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Modernità: frasi e citazioni
25 citazioni di 22 autori
Che cosa hanno detto scrittori, filosofi e poeti su modernità? Ecco 25 citazioni con l'autore di ciascuna.
Frasi su «modernità»
È fuori dubbio che il Mondo Moderno, liberando l'individuo, ha fatto trionfare il soggettivismo e l'individualismo. Ma è altrettanto certo che nessuna epoca precedente ha elaborato un oggettivismo così spinto e che in nessuna età precedente il non-individuale trovò tanto credito sotto forma di collettivo. L'essenziale è qui il reciproco necessario di soggettivismo e oggettivismo.
Fino a qualche tempo fa i conservatori erano quelli che volevano conservare lo status quo. Ma improvvisamente lo status quo è entrato in movimento e scorre come un tapis roulant verso la modernità. Così anche i conservatori si muovono con esso. E i moderni veri sono costretti a essere antimodernisti.
Il moderno invecchia. Il vecchio torna di moda.
Il programma della modernità si inceppa proprio in quella che è, sin dall'inizio, la sua idea portante: la capacità della ragione umana.
In realtà, non vediamo come la «vita sociale» nel significato prettamente profano inteso dai moderni, possa avere dei legami con la spiritualità, a cui, al contrario, non apporta che impedimenti; essa ne aveva invece quando si integrava in una civiltà tradizionale, ma è precisamente lo spirito moderno che li ha distrutti, o che mira a distruggerli là ove essi ancora esistono; e quindi cosa mai ci si può attendere da uno «sviluppo» il cui tratto caratteristico è proprio di andare all'opposto di ogni spiritualità?
Io personalmente mi vergogno più del mio presente che del passato dei miei antenati, perché sono certo che il sistema che stiamo vivendo, di cui sono parte, non è così per mia volontà, quindi ho spesso un sentimento di impotenza. Se moderno è rimuovere la storia e sviluppo è fare solo le cose che creano ricchezze, io mi astengo dalla creazione di una tale società.
La civiltà moderna, considerata nella sua connessione più immediata, è nata dalla grande età della civiltà ecclesiastica, che si fondava sulla fede nell'assoluta e immediata rivelazione divina e sull'ordinarsi di essa rivelazione nell'istituto redentore ed educativo della Chiesa. Niente può paragonarsi con la potenza di tal fede, quand'essa è primitiva e spontanea. Infatti allora Dio è dappertutto, e la sua volontà immediata, esattamente riconoscibile e rappresentata da un istituto infallibile, è presente dappertutto. Ogni forza rivolta a opere superiori, ogni sicurezza di raggiungere lo scopo ultimo della vita, deriva dalla rivelazione e dall'ordinarsi di essa nella Chiesa. Con la creazione di questo poderoso edificio sotto l'influenza decisiva del cristianesimo ha termine l'antichità: e tale edificio diventa il centro della civiltà medioevale.
La mentalità moderna, quindi, è tale da non poter sopportare alcun segreto e nemmeno delle riserve; cose del genere, poiché ne ignora le ragioni, le appaiono soltanto come «privilegi» istituiti a vantaggio di qualcuno, ed essa non può più soffrire alcuna superiorità; se si volesse tentare di spiegarle che i cosiddetti «privilegi» hanno un loro reale fondamento nella natura stessa degli esseri sarebbe fatica sprecata, poiché è proprio questo che il suo «egualitarismo» ostinatamente nega.
La modernità, che a mio avviso si costituisce in un processo sostanzialmente unitario da Spinoza a Marx (passando per Kant e per Hegel), è invece caratterizzata da una consapevole ripresa del logos razionale e dialogico autosufficiente (non asservito cioè alla razionalizzazione della teologia monoteistica cristiana, ebraica e musulmana).
La modernità, come noi la intendiamo, si caratterizza come il tempo storico in cui hanno luogo processi volti alla realizzazione di un eguagliamento tendenzialmente universale.
La modernità nasce su due paradigmi. La singolarizzazione, cioè l'individuo in sé e il funzionalismo.
La modernità non sfugge alla tentazione di identificare il permesso con il possibile.
La modernità risolve i suoi problemi con soluzioni ancora peggiori dei problemi.
La modernità si è compiaciuta di mostrare che il dono gratuito è uno degli eventi più rari nella vita umana.
La tua modernità sta tutta nel senso dell'irrazionale.
L'operaio di una città moderna usufruisce, oggi, di un benessere materiale superiore a quello di un nobile dei secoli scorsi.
L'usanza comune a molti letterati di disprezzare il mondo moderno è una maniera dissimulata di presumersi degni di un altro migliore.
Moderno è l'uomo che pensa con il cervello proprio, non per ispirazione e autorizzazione di un'autorità religiosa o politica.
Non possiamo fermare la modernità, ma non possiamo nemmeno subirla in modo passivo.
Non venerare la modernità, è di plastica, / negli anni Trenta la modernità era la svastica.
Quando il Moderno si presenta come "il nuovo" assoluto, in verità è già decrepito.
Sono solo i moderni a diventare sorpassati.
Tutto ciò che è moderno viene, prima o poi, superato.
Una sola frase basterà a descrivere l'uomo moderno: egli fornicava e leggeva i giornali.
Uno dei grandi problemi della modernità è la resistenza al cambiamento, a maggior ragione da quando la tecnologia ha portato una variazione rapidissima del mondo. Quando iniziamo ad adattarci e guardiamo dalla finestra... il mondo è già andato un po' avanti e dobbiamo ricominciare ad adattarci. Ne sono sempre stato convinto.
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026