- Autore
- Rocco Scotellaro
- Prima pubblicazione
- 2004
- Genere
- poesia
- Lingua originale
- italiano
«Tutte le poesie» è un'opera di Rocco Scotellaro, pubblicata per la prima volta nel 2004.
Il libro in breve
Tutte le poesie (1940-1953) è una raccolta dei versi di Rocco Scotellaro, poeta e narratore neorealista, nato a Tricarico e morto precocemente nel 1953 a soli trent'anni, pubblicata da Mondadori nella collana "Oscar" a cura di Franco Vitelli.
L'impegno intellettuale e sociale di Scotellaro si riflette nei suoi versi concreti e aspri, di una cantabilità popolare che riesce ad allacciarsi a tutte le esperienze più avanzate della poesia contemporanea.
Nelle sue poesie Scotellaro narra, con uno stile originale e inconfondibile, la vita che si vive nei campi, la fatica dei contadini del Sud, l'astuzia dei ladri di bestiame, la semplicità dei popolani, la vita dei piccoli abitati rurali e lo fa con quella efficacia e credibilità propria di chi ha mantenuto i contatti con la sua terra, la Basilicata, e non ha perso le sue radici.
Lo stile è originale e inconfondibile e il pregio di questa iniziativa editoriale è quella di aver riproposto, per poterlo apprezzare, un autore che, a causa della morte precoce, è stato presto dimenticato.
Fonte: Wikipedia, voce «Tutte le poesie (1940-1953)» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «Tutte le poesie»
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Frasi tratte da «Tutte le poesie»
Per la mia strada già tante / donne vidi passare / belle come nei sogni / lontane stelle che l'occhio / si paga di mirare. / Quella la via delle mie donne / quando s'oscura il giorno / e vaghe forme intorno / dilettano i miei sensi / or che ogni porta s'è rinchiusa / frusciando di gonne.
Nero e lucente / serpente che narri / le tue solitudini al sole / e i ricordi del tuo lungo letargo / tra un rombo ventilante di mosche, / anch'io i miei poveri giorni di calde speranze / ricordo i luoghi del mio ozio / ove mi sentivo grande e solo al mondo / e solo per un passo molesto / m'imbucavo sottoterra, / cadendo dall'orlo della luce.
Carte abbaglianti e pozzanghere nere… / hanno pittato la luna / sui nostri muri scalcinati! / I padroni hanno dato da mangiare / quel giorno,(si era tutti fratelli), / come nelle feste dei santi / abbiamo avuto il fuoco e la banda. / Ma è finita, è finita, è finita / quest'altra torrida festa / siamo qui soli a gridarci la vita / siamo noi soli nella tempesta.
E se ci affoga la morte / nessuno sarà con noi, / e col morbo e la cattiva sorte / nessuno sarà con noi. / I portoni ce li hanno sbarrati / si sono spalancati i burroni.
Oggi ancora e duemila anni / porteremo gli stessi panni.
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Domande frequenti
Chi ha scritto «Tutte le poesie»?
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026