capire.
– Tutti i peccati? – io gli dissi. – Anche ammazzare?
Si strinse nelle spalle: – Ammazzare adesso non mi conviene e non mi serve.
– Mio zio ammazza e fa ammazzare per gusto, dicono, – feci io, per aver qualcosa da parte mia da contrapporre a Esaù.
Esaù sputò.
– Un gusto da scemi, – disse. (V; p. 38)
Così si potesse dimezzare ogni cosa intera, così ognuno potesse uscire dalla sua ottusa e ignorante interezza. Ero intero e tutte le cose erano per me naturali e confuse, stupide come l'aria; credevo di veder tutto e non era che la scorza. Se mai tu diventerai metà di te stesso, e te l'auguro, ragazzo, capirai cose al di là della comune intelligenza dei cervelli interi. Avrai perso metà di te e del mondo, ma la metà rimasta sarà mille volte più profonda e preziosa. E tu pure vorrai che tutto sia dimezzato e straziato a tua immagine, perché bellezza e sapienza e giustizia ci sono solo in ciò che è fatto a brani. (Medardo: V; pp. 43-44)
– Pamela, – sospirò il visconte, – nessun altro linguaggio abbiamo per parlarci se non questo. Ogni incontro di due esseri al mondo è uno sbranarsi. Vieni con me, io ho la conoscenza di questo male e sarai più sicura che con chiunque altro; perché io faccio del male come tutti lo fanno; ma, a differenza degli altri, io ho la mano sicura.
– E strazierete anche me come le margherite o le meduse?
– Io non lo so quel che farò con te. Certo l'averti mi renderà possibili cose che neppure immagino. Ti porterò nel castello e ti terrò lì e nessun altro ti vedrà e avremo giorni e mesi per capire quel che dovremo fare e inventar sempre nuovi modi per stare insieme. (VI; pp. 47-48)
O Pamela, questo è il bene dell'essere dimezzato: il capire d'ogni persona e cosa al mondo la pena che ognuno e ognuna ha per la propria incompletezza. Io ero intero e non capivo, e mi muovevo sordo e incomunicabile tra i dolori e le ferite seminati dovunque, là dove meno da intero uno osa credere. Non io solo, Pamela, sono un essere spaccato e divelto, ma tu pure e tutti. Ecco ora io ho una fraternità che prima, da intero, non conoscevo: quella con tutte le mutilazioni e le mancanze del mondo. Se verrai con me, Pamela, imparerai a soffrire dei mali di ciascuno e a curare i tuoi curando i loro. (Medardo: VII; p. 65)

Premi letterari

AnnoPremioEsito
1952Premio Stregafinalista / candidato

Ordine di lettura: I nostri antenati

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Il visconte dimezzato»?
«Il visconte dimezzato» è stato scritto da Italo Calvino.
Quando è uscito «Il visconte dimezzato»?
La prima pubblicazione risale al 1952.
«Il visconte dimezzato» fa parte di una serie?
Sì, appartiene alla serie I nostri antenati, di cui è il volume n. 1 nell'ordine di lettura.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026