Albo a fumetti · aprile 2004

Julia - Le avventure di una criminologa n. 67: La chiamavano Betsy Blue

Numero
67
Titolo
La chiamavano Betsy Blue
Uscita
aprile 2004
Soggetto
Giancarlo Berardi
Sceneggiatura
Giancarlo Berardi e Lorenzo Calza
Disegni
Thomas Campi
Copertina
Marco Soldi

Il numero 67 di Julia - Le avventure di una criminologa si intitola La chiamavano Betsy Blue ed è uscito in edicola a aprile 2004. Testi di Giancarlo Berardi e Lorenzo Calza; disegni di Thomas Campi.

Trama

Una sera di pioggia, la quindicenne Elisabeth Frost (detta Betsy Blue) suona a casa della signora Coolidge. Le due non si conoscono: la ragazza chiede alla donna di telefonare a casa, perché ha accettato un passaggio da una persona sgradevole e vuole avvertire i genitori che è in ritardo. A casa i genitori non rispondono, sicché la signora Coolidge si offre di accompagnare Betsy a casa. Una volta rientrata in casa, Betsy si trova di fronte a una persona sconosciuta, che la insegue con un coltello e la pugnala a morte. Il giorno dopo, Julia viene chiamata per dare una mano alla polizia. Come sempre, si comincia a indagare sulle conoscenze e i rapporti di Betsy. Le indagini inevitabilmente partono dall'ambiente scolastico: il liceo Walt Whitman, dove Betsy era molto popolare e amata. Il preside Pekic garantisce la totale collaborazione del consiglio d'istituto. Julia vorrebbe adottare uno stile di indagine soft, ottenendo informazioni scambiando pareri con gli studenti. In effetti nella prima mattinata di indagini comincia a raccogliere dati interessanti, e fa conoscenza con alcune ragazze. Tuttavia, il clamore suscitato dalla stampa attorno al caso impone alla Procura di iniziare una serie di interrogatori in grande stile. Nel corso delle indagini, sia quelle informali di Julia che quelle ufficiali della polizia, emerge pian piano un coacervo di ambiguità e bugie all'interno dell'ambiente scolastico. In particolare, emerge il fatto che Rita Costas, la migliore amica di Betsy, era finita in un torbido giro di foto pornografiche in cui erano coinvolti gli insegnanti di ginnastica, i quali poi rivendevano le foto a dei siti hard. L'ipotesi della Procura è che la Frost, una delle ragazze fotografate a propria insaputa, fosse venuta a conoscenza del giro e che per questo fosse stata assassinata. Ma questa ricostruzione non convince Julia, che dopo alcuni colloqui con altri alunni, giunge alla verità: a uccidere Betsy Blue è stata la sua compagna Roxanne Protti (che si era già presentata a Julia come migliore amica di Betsy). Roxanne, una ragazza bruttina e di famiglia modesta, aveva cercato in tutti i modi di accreditarsi tra le ragazze popolari del liceo, e aveva tentato di conquistarsi l'amicizia di Betsy. La sera del delitto, le aveva offerto un passaggio a casa dopo una festa, e lì era diventata molto insistente. Era dunque lei la persona sgradevole di cui Betsy aveva accennato alla signora Coolidge. Frustrata per il rifiuto, Roxanne aveva pedinato con la macchina del padre (un'utilitaria bianca, di cui la Coolidge si ricordava) fino a casa di Betsy: qui era entrata e, in preda alla rabbia, aveva accoltellato la ragazza. Per metterla alle strette, Julia dice che gli stivali da uomo indossati da Roxanne quella notte erano stati già esaminati in laboratorio: la ragazza non capisce il bluff della criminologa, e confessa il delitto.

Fonte: Wikipedia, voce «Albi di Julia - Le avventure di una criminologa» · licenza CC BY-SA 4.0

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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026