Opera teatrale · 1788

La Congiura de' Pazzi

di Vittorio Alfieri

Prima pubblicazione
1788
Tipo
Opera teatrale
Genere
tragedia
Ambientazione
Firenze
Lingua originale
italiano

«La Congiura de' Pazzi» è un'opera teatrale di Vittorio Alfieri, pubblicata per la prima volta nel 1788.

L'ambientazione è a Firenze.

Il libro in breve

La congiura de' Pazzi è una tragedia di Vittorio Alfieri, scritta tra il 1777 ed il 1783, che fa parte delle cosiddette "tre tragedie della libertà", dove l'argomento politico è dominante (La congiura de' Pazzi, Virginia e Timoleone).

L'Alfieri trasse lo spunto dalle Istorie fiorentine di Niccolò Machiavelli, in particolare dalla congiura che nel 1478 coinvolse i membri della nobile famiglia dei Pazzi per rovesciare il dominio dei Medici su Firenze.

Nell'apertura, datata 20 dicembre 1787 e siglata a Parigi, l'Alfieri dedica il suo lavoro all'amico mercante senese Francesco Gori Gandellini.

Fonte: Wikipedia, voce «La congiura de' Pazzi» · licenza CC BY-SA 4.0

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Frasi tratte da «La Congiura de' Pazzi»

Guglielmo: Alta vendetta, / d'alto silenzio è figlia. ()
Giuliano: Perché irritar chi già obbedisce? Ottieni / altrimenti il tuo fine. È ver, del tutto / liberi mai non fur costor; ma servi / neppur di un solo. — Intorpidir dei pria |gli animi loro; il cor snervare affatto; / ogni dritto pensier svolger con arte; / spegner virtude (ove pur n'abbia), o farla / scherno alle genti; i men feroci averti / tra' famigliari; e i falsamente alteri / avvilire, onorandoli. Clemenza, / e patria, e gloria, e leggi, e cittadini / alto suonar; più d'ogni cosa, uguale / fingerti a' tuoi minori. — Ecco i gran mezzi, / onde in ciascun si cangi a poco a poco / prima il pensar, poi gli usi, indi le leggi; / il modo poscia di chi regna; e in fine, / quel che riman solo a cangiarsi, il nome. ()
Lorenzo: Io non pretendo / amor da voi; mal fingereste; e nulla / io 'l curo: odiate, ma obbedite; ed anco / obbedendo, tremate. Or vanne, e narra / a codesto tuo finto picciol Bruto, / che il vero Bruto invan con Roma ei cadde. ()
Giuliano: Il voler tutto a un tempo, a un tempo spesso / fea perder tutto. Ogni periglio è dubbio; / né mai, chi ha regno, de' suoi schiavi in mente / lasciar cader pur dee, ch'altri il potrebbe / assalir mai. L'opinìon del volgo / che il nostro petto invulnerabil crede, / il nostro petto invulnerabil rende. ()

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Domande frequenti

Chi ha scritto «La Congiura de' Pazzi»?
«La Congiura de' Pazzi» è stato scritto da Vittorio Alfieri.
Quando è uscito «La Congiura de' Pazzi»?
La prima pubblicazione risale al 1788.
Dove è ambientato «La Congiura de' Pazzi»?
L'ambientazione indicata è Firenze.
Si può leggere «La Congiura de' Pazzi» gratis?
Sì, il testo è disponibile legalmente su Wikisource.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026