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Lago Maggiore: frasi e citazioni

32 citazioni di 21 autori

Che cosa hanno detto scrittori, filosofi e poeti su lago maggiore? Ecco 32 citazioni con l'autore di ciascuna.

Frasi su «lago maggiore»

A Sesto ci imbarcammo sul lago Maggiore. Oh! Per favore, mandate a quel paese questo laghetto per ridere, che, non avendo venti leghe di lunghezza ed essendo strettissimo, si immagina di scimmiottare l'Oceano, e di avere le sue onde e le sue tempeste. Sono convinto che qualche lappone abbia fatto un patto col diavolo per assicurarci un abbonamento ai venti contrari. Non avevamo fatto cinque miglia sul lago, che la tramontana si mise a soffiare come una disperata; tuttavia tenemmo duro per un po' di tempo e sorpassammo, sulla destra Angera, e sulla sinistra Arona, patria di San Carlo.
Charles de Brosses
Ambo le rive sono straordinariamente fertili; colline coperte di vigneti, cittadine, bei villaggi, borghi con le più graziose case di campagna, castagneti, fiumi che sboccano nel lago dopo aver ricevuto l'acqua di ruscelli che scendono dai monti in mille cascate, si alternano di continuo formando uno spettacolo d'indescrivibile bellezza, che non ci si sazia di guardare, che rende gradevole e divertente il viaggio sul lago.
Hans Rudolf Schinz
Chi lo veda per la prima volta, non può sottrarsi al suo incanto, tra l'ampiezza della veduta e il giuoco delle montagne che si scostano e gli fanno largo perché possa allungarsi e distendere e correre verso la pianura, segnando il confine tra Lombardia e Piemonte; e davvero si direbbe che le montagne giuochino a strozzarlo e a fargli strada tra il lento Tamaro, il Gambarogno e il Ghiridone gobbo e roccioso, cariato come le rupi nei fondi di Leonardo.
Piero Bianconi
Costeggiammo la riva del lago, nella sua parte superiore, mentre le onde piacevolmente mormoravano al nostro fianco. Dappertutto dalle barche si scaricava il fieno proveniente dal Piano di Magadino gettandolo a mucchi alle donne, perché lo portassero ai fienili, in carichi enormi, entro i loro gerli leggeri. Ombreggiate dalle viti e da alti alberi di fico, queste rive sono abitate ovunque.
Karl Viktor von Bonstetten
Da Laveno, si vede il suo largo specchio immobile, variegato qua e là e damaschinato a guisa di corazza da innumerevoli maglie, sotto uno sprazzo di sole che riesce a lacerare una densa volta di nubi; e la brezza lievissima sospinge alla riva ondicelle quasi impercettibili. [...] Al levar del sole, si noleggia una barca, e nella vaporosità diafana dell'alba si attraversa il lago. Esso è largo quanto un braccio di mare, e le sue ondulazioni d'un azzurro plumbeo rilucono debolmente. Una bruma fumosa avvolge cielo ed acqua col suo grigiore. Poi, a poco a poco, si assottiglia, dilegua, e dalle sue maglie ormai diradate si sente filtrare la vivida luce con un gradevole tepore. Si fila così per due ore nella monotona e molle soavità dell'aria appena schiarita, mossa dalla brezza come dall'aleggiare lieve d'un ventaglio di piume; poi, ad un tratto, il velo di vapori si rompe: allora, non si vede più altro intorno che azzurro e luce; sotto, l'acqua simile a un grande manto di velluto increspato, e in alto, il cielo unito come una conca di zaffiro ardente.
Hippolyte Taine
Dapprima non riuscivo a distinguere alcunché, ero come accecato da quel baluginio azzurrino, poi, gradatamente, emersero i contorni di monti bellissimi e di boschi: un lago si stendeva sotto di me, con un tremolio di stelle sul fondo e il dolce mormorio della risacca. Il profumo degli aranci mi avvolse come un'ondata e insieme con esso mi giunsero, pure come un'ondata, i limpidi suoni di una giovane voce femminile. Mi sentii attrarre laggiù da quel profumo e da quei suoni e cominciai a scendere...
Ivan Sergeevič Turgenev
E si vedevano chiaramente tutti i villaggi sparsi nelle valli e sui pendii, le chiese, le case, dalle capanne isolate in alto fino ai fitti paesi che orlavano quasi senza interruzione, per tutta la lunghezza, le rive frastagliate e sfuggenti del lago.
Il lago: pervinca e argento.
