Monografia · 1951

Le origini del totalitarismo

di Hannah Arendt · titolo originale The Origins of Totalitarianism

Prima pubblicazione
1951
Tipo
Monografia
Ambientazione
Russia
Lingua originale
inglese
Editore
Schocken Books

«Le origini del totalitarismo» è una monografia di Hannah Arendt, pubblicata per la prima volta nel 1951.

La storia è ambientata in Russia.

Il libro in breve

Le origini del totalitarismo è un saggio di Hannah Arendt, terminato nell'autunno del 1949 e pubblicato in prima edizione nel 1951, seguito da una seconda edizione nel 1966 che integra varie aggiunte e revisioni. Riconosciuto alla sua pubblicazione come la trattazione più completa del totalitarismo - e in seguito definito un classico dal The Times Literary Supplement - quest'opera viene considerata da molti un testo definitivo di teoria politica dei regimi totalitari, specificamente riguardo alle loro incarnazioni storiche del XX secolo ovvero lo stalinismo e il nazismo.

Una caratteristica che distingue questo saggio dagli altri principali trattati sull'argomento, è la scelta della Arendt di limitare la definizione di totalitarismo soltanto alle due esperienze storiche dello stalinismo e del nazismo, proponendo pertanto una definizione circoscritta del termine "totalitarismo" che esclude altre forme di regimi autoritari, dispotici o terroristici esistenti in altre parti del mondo.

Fonte: Wikipedia, voce «Le origini del totalitarismo» · licenza CC BY-SA 4.0

Edizioni e codici ISBN di «Le origini del totalitarismo»

EditoreAnnoISBNPagineLinguaOpen Library
HarperCollins Publishers20239780063354487inglesescheda
Franklin Classics Trade PressNov 11, 20189780353315532548inglesescheda
Boom20179789024408825440dutscheda
Penguin Books, Limited20179780241316764inglesescheda
Andesite PressAug 24, 20179781376196207550inglesescheda
Penguin20179780241316757780inglesescheda
HardPress PublishingDec 13, 20139781314731477554scheda
Nabu PressSep 08, 20119781179832449550inglesescheda
Benediction BooksDec 08, 20099781849028967536inglesescheda
Blackstone PubOct 01, 20099781441701503inglesescheda
Blackstone Audio Inc.20079781433206627inglesescheda
Blackstone Audio Inc.December 1, 20079781433206665inglesescheda
Blackstone Audio Inc.20079781433206634inglesescheda
Blackstone Audio Inc.December 1, 20079781433206658inglesescheda
Blackstone Audio Inc.20079781433206641inglesescheda

64 edizioni censite su Open Library; in tabella le prime 15, a partire da quelle in italiano.

Dove trovare «Le origini del totalitarismo»

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Frasi tratte da «Le origini del totalitarismo»

le sinistre avevano mostrato chiaramente la loro antipatia per gli ebrei. Esse avevano semplicemente seguito la tradizione dell'illuminismo del XVIII secolo, considerando l'atteggiamento antiebraico come una parte integrante dell'anticlericalismo. (p. 66)
La concezione dei diritti umani è naufragata nel momento in cui sono comparsi individui che avevano perso tutte le altre qualità e relazioni specifiche, tranne la loro qualità umana. [...] Se un individuo perde il suo status politico, dovrebbe trovarsi, stando alle implicazioni degli innati e inalienabili diritti umani, nella situazione contemplata dalle dichiarazioni che li proclamano. Avviene esattamente l'opposto: un uomo che non è altro che un uomo sembra aver perso le qualità che spingevano gli altri a trattarlo come un proprio simile. (pp. 415-416)
I movimenti totalitari trovano un terreno fertile per il loro sviluppo dovunque ci sono delle masse che per una ragione o per l'altra si sentono spinte all'organizzazione politica, pur non essendo tenute unite da un interesse comune e mancando di una specifica coscienza classista, incline a proporsi obiettivi ben definiti, limitati e conseguibili. (p. 431)
La rivoluzione d'ottobre ottenne la vittoria con stupefacente facilità in un paese dove una burocrazia dispotica e accentrata governava una massa amorfa, che né i residui del feudalesimo rurale né il debole, nascente capitalismo urbano avevano saputo organizzare. Quando Lenin affermava che in nessun altro paese del mondo sarebbe stato così facile conquistare il potere e così difficile conservarlo, si rendeva conto non solo della debolezza della classe operaia russa, ma altresì delle anarchiche condizioni sociali che favorivano i cambiamenti improvvisi. Privo com'era degli istinti del capo della massa (non era un oratore e aveva una spiccata tendenza ad ammettere pubblicamente i propri errori e ad analizzarli, cosa che urtava contro l'infallibilità dei capi totalitari, oltre che contro le regole di ogni demagogia), Lenin puntò subito su tutte le possibili differenziazioni, sociali, nazionali, professionali, capaci di introdurre delle strutture nella popolazione, nella palese convinzione che tale processo stratificatore avrebbe costituito la salvezza del potere rivoluzionario. (p. 441)
Il livellamento delle condizioni dei sudditi è sempre stato una delle principali preoccupazioni dei despoti e dei tiranni fin dai tempi più antichi; ma un simile livellamento non è sufficiente per il regime totalitario, perché lascia più o meno intatti certi legami non politici, come i vincoli familiari e gli interessi culturali comuni. Se tale regime vuole sul serio raggiungere il suo scopo, deve far sì che «finisca una volta per tutte la neutralità del gioco degli scacchi», vale a dire l'esistenza autonoma di qualsiasi attività. (p. 446)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Le origini del totalitarismo»?
«Le origini del totalitarismo» è stato scritto da Hannah Arendt.
Quando è uscito «Le origini del totalitarismo»?
La prima pubblicazione risale al 1951.
Dove è ambientato «Le origini del totalitarismo»?
L'ambientazione indicata è Russia.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026