- Autore
- Piero Angela
- Prima pubblicazione
- 1978
- Genere
- saggio
- Lingua originale
- italiano
«Viaggio nel mondo del paranormale» è un'opera di Piero Angela, pubblicata per la prima volta nel 1978.
Il libro in breve
Viaggio nel mondo del paranormale è un libro scritto da Piero Angela sul tema dei fenomeni paranormali quali: astrologia, chiaroveggenza, chiromanzia, chirurgia psichica, fachirismo, guarigioni medianiche, poltergeist, precognizione, psicobotanica, psicocinesi, rabdomanzia, segni premonitori, spiritismo, telepatia, e altri, inteso a dimostrare che sarebbero tutti fenomeni riconducibili alla ciarlataneria oppure alla creduloneria.
Il libro raccoglie quanto prodotto per la realizzazione di un'inchiesta giornalistica dello stesso Angela, Indagine sulla parapsicologia, trasmessa in Italia dalla Rai nel 1978.
Ha condotto l'indagine interrogando sia famosi sedicenti parapsicologi come Uri Geller o Felicia Parese che studiosi di varie branche scientifiche come astronomi, biologi, fisici, matematici, medici, psicologi e anche prestigiatori che si sono occupati, a vario titolo, di tali fenomeni.
Fonte: Wikipedia, voce «Viaggio nel mondo del paranormale» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «Viaggio nel mondo del paranormale»
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Frasi tratte da «Viaggio nel mondo del paranormale»
È davvero patetico vedere fino a che punto certi personaggi si dimostrino ingenui e pronti a credere a tutto, dal momento che si avvicinano a un fenomeno già convinti che esso esista. (cap. II, p. 41)
Ma naturalmente, l'arte principale del prestigiatore, più ancora che nel trucco, consiste nel deviare l'attenzione dello spettatore. Non solo, ma nel fargli ricordare le cose in modo diverso da come in realtà sono avvenute. (cap. VII, p. 150)
Personalmente penso che le qualità dell'uomo vengono esaltate dalla sua capacità di elevarsi nella conoscenza, più che nel suo talento di coltivare antiche illusioni.
Per far questo, purtroppo, è però necessario rinunciare a un certo mondo incantato; è necessario cioè uscire dalla stanza delle fiabe e dei racconti fantastici.
Ciò può essere scomodo e anche deludente. Personalmente non lo penso. Penso che l'avventura dell'intelligenza sia molto più stimolante di quella della credulità. E che il desiderio di scoprire sia più eccitante di quello di rimanere nella stanza delle fiabe.
E credo che, comunque, sia difficile rimanerci quando la porta è ormai aperta. (cap. X, pp. 140-141)
Abbiamo bisogno non solo di buoni farmaci ma anche di un buon ambiente psicologico, che ci consenta di ritrovare un equilibrio interno che la biochimica da sola non può compensare.
Un medico mi ha detto una frase che mi è rimasta impressa, mentre realizzavo questa inchiesta. Mi ha detto: «Vede, c'è gente che viene da noi e avrebbe bisogno non di tre pillole al giorno, ma di tre abbracci al giorno.» (cap. XIII, p. 291)
Ma il medium non deve essere solo ammirato: deve essere anche temuto. È bene cioè che il pubblico abbia di lui anche un certo timore, così come si ha timore per le cose soprannaturali. In questo modo il medium si può porre meglio al riparo da eventuali controlli che qualche cliente dubbioso avesse in mente di fare. Infatti, così come nessuno osa tirare la barba a uno iettatore (per timore di rappresaglie «psichiche»), analogamente, se si crea un clima di timore, ben pochi osano mettersi contro il medium, pensando che egli potrebbe vendicarsi con «fluidi negativi» sulla salute, sulle finanze, sull'amore ecc. (cap. XIV, pp. 300-301)
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Domande frequenti
Chi ha scritto «Viaggio nel mondo del paranormale»?
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026