Mario Soldati
I monti s'abbrunano in coro: / il Sole si sveste dell'oro, la Luna si veste d'argento. // Romantica Luna fra un nimbo leggiero, che baci le chiome / dei pioppi, arcata siccome un sopracciglio di bimbo, // il sogno di tutto un passato nella tua curva s'accampa: / non sorta sei da una stampa del Novelliere Illustrato? // Vedesti le case deserte di Parisina la bella? / Non forse non forse sei quella amata dal giovine Werther? // «.... mah! Sogni di là da venire!» - «Il Lago s'è fatto più denso / di stelle.» - «.... che pensi?» - «.... Non penso.» - «.... Ti piacerebbe morire?» // «Sì!» - «Pare che il cielo riveli più stelle nell'acqua e più lustri. / Inchìnati sui balaustri: sognarne così, tra due cieli....»
Guido Gozzano
​Il cuore si ferma più persuaso sul capo del lago, da sempre conosciuto e amato. Indugia sull'amabile strada che lo costeggia, da Locarno fino a Mappo, dal cittadino lungolago passando per Rivapiana e sotto le storiche ville ottocentesche, la Verbanella del Brofferio, la Baronata del bacchelliano Bakunin.
Da quella stradetta si gode in tutta la sua bellezza la veduta del lago, in una sicura calma che solo qualche sperduta automobile o il campanello di una bicicletta per un attimo riescono a turbare. È una strada che segue il capriccio della riva, costeggia assidua l'acqua, senza rettifili, senza impazienze: come è giusto quando si va a far quattro passi, un'ora di distensione.
Piero Bianconi
Il flutto che a Venezia | fuso è all'ondoso piano, | Ticino e Po l'attestano, | è flutto del Verbano.
Bartolomeo Varenna
Il lago era grigio con riflessi dorati sulle increspature delle onde. Il cielo che al mattino era coperto, si era quasi interamente schiarito, salvo alcune nuvole bianche intrise di miele sulle montagne sopra Brissago. Nunziatina si diresse al punto della banchina che le era stato indicato e si mise ad aspettare appoggiata alla ringhiera del parapetto. Il grosso battello bianco per Stresa spariva in quel momento dietro l'incurvatura del Saleggi.
Ignazio Silone
Il lago sembrava un grande lenzuolo grigio, con lunghi strappi nerastri, contornato dalle macchie verde-bruno dei salici, degli alni, dei pioppi.
Ignazio Silone
​La luna all'inizio non c'era nell'orizzonte, ma la sua alba s'irradiò gradatamente innanzi, proprio come quelle "glorie" che i pittori del quattordicesimo secolo ponevano intorno alla testa della Vergine. Apparve infine, incavata e ridotta a un quarto del suo disco [...]; i corni della sua falce somigliavano ad ali, sembrava una colomba bianca uscita dal suo nido di roccia: con la sua luce affievolita e resa misteriosa, l'astro incavato mi rivelò il Lago Maggiore in fondo alla Val Leventina. Per due volte mi ero trovato davanti a questo lago [...]. Allora lo contemplavo al sole, sulla strada della prosperità; adesso lo intravedevo di notte, dalla riva opposta, sulla strada della sventura. Fra i miei viaggi, separati soltanto da alcuni anni, c'erano in meno una monarchia di quattordici secoli.
François-René de Chateaubriand
Nell'ora dolce in cui il vespro su lago e monti è stupore dorato e tranquillo, e i villaggi sulla sponda sinistra del Verbano ne riflettono a quelli della riva opposta il bagliore, mentre le campane si chiamano a salutarsi, prima che il mondo si annulli nell'ombra... in un'ora simile, alla sponda di Magadino una barca urtò pianamente.
La primavera inghirlandava i greppi di primule e anemoni, cantava coi torrentelli nelle forre, metteva tra i castani nudi e la fiamma dei salici la freschezza dei peschi in fiore.
Elena Bonzanigo
Quanto è bello il Lago Maggiore, quanto è seducente, e quante rimembranze risveglia nell'anima mia! Io l'avea attraversato a diciott'anni: allora io sognava la felicità: un oceano di godimenti si parava dinanzi alla bollente mia immaginazione, giacché in allora io era circondato da tutto ciò che può render felice sulla terra. L'avvenire si presentava a' miei occhi come un palazzo incantato, io non iscorgeva alcun ostacolo, io tutto volea, e credea di poter ottenere tutto ciò ch'io volea. Ora oscuramente seduto nel canto d'un battello, mi rammentava que' giorni ne' quali su questo stesso lago io scorgeva già il cielo incantatore d'Italia; ove io già sentiva quell'aria imbalsamata che mollemente addormenta i sensi. Italia! sul tuo suolo io avea cercato vôtare la tazza di tutti i piaceri; ora, religioso, e religioso penitente, chiedeva a me stesso, se fossi stato in allora veramente felice: no, io non avea giammai goduta la felicità; di ebbrezza e di follìa non la può dare.
