- Prima pubblicazione
- 1795
- Genere
- saggio
- Lingua originale
- italiano
«Viaggio sul Reno e ne' suoi contorni» è un'opera di Aurelio Bertola de' Giorgi, pubblicata per la prima volta nel 1795.
Il libro in breve
Viaggio sul Reno e ne' suoi contorni è un libro di viaggio scritto da Aurelio de' Giorgi Bertola e pubblicato per la prima volta dall'editore Albertini a Rimini nel 1795. Si tratta di un rapporto di viaggio sulla visita fatta dall'autore in Svizzera e Germania, seguendo il corso del fiume Reno.
Dopo la prima edizione, il libro ha avuto numerose ristampe successive, la prima dall'editore Giovanni Silvestri (Milano, 1817), che si sono succedute fino alla fine del XX secolo.
L'opera è stata oggetto di uno studio di Emilio Bogani, pubblicato dall'Accademia della Crusca nel 1979 in Studi di filologia italiana, Vol. XXXVII.
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Frasi tratte da «Viaggio sul Reno e ne' suoi contorni»
Le catene montane, di che il Reno è stretto da preso, o via via corteggiato da lunge, sono alpi Elvetiche, monti Vogesi, Hundsruk, Meliboco, Odenwald, Spessart, e alquante diramazioni inferiori de' monti settentrionali della Germania. Or tutte queste catene possono rispetto al fiume dividersi in due parti principali, a dritta l'una, l'altra a sinistra. (Lettera II, p. 5)
Al nord del Meno incomincia colla Selva Spessart una serie montana, donde scaturiscono e da un lato e dall'altro molti fiumi, fra i quali la Lana, e la Fulda. Parecchi de' medesimi non si fanno tributarj del Reno; e son protetti ne' lor capricciosi deviamenti fra il nord e il sud da immensi baluardi di rocce. La stessa serie va a terminare nelle più alte montagne settentrionali della Germania, toccando perfino il Fichtelberg in Franconia, i monti della Selva Ercinia e quelli della Turingia; ed è pur anche dalla medesima che spiccasi la specie di tettoja frapposta tra il Weser e l'Elba fino al mare: maravigliose intrecciature e protendimenti. Le montagne che fiancheggiano il nostro fiume a diritta, sono propriamente diramazioni dello Spessart. (Lettera II, p. 6)
Dai contorni del borgo di Wejer signoreggiasi una deliziosa gradazione di pendii, l'ultimo de' quali ci rappresentava l'immagine di una marina dolcemente agitata. Salendo ancora, ed è il salir sempre facile e sempre per mezzo a vigneti, il teatro che apresi sotto, è ricco e vario oltre modo: le catene di là dal Reno ma distintissime, e questo gran fiume in più punti; di qua e monti e colli di cento aspetti e colori, e foreste e boschetti; e oltre le città di Spira e Landau, quanti borghi e villaggi contansi mai di là, o a dir meglio non si contano, tanti pur sono! (Lettera IV, p. 18)
Continuando i nostri passeggi campestri, scendemmo a Neustat popolata da mille cattolici, due mila calvinisti, e d'alcune centinaja di luterani; fra i quali tutti era una volta un feroce mal animo, e ne sarà prova bastevole il ricordare come l'Elettore Carlo Filippo venne in persona in questa città a dimandare un cimitero per la comunione Romana da lui professata; e gli fu negato da prima. Né per la stessa ragione vedevansi una volta granfatto in concordia tra loro gli altri abitanti ancora di queste colline.La foce, sul cui ingresso siede Neustat, alza in qualche modo prospettive per contro a quella, onde apron varco, le catene montane di là dal Reno. Un miglio oltre per questa foce ove regna un certo orror che soddisfa, fa inaspettato incontro un mulino destinato a lavorare le agate, che traggonsi intorno a trenta miglia discosto di là. (Lettera IV, p. 20)
Giace Heidelberga a 17 miglia da Spira. La villa Elettorale di Schwezinghen che incontrasi dopo due terzi circa di cammino, ridonda di tutte le delizie e di tutti gli ornamenti più nobili e più sottili dell'arte; ma giace in pianura umida e malinconica: eppure appartiene ad un principe, il quale possiede intorno al Reno i più ameni e salubri paesetti del mondo. (Lettera V, p. 22)
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026