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Martirio: frasi e citazioni
26 citazioni di 23 autori
26 frasi celebri sul tema martirio, da leggere, copiare e condividere citando sempre l'autore.
Frasi su «martirio»
Debitricem martyrii fidem, ripeté Dorsenne, "veramente carino. E," aggiunse a bassa voce "voi avete maltrattato duramente i dilettanti e gli scettici tutto il tempo. Ma pensate che ci sarebbe uno di loro che rifiuterebbe il martirio se potesse avere nello stesso tempo la fede?…". Mai Montfanon aveva udito il giovane uomo pronunciare una simile frase con un simile accento.
E se il martirio non basta a conferire alla vittima le dimensioni del titano, basta però ad attribuire i connotati dell'aguzzino a chi lo inflisse.
Gli uomini rifiutano i profeti e li uccidono. Ma adorano i martiri e onorano coloro che hanno ucciso.
I martiri creano la fede, ma la fede non crea martiri.
I martiri non costruiscono le chiese, bensì sono punti di riferimento oppure un alibi. Sono seguiti da preti e da bigotti.
Il martire, adunque, vuole, pienamente, il martirio: l'accettazione del sacrificio è opera sua. Tuttavia questa volontà di martirio che s'afferma nella complessità dei motivi e delle condizioni, profondamente entusiastica, trova pur sempre, in una superiore legge della «misura» — che domina tutto l'organismo dell'etica cristiana — il suo correttivo e, quindi, la sua sublimazione.
Anche la «volontà di martirio» — che pure è volontà di amore — va soggetta al travaglio del distacco, alla durezza dell'abnegazione, affinchè non la contamini ombra di desiderio impuro: neanche volontà di martirio deve degenerare in voluttà di morte! e «volere» si può, il martirio, «cercare» non si deve; desiderare, si possono, gli splendori della via eroica, non eleggere a se stessi, siccome disposizione di arbitrio.
Il martire, in effetti, è il più genuino testimone della verità sull'esistenza. Egli sa di avere trovato nell'incontro con Gesù Cristo la verità sulla sua vita e niente e nessuno potrà mai strappargli questa certezza. Né la sofferenza né la morte violenta lo potranno fare recedere dall'adesione alla verità che ha scoperto nell'incontro con Cristo. Ecco perché fino ad oggi la testimonianza dei martiri affascina, genera consenso, trova ascolto e viene seguita. Questa è la ragione per cui ci si fida della loro parola: si scopre in essi l'evidenza di un amore che non ha bisogno di lunghe argomentazioni per essere convincente, dal momento che parla ad ognuno di ciò che egli nel profondo già percepisce come vero e ricercato da tanto tempo. Il martire, insomma, provoca in noi una profonda fiducia, perché dice ciò che noi già sentiamo e rende evidente ciò che anche noi vorremmo trovare la forza di esprimere.
Il martirio è l'unico mezzo con il quale un uomo può diventare famoso senza abilità.
Il martirio è una grazia di Dio che non credo di meritare, ma se Dio accetta il sacrificio della mia vita, che il mio sangue sia un seme di libertà e il segno che la speranza sarà presto realtà.
Il martirio è una grazia, solamente il Signore può darcela, ed è una grazia cui ci si prepara giorno dopo giorno facendo dono nelle circostanze ordinarie o straordinarie della nostra vita.
Il martirio non è mai una sconfitta; il martirio è il grado più alto della testimonianza che noi dobbiamo dare.
Il sangue dei martiri è il seme della Chiesa.
Il valore d'un sacrificio non è provato dalla causa che vi sta dietro. Migliaia di persone hanno rinunciato alla propria vita con altrettanto coraggio di Gesù, per cause infinitamente meno elevate e luminose. Tutti i martiri, in verità, credono di riuscire a scuotere il mondo, anche se nessun altro vi riuscì come lui.
Il vero martire è colui al quale viene negato anche questo titolo.
In tutti i tempi e tutti i paesi, soprattutto se sono divisi in materia di religione, ci saranno fanatici che non chiedono di meglio che diventare martiri.
I redattori del libro dei Maccabei costruiscono i primi martiri del Partito Nazionalista Giudaico, cioè quegli eroi di cui tutti i movimenti rivoluzionari basati sulla violenza hanno bisogno per tenere viva la fede nella massa dei seguaci. Non c'è sistema migliore per inculcare un'ideologia ad un popolo che quella di metter in bocca ai martiri l'apologia della fede per la quale vengono torturati e uccisi.
La gente non ha più intenzione di soffrire. Il mondo è fatto in questo modo: ci sono soltanto vittime. I martiri sono molto rari. Un martire, sì, è un'altra cosa. Un martire è un essere eccezionale, sopravvive alla sofferenza, sopravvive alla privazione di tutto. Lo si carica dei mali della terra e si abbandona, "trascende". Capisce questa parola? Si trasfigura. (Martyrs)
La pace e della concordia hanno precedenza sul martirio.
"Non conosco nessuna professione" obiettò Syme "per essere abilitati alla quale basti la volontà".
"Io sì: il martirio."
Ogni essere che muore è un martire, un testimone dei limiti di questa realtà, è uno che ne ha sofferto.
Pensa che devi morire martire, spogliato di tutto, steso per terra, nudo, irriconoscibile, coperto di sangue e ferite, violentemente e dolorosamente ucciso e desidera che questo avvenga subito.
Perché a Dio i martiri / non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.
Preghiamo e veneriamo le reliquie dei martiri e dei confessori al fine di adorare colui di cui essi sono testimoni è confessori.
Se questo è ciò in cui crede, le conferiamo un dono raro, di questi tempi: una morte da martire. Non solo avrà la vita eterna, ma siederà con i santi fra gli eletti. Venga. È ora di presentarsi all'appuntamento con l'uomo di paglia. (The Wicker Man)
Tutti gli eroi valgon meno di un solo martire.
Un martire non si trova, signor Vollmer, un martire lo si sceglie. Si sceglie l'elemento meno valido e se ne fa un simbolo. Lo si avvolge nella bandiera e si fa in modo che la sua morte serva alla causa. Trovi un uomo che non valga niente da vivo, ma che possa servire da morto! (Ai confini della realtà)
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026