Immagine relativa a «Le Grazie»
Antonio Canova · CC BY-SA 3.0

Poema · 1827

Le Grazie

di Ugo Foscolo

Prima pubblicazione
1827
Tipo
Poema
Genere
carme
Lingua originale
italiano
Personaggi
Cornelia Rossi Martinetti

«Le Grazie» è un poema di Ugo Foscolo, pubblicato per la prima volta nel 1827.

Il libro in breve

Le Grazie è un poemetto o carme incompiuto, composto nel 1812 da Ugo Foscolo, e dedicato allo scultore Antonio Canova, che in quel momento lavorava al gruppo marmoreo delle Grazie. Il primo nucleo nacque nel 1803, ma la vera stesura, mai completata, avvenne nel 1812-13 e terminò l'anno della morte del poeta nel 1827.

Furono pubblicati alcuni frammenti quando l'autore era in vita ed in seguito, dopo la sua morte, furono ripubblicati i frammenti con altri inediti. Nel 1848 fu F. S. Orlandini che ricompose secondo il suo criterio l'opera di Foscolo, ma più genuina fu quella ricomposta nel 1884 da Giuseppe Chiarini riedita nel 1904 e assolutamente migliore l'edizione critica di Mario Scotti, che comprende tutti i frammenti a differenza delle precedenti che ne escludevano alcuni o altri a seconda di come il curatore avesse deciso di ricomporre il poema, e che venne proposta nel 1985.

Il componimento Le Grazie è considerato l'ultimo capolavoro di questo autore e, come scrive Lanfranco Caretti,

Fonte: Wikipedia, voce «Le Grazie (Foscolo)» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «Le Grazie»

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Frasi tratte da «Le Grazie»

Cantando, o Grazie, degli eterei pregi / di che il cielo v'adorna, e della gioia / che vereconde voi date alla terra, / belle vergini! a voi chieggo l'arcana / armonïosa melodia pittrice / della vostra beltà; sì che all'Italia / afflitta di regali ire straniere / voli improvviso a rallegrarla il carme. (vv. 1-8)
Sdegno il verso che suona e che non crea. (v. 25)
Tre vaghissime donne a cui le trecce / infiora di felici itale rose / giovinezza, e per cui splende più bello / sul lor sembiante il giorno, all'ara vostra / sacerdotesse, o care Grazie, io guido. (vv. 1-5)
Ma se danza, / vedila! tutta l'armonia del suono scorre dal suo bel corpo, e dal sorriso / della sua bocca; e un moto, un atto, un vezzo / manda agli sguardi venustà improvvisa. (vv. 590-594)
Pari al numero lor volino gl'inni / alle vergini sante, armonïosi / del peregrino suono uno e diverso / di tre favelle. Intento odi, Canova; | ch'io mi veggio d'intorno errar l'incenso, / qual si spandea sull'are a' versi arcani / d'Anfïone: presente ecco il nitrito / de' corsieri dircèi; benché Ippocrene / li dissetasse, e li pascea dell'aure / Eolo, e prenunzia un'aquila volava, / e de' suoi freni li adornava il Sole, / pur que' vaganti Pindaro contenne / presso il Cefiso, ed adorò le Grazie. (vv. 1-13)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Le Grazie»?
«Le Grazie» è stato scritto da Ugo Foscolo.
Quando è uscito «Le Grazie»?
La prima pubblicazione risale al 1827.
Si può leggere «Le Grazie» gratis?
Sì, il testo è disponibile legalmente su Liber Liber e Wikisource.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026