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Lepre: frasi e citazioni
27 citazioni di 14 autori
Una selezione di 27 frasi su lepre: aforismi, versi e passi di romanzi, ognuno con il suo autore.
Frasi su «lepre»
Chi è impegnato in una controversia si preoccupa della verità quanto il cacciatore si preoccupa della lepre.
Fra il cane e l'uomo c'è un'altra grande differenza. L'uomo cambia d'umore ad ogni istante come una lepre furba di direzione. Invece ce ne vuol altro per far cambiare d'umore al cane.
Gli uomini si divertono a seguire una palla o una lepre: è il piacere persino del re.
Il covo della lepre, anche se la lepre è assente, è sempre pieno di paura.
Il genio purtroppo non parla / per bocca sua. / Il genio lascia qualche traccia di zampetta / come la lepre sulla neve.
Impallinare un povero leprotto / è cosa da brigante o galeotto // cucinarlo con spezie rare e vino / mostra poca pietà per il meschino // ma quando lo si mangia è un'altra favola / cessa il moraleggiar quando si è a tavola.
"La lepre ama la polenta". Lo dice il cuoco.
La lepre. Il rumore sottilissimo della foglia che cade la mette all'erta. È presa dall'angoscia come noi, quando nella notte sentiamo scricchiolare i nostri mobili.
La lepre, nella sua agonia, grida come un fanciullo.
La lepre sempre teme, e le foglie, che caggiano dalle piante per autunno, sempre la tengano in timore e, 'l più delle volte, in fuga.
Le lepri, quando fanno ritorno alla loro tana, mettono i leprotti a dormire ognuno in un punto diverso e spesso anche tenendoli alla distanza di un pletro l'uno dall'altro, di modo che, se per caso dovesse avvicinarsi un cane o un uomo, non si trovino a correre pericoli tutti insieme. Le stesse madri, dal canto loro, lasciano impronte un po' dappertutto correndo di qua e di là, e alla fine, dopo avere fatto un grande balzo che le proietta lontano dalle tracce che hanno lasciato, vanno anch'esse ad accovacciarsi.
Presso Greccio fu offerto a san Francesco un leprotto vivo e ancora in forza. Posto di nuovo in libertà poteva fuggire dove voleva; quando il santo lo richiamò a sé, quello agilmente gli saltò sul petto. Il santo, ricevendolo benevolmente e ammonendolo dolcemente di non farsi più prendere, lo benedisse e gli ordinò di tornare nella selva.
Se nella questione alcuno chiami me a giudice, dirò che il più prelibato fra gli uccelli è il tordo, fra i quadrupedi la lepre.
Si veggono gli altri animali comunemente seri e gravi; e molti di loro anche paiono malinconici: rade volte fanno segni di gioia, e questi piccoli e brevi; nella più parte dei loro godimenti e diletti, non fanno festa, né significazione alcuna di allegrezza; delle campagne verdi, delle vedute aperte e leggiadre, dei soli splendidi, delle arie cristalline e dolci, se anco sono dilettati, non ne sogliono dare indizio di fuori: eccetto che delle lepri si dice che la notte, ai tempi della luna, e massime della luna piena, saltano e giuocano insieme, compiacendosi di quel chiaro.
Cane e lepre corrono ambedue, ma ciascuno per un fine diverso.
Corre un pezzo la lepre, un pezzo il cane; così s'alternano le vicende umane.
È meglio che un leone guidi le lepri, che la lepre i leoni.
Gli eroi non danno la caccia alle lepri.
Il cane non può portar la soma, e l'asino non può cacciar la lepre.
La lepre non sta mai tanto bene come là dove nacque.
La lepre dorme ad occhi aperti.
La lepre fugge quando il cane piscia.
La lepre ha sempre fretta.
La lepre va sempre a morire nella sua tana.
Lepre e cane corrono ambedue, ma ognuno per motivi diversi.
Mentre il cane si gratta, la lepre va via.
Uno leva la lepre e l'altro se la prende.
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026