Ferdinand de Géramb
Quell'immenso zaffiro, colle sue morbide gradazioni di ceruleo e di verde, che si dilata e sfuma lontano lontano, perdendosi in uno sfondo, ove si disegnano cime d'ogni forma che si soverchiano, si addossano con mille curve, e mille seni, e mille frastagli, con tutti i riflessi di luce, quasi nubi temporalesche che spuntino dal fondo dell'orizzonte a cielo sereno. Il piroscafo fende le onde, celere e acuto come un dardo; il lago si allarga in immenso bacino, e le isole Borromee sorgono dalle acque, come mazzi di fiori sporti al sole, che tutto inonda di sua luce. La è una vera fantasmagoria, un sogno, un delirio piacevole. Ho veduto più volte questo lago Maggiore, e sempre mi è apparso nuovo, sempre più bello.
Antonio Stoppani
Stupenda vista del lago, in lattea e disciolta penombra lunare; un immenso guazzo di vaporoso azzurro, entro il quale solo si distingue lo scintillio degli abitati, e in alto, sospesi come nubi, gli immobili strati delle cime nevose.
Filippo Sacchi
Sulla spiaggia cristallina, l'acqua del lago, calda nelle insenature, si agita in brividi freschi allo sbocco dei ruscelli; e le sabbie arroventate spingono, poco lontano, al refrigerio del greto umido e dell'erba. L'acqua precipita fonda in azzurrità cupe, a pochi passi dall'orlo della riva. Non si potrà più cenare sulla terrazza, nell'aria che passa attraverso le magnolie e le palme: la sera incupiva l'erba verso apparenze e densità tropicali, mosse dalla fosforescenza delle lucciole. Il lago perde il sentore del gran caldo che respira dalla pianura e dalla città esaltata nel fervore dell'estate.
Alexandre Cingria
Verde chiaro è il colore del lago, più raramente azzurrognolo, solo quando è infuriato e picchiano i flutti vigorosi rimbombando sulle sponde, quindi l'acqua s'impenna in frangenti verde scuro, spumeggianti. Da nessuna parte ho mai avvertito la profondità di un lago come il lago Maggiore. È come se i pendii nell'inclinazione più scoscesa verso l'acqua con dita sotteranee si sollevassero all'insù dal fondo del lago, e come se al di là delle montagne da tutte le parti stessero le vallate profonde, molto, molto più profonde della superficie del lago.
Erich Mühsam
Dagh e dagh, sta gran sücina / la ta fai molaa i calzon, / pòver lagh! Che compassion / a vedett a la berlina / con chel tocch da riva a secch! / A vedee cos ti scondevi / soot a l'aqua, quand ti sevi / alt! Un gatt con fö i büsecch, / fiasch a tocch, cüü da botili, / mücc da toll rügin, sfondaa, / vas da malt tütt gibolaa, / pécian rott, pell da cünili...​
Giovanni Bianconi«Dai e dai, questa gran siccità / ti ha fatto calare i calzoni, / povero lago! Che compassione / vederti alla berlina / con quel tratto di riva a secco! / A vedere cosa nascondevi / sotto l'acqua, quando eri / alto! Un g
Quand l'è bel temp, al lagh l'è come un specc / viscor, lüsent in mezza a la cornis / verda di riv coi smacc di cà e di tecc, // ma quand l'è brütt e i riv coi so paìs / i scompariss da drè di nebi s'ciass, / al par grand come 'l mar; l'è grand e gris // come la nosta noia e 'l nost crüziass.
Giovanni Bianconi«Quando è bel tempo, il lago è come uno specchio / liscio, lucente in mezzo alla cornice / verde di rive con macchie di case e di tetti, // ma quando è brutto e le rive coi loro paesi / scompaiono dietro nebbie sparse, /
Sü l'acqua verd-oliva / sa ved a pena a pena / quai barch négar chi mena / la sgrüsora verz riva. / Ca piovess almen piü; / sul lagh ca cress, ca cress / gh'è l' bianc da tanti pess, / con la büseca in sü.​
Giovanni Bianconi«Sull'acqua verde-oliva / si vede appena appena / qualche barca nera che trascina / l'ombra scura verso riva. / Che piovesse almeno di più; / sul lago che cresce, che cresce / c'è il bianco di tanti pesci, / con il ventr
E l'udivo mugghiare come un mare / nella notte alle raffiche del vento! / Mi alzai, temendo. E vidi che in argento / ondoso il lago era un brillìo lunare. // Si movevano, gaio vasto armento / di vive pecorelle, l'onde chiare. / Ed ecco gli alti pioppi modulare / armonioso un mirabile concento.
