Libro · 1930
Storia della rivoluzione russa
di Lev Trockij · titolo originale История Русской революции
- Autore
- Lev Trockij
- Prima pubblicazione
- 1930
- Genere
- saggio
- Lingua originale
- russo
- Traduzione
- Max Eastman
«Storia della rivoluzione russa» è un'opera di Lev Trockij, pubblicata per la prima volta nel 1930.
Il libro in breve
Storia della Rivoluzione russa (in russo: История русской революции) è un'opera storica di Lev Trockij, redatta mentre si trovava in esilio in Turchia, sull'isola di Prinkipo. Commissionatagli da un editore americano, fu composta tra la fine del 1929 e la prima metà del 1932, è considerata un classico della storiografia marxista, scritto da un protagonista degli eventi narrati.
Fonte: Wikipedia, voce «Storia della rivoluzione russa» · licenza CC BY-SA 4.0
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Frasi tratte da «Storia della rivoluzione russa»
La caratteristica più incontestabile della rivoluzione è l'intervento diretto delle masse negli avvenimenti storici. Di solito è lo Stato, monarchico o democratico, a dominare la nazione: la storia è fatta dagli specialisti del mestiere: monarchi, ministri burocrati, parlamentari, giornalisti. Ma nei momenti cruciali, quando un ancien régime diventa insopportabile alle masse, le masse infrangono gli ostacoli che le separano dall'arena politica, rovesciano i loro rappresentanti tradizionali e con il loro intervento gettano le basi di un regime nuovo. (Prefazione, p. 9)
La caratteristica essenziale e più costante della storia della Russia è la lentezza dell'evoluzione del paese, con l'arretratezza economica, la struttura sociale primitiva, il basso livello culturale che da tale lentezza derivano. (p. 17)
La Russia occupava una posizione intermedia tra l'Europa e l'Asia non solo geograficamente, ma anche per la sua vita sociale e la sua storia. Si distingueva dall'Occidente europeo, ma differiva pure dall'Oriente asiatico, avvicinandosi, in periodi diversi, per diverse caratteristiche, ora all'uno ora all'altro. L'Oriente le aveva imposto il giogo dei Tartari che costituì un elemento importante nell'edificazione dello Stato russo. L'Occidente fu un nemico ancora più temibile, ma al tempo stesso un maestro. La Russia non ebbe la possibilità di conformarsi ai modelli dell'Oriente, perché dovette sempre adattarsi alla pressione militare ed economica dell'Occidente. (p. 18)
Sotto la pressione della più ricca Europa, lo Stato russo assorbiva una parte della ricchezza nazionale relativamente più considerevole che in Occidente e così non solo condannava le masse popolari a una duplice miseria, ma indeboliva anche le basi delle classi possidenti. Avendo tuttavia bisogno dell'appoggio di queste ultime, lo Stato stimolava e regolava la loro formazione. Come risultato, le classi privilegiate, burocratizzate, non poterono mai svilupparsi pienamente e quindi lo Stato russo si avvicinava sempre più ai regimi dispotici dell'Asia. (p. 20)
La scarsissima importanza delle città russe contribuì più di ogni altra cosa allo sviluppo di uno Stato di tipo asiatico ed escludeva in particolare la possibilità di una riforma religiosa, cioè di una sostituzione dell'ortodossia feudale e burocratica con una varietà più moderna di cristianesimo, adatta alle esigenze della società borghese. La lotta contro la chiesa di Stato non andò al di là della formazione di sette contadine, di cui quella dei Vecchi Credenti fu la più potente. (p. 22)
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Domande frequenti
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026