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Libro · 1701

Regole per la guida dell'intelligenza

di Cartesio · titolo originale Rēgulae ad dīrectiōnem ingeniī

Autore
Cartesio
Prima pubblicazione
1701
Genere
saggio
Lingua originale
latino

«Regole per la guida dell'intelligenza» è un'opera di Cartesio, pubblicata per la prima volta nel 1701.

Il libro in breve

Le Regole per la guida dell'intelligenza (in latino Regulae ad directionem ingenii) sono un'opera di Cartesio composta tra il 1619 e il 1630. Rimasto incompiuto probabilmente per l'insoddisfazione dell'autore nei confronti delle riflessioni qui contenute, il manoscritto sarà ritrovato solamente molti anni più tardi e pubblicato postumo in una traduzione nederlandese nel 1684 e nell'originale latino nel 1701.

Fonte: Wikipedia, voce «Regole per la guida dell'intelligenza» · licenza CC BY-SA 4.0

Edizioni e codici ISBN di «Regole per la guida dell'intelligenza»

EditoreAnnoISBNPagineLinguaOpen Library
LgfSeptember 25, 20029782253067535255francesescheda
VrinJanuary 1, 20009782711601820146francesescheda
J. Vrin1966146francesescheda
J. Vrin1966151francesescheda
Vrin1959146francesescheda
J. Vrin1951147francesescheda
J. Vrin1945147francesescheda

7 edizioni censite su Open Library; in tabella le prime 7, a partire da quelle in italiano.

Dove trovare «Regole per la guida dell'intelligenza»

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Frasi tratte da «Regole per la guida dell'intelligenza»

Infatti, poiché tutte le scienze non sono altro che sapere umano, che rimane sempre uno e identico, per diversi che siano gli oggetti a cui viene applicato, né da essi acquisisce maggiori distinzioni di quante la luce del sole dalla varietà delle cose che illumina, non è necessario costringere le menti entro alcun limite; [...] (p. 141)
E ci si deve convincere che tutte sono tra di loro connesse in modo tale che è molto più facile impararle tutte insieme, che isolarne una sola dalle altre. Se dunque qualcuno vuole indagare seriamente la verità delle cose, non deve scegliere una scienza particolare: esse sono infatti tutte connesse tra di loro e dipendenti l'una dall'altra; ma pensi solo ad aumentare il lume naturale della ragione, [...] (p. 143)
REGOLA SECONDA
Ci si deve occupare soltanto di quegli oggetti, alla cui conoscenza certa e indubbia sembrano essere sufficienti i nostri ingegni.
Ogni scienza è conoscenza certa ed evidente; e colui che dubita di molte cose non è più dotto di colui che non vi abbia mai pensato, anzi, sembra più ignorante di costui, se si è fatto un'opinione falsa di alcune cose; pertanto è meglio non studiare mai, che occuparsi di oggetti a tal punto difficili che, non essendo in grado di distinguere le cose vere dalle false, siamo costretti ad ammettere cose dubbie come certe; in queste non c'è tanto speranza di aumentare il sapere, quanto c'è pericolo di diminuirlo. (p. 145)
Ed è di gran lunga preferibile non pensare mai a cercare la verità di alcuna cosa, piuttosto che farlo senza un metodo: infatti è certissimo che con siffatti studi disordinati e con meditazioni oscure, il lume naturale sia confuso e l'intelligenza accecata; e coloro che si abituano a procedere in tal modo nelle tenebre, debilitano a tal punto l'acutezza della vista, da non poter poi sopportare la luce piena: e ciò anche provato dall'esperienza, quando molto spesso vediamo che coloro che non ha mai atteso agli studi letterari giudicano le cose che si presentano loro in modo molto più solido e chiaro, di coloro che hanno ininterrottamente frequentato le scuole. (p. 163)
Per metodo poi intendo delle regole certe e facili, osservando esattamente le quali, nessuno assumerà il falso in luogo del vero, e, senza logorarsi inutilmente in tentativi mentali, ma gradualmente aumentando sempre il sapere, perverrà alla vera cognizione di tutte quelle cose di cui sarà capace. (pp. 163, 165)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Regole per la guida dell'intelligenza»?
«Regole per la guida dell'intelligenza» è stato scritto da Cartesio.
Quando è uscito «Regole per la guida dell'intelligenza»?
La prima pubblicazione risale al 1701.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026