Dante Bertolini
In fiore i grandi tigli sulla riva / ronzano, densi d'api. / Vanno le barche dai ricurvi scafi / sulle onde alla deriva. // Al sole brilla, fitto / di scaglie d'oro, il lago. Dalla sponda, / col tuffo d'una lontra, / balza un bimbo nell'acque a capofitto.
Dante Bertolini
O lago azzurro, non perché di trote / gran copia doni nei propizi dì, / ma per le sponde, gli scogli e le note / onde canore ti amiamo così. // [...] E tu, buon lago, ...tu canti e sorridi / sul greto, i muschi e le sabbie qua e là; / e al sole e al vento, nei bei giorni affidi / l'onda che, d'oro la criniera, va. // Rifrangi a mille nella notte i lumi / pallidi, accesi da borghi e città; / e versi al mare lontano i tuoi fiumi / d'acque squillanti, tutta chiarità.
Dante Bertolini
Vorrei su questo lago navigasse / sempre la vela d'un mondo migliore / senza confini, senza più le basse / rivalità di censo e di colore. // La bianca vela su cui sventolasse / non il vessillo d'un solo signore; / la bianca vela su cui si parlasse / la loquela soltanto dell'amore. // Per la pace mondiale? Un'utopia? / Per fortuna la immagino nei chiari / mattini sul Verbano, che s'avvia / per navigare provvida sui mari.
Dante Bertolini
Che bell'azzurro! Che bella rispondenza fra le montagne, il cielo e l'acqua! Ecco scenario teatrale, anzi coreografico dell'Isola Bella, ecco l'Isola Madre che verdeggia, ecco il grigiolato delle case che compongono l'Isola dei Pescatori. Ecco tutta la bella distesa azzurra del lago, costellata di luce e traversata dagli sbuffi di un battello a vapore [...]. Ecco la scia.... (non cercare nemmanco la parola nel dizionario) voglio dire il solco, ossia la squama d'argento, che si lascia di dietro il piroscafo.... E là in fondo c'è una superba stuoia di luce.... Pare che l'acqua bolla e che quel bollire sia oro.
Giovanni Faldella
Il lago è bigio, il cielo è bigio, ed anch'io ho l'anima bigia.
I forestieri della bella stagione se ne stanno ammusiti; e trionfano quelli, a cui piace il lago anche d'inverno.
È uno di quei giorni, in cui la musica più invidiabile pare che sia il borbottio delle castagne, che si lessano nella pentola.
Giovanni Faldella
Si tratta di un lago. Quindi, anzitratto, che bazza per una descrizione preistorica della vita nell'epoca lacustre! Quanta libertà di fantasia! Sopra il lago forse veleggiò lungamente Nubicuculina, la città formata dal cuculo fra le nubi, e scoperta e descritta in un frammento di epopea preistorica da X Y, che mi fu supposto sia Michele Kerbaker, distinto grecista e orientalista, professore di sanscrito nell'Università di Napoli. [...] Ad ogni modo, sotto o non sotto la fantastica Nubicuculina, si può travedere un Lago Maggiore.
Giovanni Faldella
Dei Visconti il Castello fu per circa un secolo: dal 1340 in poi. Essi ne fecero la rocca più forte, dopo quella di Milano, che ci fosse nel loro Stato. A quei tempi, il Lago Maggiore era percorso da una flotta armata: il Castello aveva un porto. Ora il lago è lontano un duecento metri; allora, almeno con un braccio, o una lingua, lambiva queste mura. Dove ora sorgono quelle case tanto pacifiche, un naviglio da guerra si cullava sull'onde.
Giuseppe Zoppi
Le nostre mucche vanno a bere trionfalmente, a testa alta; non più a qualche grigio torrente rimbalzante fra pietra e pietra, ma al Lago Maggiore che sfavilla laggiù, estrema linea del mondo. La siccità di questa estate, bruciando e divorando il fieno dei nostri prati, ci ha cacciati dai monti.
Giuseppe Zoppi
​Or corri, treno, felice, nel piano. / Sorvoli alto il Ticino / che, alla foce vicino, / s'attarda, e sogna il nido suo montano. / Poi, tutto a un tratto, costeggi la sponda / del lago. È ancor febbraio. / Ma di primule è gaio / il prato. E vien, cantando, onda su onda.
Giuseppe Zoppi

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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026