Frasi
Frasi di Publio Virgilio Marone
42 citazioni, aforismi e passi dalle opere
Le citazioni di Publio Virgilio Marone raccolte in un'unica pagina: 42 frasi, divise per libro e argomento.
Publio Virgilio Marone (poeta romano). Scopri anche la biografia e i libri in ordine cronologico.
Citazioni di Publio Virgilio Marone
Così voi non per voi.
Citazioni di Publio Virgilio Marone – Attribuite
Mantova mi generò, il Salento mi rapì, mi tiene oggi Napoli: cantai i pascoli, le campagne, i condottieri.
Frasi da «Bucoliche»
Un dio ha creato per noi queste possibilità di ozio.
Non affidarti troppo al colore, all'apparenza delle cose.
Ognuno è attratto da ciò che gli piace.
Quale pazzia ti prese? (II, 69)
Alle Muse piacciono i canti alterni. (III, 59)
Cominciamo da Giove, o Muse; tutto è pieno di Giove. (III, 60)
Si nasconde una serpe nell'erba.
Chiudete i ruscelli, o fanciulli, i prati hanno bevuto abbastanza.
Muse di Sicilia, solleviamo il tono del canto: / non tutti amano gli arbusti, le umili tamerici; / se cantiamo le selve, siano le selve da console.
Si rinnova il gran giro dei secoli. (IV, 5)
Il lupo non si preoccupa di quante siano le pecore.
Non tutti possiamo ogni cosa.
La divinità si compiace del numero dispari. (VIII, 75)
Coglieranno le tue frutta i nepoti. (IX, 50)
Tutto porta via il tempo, anche l'animo.
Non cantiamo ai sordi.
L'amore vince tutto: e anche noi cediamo all'amore.
Frasi da «Georgiche»
Ogni difficoltà è vinta dall'aspro lavoro, e dal bisogno che incalza nelle dure vicende. (I, 145-146).
Da uno conoscili tutti. (II, 65-66)
Te, Lario grandissimo. (II, 159)
O Benaco, che gonfi le tue onde e fremi come il mare. (II, 160)
Salve, terra Saturnia, grande madre di grani e di uomini. (II, 173-174)
Loda i grandi poderi, ma coltivane uno piccolo. (II, 412-413)
O troppo fortunati agricoltori se conoscessero la loro felicità! (II, 458-9)
Felice chi poté conoscere le cagioni delle cose. (II, 490)
L'amore per tutti è lo stesso. (III, 244)
Un giorno, pur che mi basti la vita, io tornerò nella mia patria, traendo meco le Muse: e le palme del mio trionfo poetico io renderò a te, Mantova: e un tempio di marmo innalzerò sulla verde prateria presso l'acqua, là dove il Mincio scorre con lenti avvolgimenti e copre tutt'intorno le ripe di flessibili canne. (III, 10-15)
Ma fugge intanto, fugge irrecuperabile il tempo. (III, 284)
Il lavoro è tenue, ma darà non tenue gloria. (IV, 6)
Ben io qui canterei, qual sia de gli orti / la cultura miglior, come di Pesto / due volte rifioriscano i rosai. (IV, 118-119; 1801, 177-179)
Se si può confrontare con sì grandi cose queste così piccole. (IV, 176)
Finché il re è sano e salvo, tutte la pensano in egual maniera, / ma, perduto il re, il patto è infranto. (IV, 212-213)
A questi indizii, e prodigiosi esempi / riflettendo talun pensò, che l'api / abbian celeste origine, ed un raggio / chiudano in sen de la divina mente: / poiché diffuso per le terre e i mari, / e pe i campi del ciel vuolsi che immenso / spirito il mondo informi, e da lui vita / traggan uomini, armenti, augelli e fiere; / e in lui di nuovo poi da i corpi sciolte, / non soggette a perir, tornino l'alme / a rïunirsi, e redivive il volo / spieghino al cielo ad abitar le stelle. (IV, 219-227; 1801, 338-349)
Per la morte non c'è spazio, ma le vite volano e si aggiungono alle stelle nell'alto cielo. (IV, 226-7)
Dicono di Publio Virgilio Marone
Facesti come quei che va di notte, / che porta il lume dietro e sé non giova, / ma dopo sé fa le persone dotte.
Fra tutti i poeti che la forza de' secoli e della barbarie ha rispettato, quasi ossequio ad un'aura veramente divina, noi dobbiamo principalmente consolarci di aver Virgilio: il maggior maestro della grand'arte di dare immagine ad ogni pensiero, e di non dire se non con maniera nobilissima ed elegantissima, e con le sole parole necessarie, ciò che si conviene alla poetica dignità del discorso: Non ut minus, come sente Quintiliano, sed ne plus dicatur quam oporteat. Poeta veramente maraviglioso, nella cui mente non cadde mai cosa che non fosse tutta verità, tutt'armonia, tutta serenità e nobiltà. Laonde Virgilio, è il vero gran padre della bella poesia de' popoli d'occidente: i quali, quante volte se ne allontaneranno (e si lascino cianciar gli stolti), tante dovranno vergognarsene, e tornare in dietro, e sentirsi gridare: mala via tieni.
Il sommo poeta latino fu considerato tôcco dalla grazia divina, circonfuso di luce, dotato di poteri soprannaturali, così da vivere, da apparire come un fantasma benefico dopo la morte.
La lampada accesa è il simbolo di Roma eterna, Virgilio ne è l'anima vigile e operante.
Onorate l'altissimo poeta.
Vergilio è la più larga fonte di espressioni proverbiali o quasi proverbiali, di origine letteraria, vale a dire di quelle espressioni, che si fissarono nella memoria del popolo o degli scrittori di ogni età per effetto appunto dei versi suoi, studiati e imparati a memoria.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026