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Domenica: frasi e citazioni
33 citazioni di 27 autori
33 frasi celebri sul tema domenica, da leggere, copiare e condividere citando sempre l'autore.
Frasi su «domenica»
Ah! Da quando Senna non corre più... / Ah! Da quando Baggio non gioca più... / Oh no, no! Da quando mi hai lasciato pure tu...| Non è più domenica!
Anch'io ebbi il problema delle domeniche che in parte risolsi fotografando quelle degli altri: operai, piccoli impiegati e gli immigrati che scoprivano negli stabilimenti della Bovisa e di Baggio il fascino delle nuove cattedrali. E poi le coppie che passeggiavano al sole di Ripa Ticinese, quasi senza automobili, e nei prati divisi dalle rotaie della ferrovia, con lontane voci di giochi del calcio.
Avete presente la sera della domenica, no? La conoscete quella sensazione di vuoto, quella piccola, latente frustrazione per un fine settimana passato troppo in fretta e troppo pieno di niente? Quell'immotivata malinconia, come se aveste dovuto incontrare una persona che non avete incontrato? Quella strana, sottile sofferenza, senza ragione, per qualcosa che sembra già finito prima di iniziare? Avete presente la sera della domenica?
Bisogna divertirsi, è domenica sera, / c'è da dimenticare la noia pesa e nera, / c'è da dimenticare la favola che fu...
Che suono fa la domenica da te?
Chi nasce di domenica sarà interamente buono o interamente cattivo, perché in quel giorno furono create la luce e l'oscurità. (Talmud)
Conoscevo solo l'esemplare domenicale di quell'uomo.
Diman tristezza e noia / recheran l'ore, ed al travaglio usato / ciascuno in suo pensier farà ritorno.
– Domenica del cazzo!
– Uno lavora tutta la settimana per aspetta' la domenica per divertirsi, e la domenica 'un vede l'ora di arrivare al lunedì per lavorare, Bella soddisfazione!
– E un altro si tira le seghe tutta la settimana tanto dice: "Domenica chiavo!", e invece arriva la domenica: Nisba! Tanto dice: "Domani gl'è lunedi... mi tiro una sega!" (Berlinguer ti voglio bene)
Domenica. Le cambiali in sosta, l'accertatore delle tasse alla partita. I creditori, fuori, nelle loro ville. Le amanti presso i mariti. Sfratti e sequestri, come tutto il resto, al lunedì. Benedetto giorno del Signore.
Domenica mattina, lode dell'alba. / C'è una sensazione di irrequietezza al mio fianco. / Le prime luci del giorno, domenica mattina. / Gli anni sprecati sono appena dietro di me.
È domenica, è mattino, è inverno / Ho finito ieri il mio quadro. / Ma il cuore è molto triste. / Vedo gente che va in chiesa. / C'è chi è andato a caccia, / chi a pesca, ma la pioggia / cade, piano piano e dolcemente / mormora, che tutto è vano.
E la domenica lenta rintoccava / nei ciottoli dei sacri ruscelli.
E non sarà mai domenica / senza una frase poetica, / gridala tutta la notte, / tutta la notte.
In una società dove non si santifica la domenica ogni cosa va in rivoluzione.
La domenica è festiva ma non festosa.
La domenica è in pericolo perché non rientra nel ritmo naturale della vita. Ciò che è naturale riesce ad affermarsi, ma la domenica affonda le proprie radici nella Rivelazione.
La domenica pulisce tutta la ruggine della settimana.
Le settimane finiscono sempre in una domenica. La domenica bisogna sedere sul canapè, con la fidanzata vicina. La fidanzata che vuole abitare a Mazarita in un appartamento con il gas, la luce e le finestre sul cimitero.
– Ma tu quando dormi?
– La domenica. (Thank You for Smoking)
Meno male che la domenica c'è la partita. Per me è come andare a messa.
Na dummeneca passa e n’ata vene, / e tutte ’o stesso e tutte tale e quale! / ’Iquant’accuntec’ ’o barbiere tene! / ’Iquanta folla ’int’a dd’ ’o spezziale! // ’E tramme chine... ’E ccarruzzelle chiene... // Passano ’a princepala e ’o principale,| che vanno ’a messa e apparo apparo vanno. / Passa ’o cullegio... Duie carabiniere... / Na serva cu na guardia duganale, / ca s’alliscia ’o mustaccioe ca passanno, / se mmira ’int’ ’a vetrina d’ ’o barbiere. // Gente che vene e va senza penziere, / sott’all’arbere ’ncopp’ ’o marciappiere... / (E st’arbere ’e Furia c’ogne anno, ogne anno, / chiù s’acalano’ncopp’ ’o marciappiere, / ma chiù verde e chiù morbede se fanno...) // ’E tramme chine... ’E ccarruzzelle chiene...|| Chiù giovene esce 'accuntod' 'o barbiere... / Chiù cresce ’a folla ’int’add' ’o spezziale! / E comme addora ’sta pasticciaria! // Na dummeneca passa e n’ata vene, / e tutte ’o stesso e tutte tale e quale / pe’ me... che guardo l’arbere ’e Furia! / Chist’arbere ’e Furia c’ogne anno, ogne anno, / chiù s’abboccano’ncopp’ ’o marciappiere, / cchiù verde e malinconeche se fanno!
«Niente fretta. Niente fretta, – dicevo. – La domenica vien dopo sei giorni. E è per questo che la chiamano festa.»
Non mi sono mai ammalato in un giorno di lavoro. C'era la domenica per questo.
Non sento più il suono della domenica. Non ci sono più i vecchietti nelle piazze la domenica o le tavole apparecchiate. La domenica è diventato un giorno come un altro.
Non v'è sabato senza sole, non v'è donna senza amore, né domenica senza sapore.
Perché, perché / la domenica mi lasci sempre sola / per andare a vedere la partita / di pallone.
Quando mi viene a svegliare la domenica mattina col bicchiere di caffè, sento la puzza di lacca mentre si china su di me. Lacca e caffè mescolati: mi è diventato un po' l'odore della domenica.
Quando un giorno che sapete essere mercoledì comincia subito a sembrarvi domenica, vuol dire che da qualche parte c'è qualcosa che proprio non funziona.
Se volete che il mondo intero venga a bussare alla vostra porta, provate a fare un pisolino la domenica pomeriggio.
Tedio domenicale: quanta droga consuma. / Tedio domenicale: quanti amori frantuma.
Tra noi e il mare vi era lo spazio della strada. L'odore salino era dovunque. Inebriava. Sul castello avevano innalzato una bandiera in onore di chi sa chi. All'improvviso un formidabile rombo assordò ogni cosa. Era un piccolo aereo a bassa quota. Lanciava manifestini pubblicitari. Non era stata mai tanto domenica. Arrivavano e partivano macchine, giovanotti e ragazze, gente bene, ilare, donne sigillate da abiti perfetti. Restandone al di fuori effettivamente «gli altri» si potevano considerare salvi e felici. Non si vedevano i trucchi, gl'imbrogli, i dolori, le cattiverie. Una domenica di primavera con l'odore salino o con quello di noce moscata che giungeva a ondate dal forno dei dolci del bar.
Vorrei una domenica pomeriggio / per ogni lunedì che non ho saputo iniziare.
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026