Romanzo · 1972

Le città invisibili

di Italo Calvino

Prima pubblicazione
1972
Tipo
Romanzo
Lingua originale
italiano
Editore
Giulio Einaudi
Personaggi
Kublai Khan
Traduzione
William Weaver

«Le città invisibili» è un romanzo di Italo Calvino, pubblicato per la prima volta nel 1972.

Il libro in breve

Le città invisibili è una raccolta di racconti di Italo Calvino pubblicata nel 1972.

Fonte: Wikipedia, voce «Le città invisibili» · licenza CC BY-SA 4.0

Edizioni e codici ISBN di «Le città invisibili»

EditoreAnnoISBNPagineLinguaOpen Library
Mondadori19938804425547164italianoscheda
Mondadori19938804376287161italianoscheda
Einaudi19728806476394170italianoscheda
Einaudi1977170italianoscheda
Einaudi1977170italianoscheda
Einaudi1972170italianoscheda
Einaudi1972170italianoscheda
Einaudi1972italianoscheda
HarperCollins Publishers20219780358719021inglesescheda
Houghton Mifflin Harcourt Trade & Reference Publishers20139781299903630inglesescheda
Tantor AudioJun 24, 20139781452614489scheda
Houghton Mifflin Harcourt Publishing Company20139780544133204176inglesescheda
Penguin Random House20109781446414262inglesescheda
Penguin Random House20109781446414279160inglesescheda
Ediciones Siruela20049788478444151182spagnoloscheda

45 edizioni censite su Open Library; in tabella le prime 15, a partire da quelle in italiano.

Dove trovare «Le città invisibili»

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Frasi tratte da «Le città invisibili»

«Forse mentre noi parliamo sta affiorando sparsa entro i confini del tuo impero; puoi rintracciarla, ma a quel modo che t'ho detto. Già il Gran Kan stava sfogliando nel suo atlante le carte della città che minacciano negli incubi e nelle maledizioni: Enoch, Babilonia, Yahoo, Butua, Brave New World. Dice:— Tutto è inutile, se l'ultimo approdo non può essere che la città infernale, ed è là in fondo che, in una spirale sempre più stretta, ci risucchia la corrente.»
Kublai domanda a Marco: — Quando ritornerai a Ponente, ripeterai alla tua gente gli stessi racconti che fai a me?
— Io parlo, parlo, — dice Marco, — ma chi m'ascolta ritiene solo le parole che aspetta. Altra è la descrizione del mondo cui tu presti benigno orecchio, altra quella che farà il giro dei capannelli di scaricatori e gondolieri sulle fondamenta di casa mia il giorno del mio ritorno, altra ancora quella che potrei dettare in tarda età, se venissi fatto prigioniero da pirati genovesi e messo in ceppi nella stessa cella di uno scrivano di romanzi d'avventura. Chi comanda al racconto non è la voce: è l'orecchio.
Le immagini della memoria, una volta fissate con le parole, si cancellano... Forse Venezia ho paura di perderla tutta in una volta, se ne parlo. O forse parlando d'altre città, l'ho già perduta a poco a poco.
L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.
L'occhio non vede cose ma figure di cose che significano altre cose.

Tutte le frasi di «Le città invisibili»

Premi letterari

AnnoPremioEsito
1976Premio Nebula per il miglior romanzofinalista / candidato

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Le città invisibili»?
«Le città invisibili» è stato scritto da Italo Calvino.
Quando è uscito «Le città invisibili»?
La prima pubblicazione risale al 1972.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026