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Invidia: frasi e citazioni
75 citazioni di 33 autori
Una selezione di 75 frasi su invidia: aforismi, versi e passi di romanzi, ognuno con il suo autore.
Frasi su «invidia»
C'è un'invidia negativa e un'invidia positiva. L'invidia negativa si ha quando rosichi di fronte alle performance di un tuo collega. È un sentimento stupido, fondamentalmente egoistico. L'invidia positiva si ha quando ammiri una persona, e vorresti imitarla.
Chiunque abbia qualcosa di speciale e raro verrà sempre invidiato da qualcuno. Purtroppo è la natura delle cose. (The Legend of Zelda: Skyward Sword)
Dove, come nelle democrazie, l'egualitarismo impedisce che l'ammirazione guarisca la ferita che l'altrui superiorità incide nelle nostre anime, l'invidia prolifera.
L'invidia è l'ignobile sostituto democratico dell'omaggio.
Essere felici vuol dire essere invidiati. Ora c'è sempre qualcuno che ci invidia. Si tratta di scoprirlo.
Gli invidiosi sono divorati dal loro proprio carattere come il ferro dalla ruggine.
Il primo peccato del diavolo è stata l'invidia, scaturita dal fatto di sapere che il Verbo si sarebbe incarnato.
Invidia e vanità sono le radici del benessere sociale.
L'invidia apriva loro gli occhi: è un demone che non si lascia sfuggire nulla, e che trae conclusioni da ogni cosa, proprio come la gelosia.
L'invidia, come il fuoco, si dirige sempre verso i posti più elevati.
L'invidia deriva dal confronto irrazionale fra quanto hanno raggiunto altre persone e quanto avete raggiunto voi. Non è la mancanza delle qualità che possiedono gli altri a causare il vostro insuccesso, bensì l'incapacità di valorizzare a dovere le qualità che possedete.
L'invidia è cieca, né altro sa fare che sminuire il valore altrui, corrompendo gli onori ed i meriti che uno si merita.
L'invidia è come una palla di gomma che più la spingi sotto e più ti torna a galla e non c'è verso di ricacciarla nel fondo.
L'invidia è così magra e pallida perché morde e non mangia.
L'invidia è la religione dei mediocri. Li consola, risponde alle inquietudini che li divorano e, in ultima istanza, imputridisce le loro anime e consente di giustificare la loro grettezza e la loro avidità fino a credere che siano virtù e che le porte del cielo si spalancheranno solo per gli infelici come loro, che attraversano la vita senza lasciare altra traccia se non i loro sleali tentativi di sminuire gli altri e di escludere, e se possibile distruggere, chi, per il semplice fatto di esistere e di essere ciò che è, mette in risalto la loro povertà di spirito, di mente e di fegato. Fortunato colui al quale latrano i cretini, perché la sua anima non apparterrà mai a loro.
Linvidia è naturale all'uomo, e tuttavia costituisce in un tempo stesso un vizio ed un'infelicità.
L'invidia è una terribile fonte di infelicità per moltissima gente.
L'invidia non tocca solamente i cattivi, ma anche i buoni e nelle cose buone... È una tristezza, una malinconia, è come una malattia del cuore.
L'invidia o il puntìglio, cortesi amici, può far de' volumi contro l'opere grandi, ma non mai opprimerle sotto il lor peso.
L'invidia renda la tua faccia una foto sfocata.
L'invidia sempre vile e bassa, avversa alla giustizia e alla benevolenza è quella che sbandisce dall'animo ogni pace e tranquillità nel suo livore, che è capace del tradimento e della calunnia per opprimere ed abbassare il merito, che si espone giustamente all'odio ed all'esecrazione di tutti.
L'invidia si può sostituire al senso di stupore per ciò che non è come te.
L'invidia soffre per la buona fortuna del prossimo, e non potendo godere, per insufficienza propria, dei propri successi, gode malignamente degli insuccessi altrui.
L'invidia universale, che si trasforma in una forza, non è altro che la forma mascherata sotto cui si presenta l'avidità, e in cui trova ma soltanto in un altro modo la propria soddisfazione. L'idea di ogni proprietà privata come tale è per lo meno rivolta contro la proprietà privata più ricca sotto forma di invidia e di tendenza al livellamento, tanto che questa stessa invidia e questa stessa tendenza al livellamento costituiscono persino l'essenza della concorrenza. Il comunista rozzo non è che il compimento di questa invidia e di questo livellamento partendo dalla rappresentazione minima. Egli ha una misura determinata e limitata. Proprio la negazione astratta dell'intero mondo della cultura e della civiltà, il ritorno alla semplicità innaturale dell'uomo povero e senza bisogni, che non solo non è andato oltre la proprietà privata ma non vi è neppure ancora arrivato, dimostrano quanto poco questa soppressione della proprietà privata sia una appropriazione reale.
L'invidioso è destinato a non godere mai.
L'invidioso non muore in una volta sola, ma tante volte quante l'invidiato vive salutato dal comune plauso.
La pietra di paragone del valore di ognuno, la persecuzione da parte dell'invidia.
Non perder tempo con l'invidia. A volte sei in testa. A volte resti indietro. La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso.
