- Autore
- Esiodo
- Prima pubblicazione
- VII secolo a.C.
- Genere
- poesia narrativa
- Ambientazione
- Grecia
- Lingua originale
- dialetto eolico
- Personaggi
- Atena, Urano, Erinni, Giganti, Zeus, Rea
«Teogonia» è un'opera di Esiodo, pubblicata per la prima volta nel 700 a.C.
La storia è ambientata in Grecia.
Il libro in breve
La Teogonia (in greco antico Θεογονία?, Theogonía) rappresenta un poema mitologico scritto da Esiodo, in cui viene narrata la storia e la genealogia degli dèi greci. Si ritiene che sia stato composto intorno al 700 a.C. e rappresenta una fonte fondamentale per la mitografia.
L'opera è composta da 1022 esametri. Ripercorre le origini e gli avvenimenti mitologici greci dal Chaos primordiale, fino al momento in cui Zeus divenne il re degli dèi.
Fonte: Wikipedia, voce «Teogonia (Esiodo)» · licenza CC BY-SA 4.0
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Edizioni e codici ISBN di «Teogonia»
| Editore | Anno | ISBN | Pagine | Lingua | Open Library |
|---|---|---|---|---|---|
| F. Serra | 2007 | 9788862270915 | 143 | italiano | scheda |
| Oxford University Press | 2008 | 9780199538317 | 79 | inglese | scheda |
| FQ Classics | May 25, 2007 | 9781599868561 | 72 | inglese | scheda |
| University of Michigan Press | September 11, 2006 | 9780472099320 | 128 | inglese | scheda |
| University of Michigan Press | September 11, 2006 | 9780472069323 | 128 | inglese | scheda |
| Sigmapres | 2001 | 9989360634 | 159 | mac | scheda |
| Oxford University Press, USA; Translated | 1999 | 9780192839411 | 112 | inglese | scheda |
| Artemis & Winkler | 1991 | 3760811657 | 255 | tedesco | scheda |
| Oxford University Press | 1988 | 019251038X | 79 | inglese | scheda |
| Focus Information Group | 1987 | 0941051005 | 152 | inglese | scheda |
| Bobbs-Merrill Educational Pub. | 1985 | 0672602024 | 87 | inglese | scheda |
| H. Richarz | 1983 | 3921255953 | 137 | tedesco | scheda |
| Penguin Books | 1973 | 0140442839 | 176 | inglese | scheda |
| Oxford University Press | October 15, 1970 | 9780198145684 | 272 | scheda | |
| Bobbs-Merrill | 1953 | 0672602024 | 87 | inglese | scheda |
28 edizioni censite su Open Library; in tabella le prime 15, a partire da quelle in italiano.
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Frasi tratte da «Teogonia»
Dunque, per primo fu Chaos, e poi Gaia dall'ampio petto, sede sicura per sempre di tutti gli immortali che possiedono le vette dell'Olimpo nevoso, e Tartaro nebbioso nei recessi della terra dalle ampie strade, poi Eros, il più bello fra gli dei immortali, che rompe le membra, e di tutti gli dei e di tutti gli uomini doma nel petto il cuore ed il saggio consiglio. (vv. 116-122; 1959)
Poi Momo partorí, la sempre dogliosa Miseria, / l'Espèridi, che cura, di là dall'immenso Oceàno, / hanno degli aurei pomi, degli alberi gravi di frutti, / e le dogliose Moire, che infliggono crudi tormenti, / Atropo, Cloto e Lachesi, che a tutte le genti mortali / il bene, appena a luce venute, compartono e il male, / e dei trascorsi le pene agli uomini infliggono e ai Numi. / Né dallo sdegno tremendo desistono mai queste Dive, / prima che infliggano a ognuno la pena com'esso ha fallito. (Le prime quattro essenze, vv. 214-222; 1929)
Nereo, che mai mentisce, ma dice sempre la verità, fu generato come primo figlio da Ponto. Lo si chiama il vecchio, perché è verace e benigno. Mai egli si discosta dal giusto, ma tende sempre verso la giustizia e la bontà. (vv. 233-236; 1959)
Come quando negli alveari ombrosi le api / nutrono i fuchi, che hanno parte dei frutti delle loro aspre fatiche / – esse per tutto il giorno, fino al tramonto del sole, / ogni giorno s'affrettano sollecite e fanno i bianchi favi, / e quelli restando dentro gli ombrosi alveari / l'altrui fatica nel loro ventre raccolgono – / cosi per gli uomini un male, le donne, / Zeus altotonante fece, che hanno parte dei frutti delle fatiche / moleste. (vv. 594-602; 2007)
E Giove, poi che armò l'ira sua, poi che l'armi ebbe prese, / il tuono col baleno, col folgore fumido ardente, / con un gran lancio un colpo scagliò dall'Olimpo; e le teste / intorno intorno tutte bruciò di quell'orrido mostro. / E quello, poi che fu domato, spezzato dai colpi, / piombò giú mutilato, die' gemiti lunghi la Terra. / Ed una vampa sprizzò dal Dio folgorato percosso / nelle selvose convalli dell'Etna tutto aspro di rupi. (Giove stermina Tifone, vv. 853-860; 1929)
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Domande frequenti
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026