Libro · 2002
Un piccolo angolo d'inferno
di Anna Stepanovna Politkovskaja · titolo originale Вторая чеченская
- Prima pubblicazione
- 2002
- Genere
- saggio
- Lingua originale
- russo
«Un piccolo angolo d'inferno» è un'opera di Anna Stepanovna Politkovskaja, pubblicata per la prima volta nel 2002.
Il libro in breve
Un piccolo angolo d'inferno (titolo originale: Vtoraja Čečenskaia) è un saggio di Anna Politkovskaja, scritto nel 2002 e che narra alcune delle vicende più agghiaccianti della seconda guerra cecena (1999-2006), episodi vissuti personalmente dalla giornalista della Novaja Gazeta e racconti delle esperienze della popolazione cecena.
La volontà della giornalista è di far luce su una guerra dimenticata dall'Occidente, che l'ha frettolosamente liquidata come una questione interna, permettendo anzi al governo centrale russo di nobilitarla con una motivazione antiterroristica. La Politkovskaja si mantiene assolutamente equidistante dalle fazioni che combattono - da una parte l'esercito federale russo, dall'altra le milizie indipendentiste - concentrando la sua attenzione sulle atroci sofferenze dei civili: torture, stupri, rapimenti, spedizioni punitive nei villaggi, saccheggi e abusi commessi sia dall'esercito regolare che dalla guerriglia.
Fonte: Wikipedia, voce «Un piccolo angolo d'inferno» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «Un piccolo angolo d'inferno»
Alcuni collegamenti sono di affiliazione: se acquisti, il sito può ricevere una piccola commissione, senza costi aggiuntivi per te.
Frasi tratte da «Un piccolo angolo d'inferno»
Ovunque mi invitano a parlare della «situazione cecena», ma senza che ciò porti a qualche risultato concreto. Dico: «Ricordate, in Cecenia la gente continua a morire ogni giorno. Anche ora». In tutta risposta ottengo solo compìti applausi occidentali. Si tratta di una chiara, evidente e inconcepibile violazione mondiale dei valori umanitari. La Dichiarazione universale dei diritti umani, vecchia solo poco più di mezzo secolo, è morta con la Seconda guerra cecena. (p. 9)
Il fatto è che quando ci si trova in una situazione di pericolo per troppo tempo, tutto finisce per apparire insignificante e noioso. (p. 18)
Una pioggia di razzi sa trasformarti in una bestia che ha imparato a gioire della sfortuna del suo prossimo. (p. 19)
È impossibile non notare fino a che punto la tradizionale mentalità cecena sia stata annientata, qui, tra questa gente rovinata e corrotta dalla guerra e dalla fame. Osservandoli e mischiandomi a loro, non riesco a ritrovare nemmeno un briciolo della loro leggendaria forza d'animo, della loro certezza di sopravvivere anche nei momenti più difficili. Nessun uomo d'affari ceceno, per quanto ricco che sia, darebbe un decimo della sua fortuna per salvare la sua gente. I ceceni poveri – e chiunque in questo campo profughi è povero – sono soli con la loro miseria, la loro mancanza di speranza e i loro G-1, G-2, G-3, G-4... (p. 26)
La guerra non ha solo danneggiato la terra cecena, ha anche lasciato un segno nell'anima di questa gente. Centinaia di migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le loro case, finendo nei campi profughi, nelle campagne o nel bel mezzo di niente, e si sono ritrovate a dover adottare nuove regole di vita: quelle dei campi profughi. Apparentemente uniti, i ceceni in realtà sono ormai tragicamente divisi. Le spie sono dappertutto, e il loro unico scopo è quello di sopravvivere, anche al prezzo della vita altrui. Un popolo arrivato a questo punto, è praticamente morto. (p. 30)
Altri libri di Anna Stepanovna Politkovskaja
Libri simili
Schede su altri cataloghi
Domande frequenti
Chi ha scritto «Un piccolo angolo d'inferno»?
Quando è uscito «Un piccolo angolo d'inferno»?
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026