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Libro · 1963

La banalità del male

di Hannah Arendt · titolo originale Eichmann in Jerusalem

Prima pubblicazione
1963
Genere
saggio
Ambientazione
Europa
Lingua originale
inglese

«La banalità del male» è un'opera di Hannah Arendt, pubblicata per la prima volta nel 1963.

Il libro si svolge in Europa.

Il libro in breve

La banalità del male: Eichmann a Gerusalemme (Eichmann in Jerusalem: A Report on the Banality of Evil, 1963) è uno dei più noti saggi di Hannah Arendt.

Fonte: Wikipedia, voce «La banalità del male» · licenza CC BY-SA 4.0

Edizioni e codici ISBN di «La banalità del male»

EditoreAnnoISBNPagineLinguaOpen Library
FeltrinelliApr 04, 20239788807897450368scheda
Katakrak20239788416946846baqscheda
Penguin Books, Limited20229780241552292inglesescheda
Servizo de Publicacións e Intercambio Científico da USCAug 02, 20219788418445446435scheda
Yi lin chu ban she20179787544764940375chischeda
Debolsillo20149788483460665448spagnoloscheda
Lumen20129788426421388440scheda
Piper Verlag20119783492264785438tedescoscheda
Społeczny Instytut Wydawniczy "Znak"20109788324014460417polscheda
Penguin USA, Inc.20099781101004760inglesescheda
Izd-vo "Evropa"20089785973901622420russcheda
Humanitas20079789735018160377rumscheda
Penguin Books, Limited20069780141931593inglesescheda
Penguin (Non-Classics)May 30, 20069780143037606130inglesescheda
Piper20069783492248228448tedescoscheda

53 edizioni censite su Open Library; in tabella le prime 15, a partire da quelle in italiano.

Dove trovare «La banalità del male»

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Frasi tratte da «La banalità del male»

Hitler, disse, "avrà anche sbagliato su tutta la linea; ma una cosa è certa: fu un uomo capace di farsi strada e salire dal grado di caporale dell'esercito tedesco al rango di Führer di una nazione di quasi ottanta milioni di persone... Il suo successo bastò da solo a dimostrarmi che dovevo sottostargli". E in effetti la sua coscienza si tranquillizzò al vedere lo zelo con cui la "buona società" reagiva dappertutto allo stesso suo modo. Egli non ebbe bisogno di "chiudere gli orecchi", come si espresse il verdetto, "per non ascoltare la voce della coscienza": non perché non avesse una coscienza, ma perché la sua coscienza gli parlava con una "voce rispettabile", la voce della rispettabile società che lo circondava. (cap. VII)
L'Italia era uno dei pochi paesi d'Europa dove ogni misura antisemita era decisamente impopolare. (cap. X)
I vuoti di oblio non esistono. Nessuna cosa umana può essere cancellata completamente e al mondo c'è troppa gente perché certi fatti non si risappiano: qualcuno resterà sempre in vita per raccontare. E perciò nulla può mai essere "praticamente inutile," almeno non a lunga scadenza. (cap. XIV)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «La banalità del male»?
«La banalità del male» è stato scritto da Hannah Arendt.
Quando è uscito «La banalità del male»?
La prima pubblicazione risale al 1963.
Dove è ambientato «La banalità del male»?
L'ambientazione indicata è Europa.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026