Oh, invidia, radice di mali infiniti e tarlo delle virtù! Tutti i vizi, Sancio, recano seco un non so che di diletto, ma quello dell'invidia non reca se non dispiaceri, rancori e ire.
– Questo è l'importante per voi: essere invidiato.
– Francamente sì: la gente invidia chi ha successo, non invidia mai i falliti. (Gli implacabili)
Se mi hai capito bene, comprenderai senza sforzo come l'invidia non rappresenti altro se non l'ammirazione in lotta, ed essendo la lotta funzione per eccellenza del genere umano, qualsiasi sentimento bellicoso è il più adeguato alla sua felicità.
Se mi succederà ancora una volta nella vita di essere preso dall'invidia saprò a qual punto giunge quel vizio e come riesce a prendere a tradimento: uno crede di dominare i propri cattivi sentimenti, si mette tranquillo, non si controlla più e quelli ne approfittano per rialzare la testa e per buttarlo in terra una seconda volta.
Un cuore tranquillo è la vita di tutto il corpo, / l'invidia è la carie delle ossa. (Libro dei Proverbi)
Questo peccato è direttamente contrario allo Spirito Santo. Sebbene ogni peccato sia contrario allo Spirito Santo, nondimeno in quanto la bontà s'appartenga propriamente allo Spirito Santo e l'invidia derivi propriamente da malizia, perciò l'invidia è propriamente contraria alla bontà dello Spirito Santo.
Certamente adunque invidia è il peggior peccato che vi sia, perché in vero gli altri peccati son talvolta contrari soltanto a una particolare virtù, ma certamente l'invidia a tutte le virtù è contraria; perché s'aggrava d'ogni bene del vicino, e in questo modo da tutti gli altri peccati è diversa; perché a mala pena è alcun peccato che in sé non abbia qualche piacere, fuorché l'invidia soltanto che sempre ha in sé angoscia e dolore.
Adunque, per certo, è amore il rimedio che fuori caccia il veleno d'invidia dal cuore dell'uomo.
Io son colei, di cui paventa, e teme / ogni Stato maggior; quella, che seguo / sempre le cose in eccellenza estreme.
Quella sei tu, che solo affanno, e doglia / senti del bene altrui; quella che tenta / detrarre ai fatti, onde l'onor germoglia.
Altre citazioni
Quella son io, che rapida mi volgo / là dove alberga la dottrina, e il senno, / e che i vizj d'ognun mordo, e divolgo. // Quella son io, ch'ogni difetto accenno / dell'alme eccelse, e con bilancia uguale / ogni piccolo error peso, e condenno. // Quella son io, che per tenor fatale / sempre accompagno la virtude, e il merto, / e con essi comun ebbi il natale.
L'esperienza mi ha insegnato che il primo oggetto di invidia è il seno che nutre, in quanto il bambino sente che il seno possiede tutto quello che egli desidera, ha una quantità illimitata di latte e di amore ma che lo tiene per suo godimento. Questa sensazione aumenta il risentimento e l'odio del bambino, e di conseguenza disturba la sua relazione con la madre.
Una delle conseguenze dell'invidia eccessiva sembra essere il precoce instaurarsi del senso di colpa.
Una modalità di difesa frequente è quella di stimolare l'invidia negli altri con il proprio successo, con la ricchezza e la fortuna, rovesciando così la situazione di chi sperimenta l'invidia.
'A 'mmiria smafara lu mazzo.
All'invidioso gli si affila il viso e gli cresce l'occhio.
Astio e invidia non morirono mai.
Chi d'invidia campa, disperato muore.
Chi ha invidia, ha doglie.
Chi vuol tormentar l'invidia, lodi l'invidiato.
Come l'ombra segue il corpo, cosi l'invidia segue le belle azioni.
Contro l'invidia il miglior scudo è la virtù.
Dall'invidioso guardati come dal tignoso.
E meglio essere invidiati che compianti.
È peggio l'invidia dell'amico che l'insidia del nemico.
Falsità, calunnia, inganno sono gli strumenti dell'invidia.
Fu e sarà in ogni tempo su la terra, fra povertà e ricchezza, invidia e guerra.
La parte degli altri par sempre più grande.
L'altrui fortuna è una corda al collo dell'invidioso.
L'invidia è il cruccio degli stolti.
L'invidia è la peggiore delle malattie.
L'invidia è sommo male, perché crepa dell'altrui bene.
L'invidia è un tarlo che rode il legno in cui cresce.
L'invidia fa agli altri la fossa e poi vi casca dentro.
L'invidia fa del male, ma sta peggio.
L'invidia grida dispettosa dove cavalca l'onore.
L'invidia ha occhi acuti.
L'invidia nacque e morirà con gli uomini.
L'invidia non può mangiar nulla fuorché il cuore.
L'invidia rode se stessa.
L'invidia si contenterebbe di un occhio, purché l'invidiato fosse cieco.
L'invidia tira agli altri e ferisce se stessa.
L'invidia vorrebbe togliere agli altri persin la luce del sole.
L'invidioso si rode, l'invidiato se la gode.
Non fu mai gloria senza invidia.
Se l'invidia fosse febbre, tutto il mondo l'avrebbe.
Se l'invidia si guardasse allo specchio arrossirebbe.
Tutto finisce fuorché l'invidia.
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026