Libro · 1995

Un indovino mi disse

di Tiziano Terzani

Prima pubblicazione
1995
Lingua originale
italiano

«Un indovino mi disse» è un'opera di Tiziano Terzani, pubblicata per la prima volta nel 1995.

Il libro in breve

Un indovino mi disse è un libro di Tiziano Terzani.

Fonte: Wikipedia, voce «Un indovino mi disse» · licenza CC BY-SA 4.0

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Frasi tratte da «Un indovino mi disse»

Ci sono alcuni posti al mondo in cui uno si sente orgoglioso di essere membro della razza umana. Uno di questi è certo Angkor. Dietro la sofisticata e intellettuale bellezza di Angkor c'è qualcosa di profondamente semplice, di archetipico, di naturale che arriva al petto senza dover passar per la testa. In ogni pietra c'è un'intrinseca grandezza di cui uno finisce per portarsi dietro la misura.
Non occorre sapere che ogni particolare aveva per i costruttori un suo significato, che ogni pietra, ogni scultura, ogni cortile, ogni pinnacolo erano tasselli nell'immenso mosaico che doveva raffigurare i vari mondi, compreso quello superiore, con al centro il mitico monte Mehru. Non occorre essere buddhisti o hindu per capire. Basta lasciarsi andare per sentire che ad Angkor, in qualche modo, ci si è già stati. (da «Nagarose», p. 284)
È un aspetto, questo, dello strano mestiere di cronista che non cessa di affascinarmi e, al tempo stesso, di inquietarmi: i fatti non registrati non esistono. Quanti massacri, quanti terremoti avvengono nel mondo, quante navi affondano, quanti vulcani esplodono e quanta, quanta gente viene perseguitata, torturata e uccisa! Eppure, se non c'è qualcuno che raccoglie una testimonianza, che ne scrive, qualcuno che fa una foto, che ne lascia traccia in un libro, è come se quei fatti non fossero mai avvenuti! Sofferenze senza conseguenza, senza storia. Perché la storia esiste solo se qualcuno la racconta. (da Birmania, addio!, 1997, pp. 60-61)
Ho scoperto prestissimo che i migliori compagni di viaggio sono i libri: parlano quando si ha bisogno, tacciono quando si vuole silenzio. Fanno compagnia senza essere invadenti. Danno moltissimo, senza chiedere nulla.
In apparenza tutto va bene, oggigiorno in Asia. Le guerre sono finite, la pace, anche quella ideologica, regna, con pochissime eccezioni, sull'intero continente e ovunque non si fa che parlare di crescita economica. Eppure proprio ora questo antico, grande mondo di diversità sta per soccombere. Il cavallo di Troia è la «modernizzazione».
Invece di continuare sulla propria strada e cercare soluzioni asiatiche ai suoi problemi, l'Asia importa adesso, senza alcuna discriminazione, le formule del successo altrui e quindi rinuncia progressivamente alla propria diversità. Il rapido sviluppo strangola la sua cultura, mentre la pressione del nuovo materialismo spezza i legami tradizionali, distrugge i vecchi schemi di valori e toglie la fiducia in tutto ciò che non è riconducibile ad denaro. Modernizzazione non vuol dire occidentalizzazione e con questo l'Asia perde definitivamente la coscienza di sé.
C'è per me qualcosa di tragico in questo continente che, così gioiosamente, uccide se stesso. (da Birmania, addio!, 1997, p. 68)
Ogni posto è una miniera. Basta lasciarcisi andare. Darsi tempo, stare seduti in una casa da tè a osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato, andare a farsi i capelli e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l'amico di un amico di una persona che si è appena incontrata e il posto più scialbo, più insignificante della terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro di umanità dinanzi al quale ci si potrebbe fermare senza più il bisogno di andare altrove. La miniera è esattamente là dove si è: basta scavare. (da Il missionario e lo stregone, 1997, p. 239)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Un indovino mi disse»?
«Un indovino mi disse» è stato scritto da Tiziano Terzani.
Quando è uscito «Un indovino mi disse»?
La prima pubblicazione risale al 1995.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026