Romanzo · 1963

L'eredità della priora

di Carlo Alianello

Prima pubblicazione
1963
Tipo
Romanzo
Lingua originale
italiano

«L'eredità della priora» è un romanzo di Carlo Alianello, pubblicato per la prima volta nel 1963.

Il libro in breve

L'eredità della priora è un romanzo storico dello scrittore italiano Carlo Alianello pubblicato nel 1963 e finalista al Premio Campiello.

Fonte: Wikipedia, voce «L'eredità della priora (romanzo)» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «L'eredità della priora»

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Frasi tratte da «L'eredità della priora»

Ma adesso è in chiesa e lì, nel tabernacolo, c'è Dio. Come una persona che aspetta e guarda chi parla… E Lui ha il mondo in mano, tutto. Anche il freddo, i fucili che sparano, Garibaldi e Vittorio Emanuele. Pare tanto distante Dio che i nostri respiri non ci giungono e invece è qui, e non ci sono che due passi tra me e Lui, tre al massimo. E l'infinito in mezzo. Una pallottola che mi coglie, e anche l'infinito è scancellato e quei tre passi o due. Soli restiamo faccia a faccio, Dio e l'uomo che si chiamava Andrea Guarna. (1993, p. 64)
I monti non è vero che chiudono l'orizzonte, anzi lo spalancano a ogni svolta, a ogni cima, e tutti i giorni tu ricominci il tuo viaggio dalla montagna nuova che ti sta di fronte che ti porterà altri pendii, altre frane, altri boschi e poi montagne ancora… E in fondo ci ho trovato Dio nel tabernacolo, così vicino e tanto lontano… (1993, p. 65)
Ma subito ogni voce si fuse in un grido solo che sormontò anche il canto delle suore, l'appello dei padri, il richiamo contro ogni ingiustizia e l'avvio a tutte le speranze, il grido della Santa Fede: "Viva Maria!" (1993, p. 84)
Allora Gerardo prese quella piccola mano, bianca tuttavia e morbida, la tenne tra le sue e poi si chinò a baciarla. Un bacio corretto, cortese come quando, ufficiale di cavalleria, baciava la mano alle gentildonne napoletane. Lei capì. Tirò indietro la mano imbarazzata, incredula quasi: "Come?" disse lenta. "Tu, che si' nu signore, baci la mano a me, che sò na pevera serva?"
"Bacio la mano alla principessa che è scesa da una carrozza tutta d'oro…" disse Gerardo. E lei piangendo e ridendo insieme l'abbracciò con disperato furore. (1993, p. 141)
"Io," disse Isabella "ho conosciuto Mazzini. Un giorno venne in visita al nostro colleggio, proprio lui, Giuseppe Mazzini. Ero piccola… gli dissero il mio nome e mi fece una carezza sul capo. Era serio serio, nero nero e non rise mai. Ma io ne fui superba, pensate! M'ha accarezzata Mazzini!"
"E poi?"
"Poi niente…"
"V'ha fatta diventare più buona, più paziente, più portata ad amare gli uomini quella carezza?"
"Al contrario!" disse con subita fierezza Isabellina. "M'ha fatta superbissima e odiatrice dei tiranni…"
"Ecco il punto" disse reciso Andrea.
"Quale?"
"Questo." (1993, p. 276)

Premi letterari

AnnoPremioEsito
1963Premio Campiellofinalista / candidato

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Domande frequenti

Chi ha scritto «L'eredità della priora»?
«L'eredità della priora» è stato scritto da Carlo Alianello.
Quando è uscito «L'eredità della priora»?
La prima pubblicazione risale al 1963.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026