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Sconfitta: frasi e citazioni
38 citazioni di 34 autori
Che cosa hanno detto scrittori, filosofi e poeti su sconfitta? Ecco 38 citazioni con l'autore di ciascuna.
Frasi su «sconfitta»
A posteriori ho capito che apprezzavo di più le sconfitte: mi facevano rimuginare sugli errori e su come correggerli. Ho imparato tantissimo da come ho perso.
Ad alto livello perdere è terribile: ma a quel livello puoi riconoscere i tuoi limiti e accettare che c'è un altro migliore.
Che libidine quando perdo. La sconfitta mi esalta e mi fa assaporare stimoli insostituibili.
Ci vuole solo coraggio, o forse buon senso, per capire che le lezioni migliori sono di solito le più dure; e che spesso fra queste ultime c'è la sconfitta. A loro volta, queste riflessioni inducono a pensare che l'unico vero fallimento stia, in realtà, nel permettere alla sconfitta di avere la meglio su di noi.
Come dal vincitor fugge e s'asconde / Il vinto, in volto mesto e vergognoso, / Sommerse il carro suo tosto nell'onde.
Cos'è peggio di un perdente? Chi non ammette di aver sbagliato. (21)
Davvero sappiamo vivere solo dopo la sconfitta, / le amicizie si fanno più profonde, / l’amore solleva attento il capo. / Perfino le cose diventano pure.
È nella sconfitta che si diventa cristiani.
È sconfitto solo chi si crede tale.
Giocavo a basket con un gruppo di amiche e ho imparato che perdere insieme è molto formativo.
Guai ai vinti!
Ho sempre visto la sconfitta come un passo per la vittoria, uno stimolo a migliorarmi. Non che sia bello: perdere è frustrazione, tristezza e rabbia ma può tramutarsi in energia positiva per la sfida successiva.
Ho vinto tanto, ma ho perso anche tanto. E le sconfitte mi hanno insegnato a dare di più, a migliorarmi.
I "perdenti", sia che reagiscano incolpando se stessi e i loro governanti, sia che incolpino gli altri e rifiutino di assumersi la responsabilità della propria condizione, cercheranno prima o poi di compensare le proprie deficienze. I mezzi attraverso i quali attueranno la compensazione vanno dal suicidio individuale all'immigrazione di massa, dalle proteste politiche e dalle manifestazioni pacifiche alla creazione di corpi paramilitari privati e al terrorismo vero e proprio.
Io odio la sensazione di quel momento in cui capisci che non c'è più nulla da fare.
L'idea di sconfitte positive – quelle in cui si impara o si dona qualcosa, oppure quelle in cui si fa un passo indietro per dare spazio al migliore – è un concetto importante.
L'uomo non è fatto per la sconfitta. Un uomo può essere distrutto, ma non può essere sconfitto.
La disfatta è cosa passeggera. Una disfatta non dura all'infinito. Noi fummo sconfitti e ora siamo all'attacco. La sconfitta non significa nulla.
La sconfitta [...] agita nella mia mente il senso della paura, che non è certo quella di prendere pugni. La vera paura è perdere dopo tanti sacrifici. Odio la sconfitta, la considero umiliante.
La sconfitta è elegante, la sconfitta è riposante. Mai, però, farsi sconfiggere dentro.
La sconfitta è qualcosa che mi fa veramente molto male [...]. So benissimo che fa parte del gioco e del nostro mestiere. L'esperienza mi ha insegnato che quando perdo reagisco con molta più forza e cerco una soluzione quasi nell'immediato. È fisiologico: non vuoi più provare quella sensazione [...]. Credo sia così per tutti: ti arrabbi, c'è il momento di delusione, poi cominci a ragionare sul da farsi e infine trovi le soluzioni. Ecco, quei tre passaggi devi essere bravo ad accorciarli il più possibile.
La sconfitta è un processo necessario all'interno dello sport. È solo grazie a essa che si mettono in moto i meccanismi utili per rileggere il percorso e migliorare. Non dimentichiamo che si perde più spesso di quanto si vince. Prima o poi capita a tutti ma la differenza sta nella reazione: crogiolarsi o ripartire.
La sola speranza per i vinti è non sperare in alcuna salvezza.
Le sconfitte fanno parte della carriera di ogni atleta e, nel mio caso, mi hanno aiutata a crescere. Forse anche più delle vittorie.
Lo sconfitto è colui che si siede e cerca di analizzare le cause di una battuta d'arresto, il perdente invece non accetta le critiche e vuole sempre sentirsi dire che tutto va bene. Ma io sono per la verità.
Ogni volta che perdo, mi sembra la fine del mondo. Vedo altri giocatori sorridere dopo una sconfitta e non lo capisco. Vorrei poterlo fare anch'io.
Penso che tutte le sconfitte pesanti mi siano servite per capire me stessa un po' meglio ogni volta.
Perdere è un dovere civico, la residua dignità di chi vive.
Presso i vinti ci sono più lamentele che forze.
Qual è l'apporto di una sconfitta? Una visione più precisa di noi stessi.
Sconfitti eravamo, col muso a terra e lo sconforto nel cuore.
Se si sappia vivere da vinti, lo si è un po' meno.
Serve a fare passi indietro per andare avanti. Insegna a non disunirsi e a investire in tecnologie, uomini e "cultura": individuare i punti deboli e correggerli.
Sono un grandissimo sostenitore della cultura della sconfitta nel senso che siamo abituati a standard elevati, non solo nello sport ma anche negli altri ambiti della vita, e l'errore viene visto come qualcosa di demoniaco. Non puoi sbagliare altrimenti non vai bene, non sei perfetto. Uno sbaglio sul posto di lavoro può costare caro, ma siamo essere umani e come tali dobbiamo essere considerati. Gli errori devono essere presi in modo positivo e propositivo per migliorare e per non ripeterli in futuro. Quante cose che utilizziamo sono nate per caso, quante persone che consideriamo dei geni hanno commesso degli sbagli...
Sono uomo di sport e se non si vince vuol dire che è comunque mancato qualcosa.
Tutti hanno bisogno di qualche sconfitta. Un po' di mortificazione ogni tanto non nuoce.
Venire sconfitti non è una vergogna. La vera infamia è sottrarsi al combattimento. (Il destino di Kakugo)
Vi hanno detto che è bene vincere le battaglie? / Io vi assicuro che è anche bene soccombere, che le battaglie sono perdute nello stesso spirito in cui vengono vinte. // Io batto i tamburi per i morti, / per loro imbocco le trombe, suono la marcia più sonora e più gaia. // Gloria a quelli che sono caduti! / A quelli che persero in mare le navi di guerra! / A quelli che scomparvero in mare! A tutti i generali che persero battaglie, e a tutti gli eroi che furono vinti! / A gli infiniti eroi ignoti, eguali ai più sublimi eroi famosi.
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026