Frasi

Frasi di «Tristia»

14 citazioni dal libro di Publio Ovidio Nasone

Le frasi di «Tristia» raccolte in ordine di apparizione nel testo, dall'incipit alle citazioni più note. Per trama, edizioni e curiosità vedi la scheda del libro.

Citazioni da «Tristia»

Una causa non buona diventa peggiore quando si vuole difenderla. (I, 1, 26)
Finché sarai felice, conterai molti amici, ma se i tempi si fanno più grigi, sarai solo. (I, 1, vv. 39-40)
Citato in Mastellaro, p. 19.
Come il biondo oro si mette alla prova del fuoco, così la fedeltà va esaminata nei momenti difficili. (I, 5, vv. 25-26)
Citato in Mastellaro, p. 18.
Quel santo e venerabile nome dell'amicizia. (lib. I, el. VIII, v. 15)
Riposino dolcemente le ossa. (III, III, 76).
Bene visse chi seppe vivere nell'oscurità. (III, 4, 25)
E speriamo che le nostre anime muoiano col corpo e che nessuna mia parte sfugga all'avido rogo, perché se lo spirito, immune da morte, se ne vola via in alto negli aerei spazi e le parole del vecchio di Samo [Pitagora] risultano vere, la mia ombra romana vagolerà fra le ombre dei Sàrmati e sarà sempre straniera fra selvaggi mani. (III, 359; citato in Metamorfosi, 1994, p. LII)
V'è un piacere nel piangere. (IV, 3, 27)
Giuseppe Fumagalli (cfr. opera in bibliografia, p. 430) traduce questa frase in "Anche il pianto ha una certa voluttà", e ne individua la fonte in lib. IV, el. 3, v. 32.
Tutto quello che io tentavo di scrivere, erano versi. (IV, 10, 26)
Citato in Giuseppe Fumagalli, L'ape latina, § 2297, Hoepli, Milano, 1955, p. 265.
Non vede né le fronde nei boschi né l'acqua in un fiume in piena. (5, 4, 9)
Noi pure fiorimmo un giorno, ma quel fiore presto appassì, e la nostra fu fiamma di stoppa, fuoco passeggero. (V, VIII, 19-20)
Io qui sono come barbaro, perché nessuno m'intende. (V, 10, 37)
Sopporta e persevera; cose molto più gravi sopportasti. (V, XI, 7)
Piango i miei mali: nel pianto v'è una certa voluttà, ed il dolore che si scioglie in lagrime trova un sollievo.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026