Libro

De tranquillitate animi

di Plutarco · titolo originale Περὶ εὐθυμίας

Autore
Plutarco
Genere
trattato
Lingua originale
greco antico

«De tranquillitate animi» è un'opera di Plutarco.

Il libro in breve

De tranquillitate animi (Περὶ εὐθυμίας) è un saggio dei Moralia di Plutarco, scritto in forma epistolare .

Fonte: Wikipedia, voce «De tranquillitate animi (Plutarco)» · licenza CC BY-SA 4.0

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Frasi tratte da «De tranquillitate animi»

Siccome adunque ammoniva Senofonte, che nelle prosperità più che in altro tempo ci ricordassimo degli Iddii, e gli riverissimo, acciò ne' nostri bisogni con più sicurezza gli invochiamo, come già conosciuti per propizj ed amici; così conviene che i prudenti ed accorti facciano provvedimento, avanti che vengano le passioni, di que' discorsi che possono sovvenire alle passioni; affinché essendo prima presti e pronti, maggiormente profittino. Perché i cani più fieri ferocemente abbaiano a tutte le voci che sentono, e s'ammansano a quella sola che sogliono udire, così non è agevole quietar le passioni dell'anima, allorché sono più inasprite e più contumaci, se non hai a mano ragioni proprie e familiari che l'arrestino, quando cominciano a travagliarla. (I; 1827, p. 322)
Or quanto a quelli che dicono che per viver vita tranquilla non è da intromettersi in molti affari pubblici o privati, primieramente dico, che troppo ci fan costar cara la tranquillità dell'animo, volendo farcela comprar col prezzo dell'ozio [...]. (II; 1827, p. 323)
[...] non è vero che menino vita tranquilla coloro, che non operan molto: per questa ragione dir si dovria che le donne per lo più dimoranti in casa, più riposatamente vivessero, che non fanno gli uomini. [...] [N]ondimeno i dolori dell'animo, i turbamenti, le scontentezze, rea semenza che germoglia nella selva delle gelosie, delle superstizioni, dell'ambizione e vanagloria, sì varia e numerosa, che non si potrebbe annoverare giammai, si versano in grande abbondanza nelle segrete camere delle donne. (II; 1827, p. 323)
Ma sì come gli uomini di povero cuore, che nel navigare sentono offendersi dal commovimento dell'onde, credono di star meglio se lasciata la scafa montano sopra il brigantino, dal brigantino sopra la galea, e non di meno nulla operano a lor profitto, perché portano, ovunque vanno, la collera e la paura; così il cangiar maniera di vita non toglie all'anima le cagioni che l'attristano e conturbano [...]. (III; 1827, p. 325)
Alessandro udendo discorrere Anassarco dell'infinita moltitudine de' mondi, lagrimò; e domandando gli amici, che cagione gli traesse fuori le lagrime, rispose: Non ho ragione di piangere, se, essendo i mondi infiniti, ancora non siamo signori d'un solo? (IV; 1827, p. 326)

Tutte le frasi di «De tranquillitate animi»

Ordine di lettura: Plutarchi Chaeronensis quae extant opera

  1. 1
    De liberis educandis
  2. 2
    Quomodo adolescens poetas audire debeat
  3. 3
    L'arte di ascoltare
  4. 4
    Come distinguere l'adulatore dall'amico
  5. 5
    Quomodo quis suos in virtute sentiat profectus
  6. 6
    De capienda ex inimicis utilitate
  7. 7
    De amicorum multitudine
  8. 8
    De fortuna
  9. 9
    De virtute et vitio
  10. 10
    Consolazione ad Apollonio
  11. 11
    Precetti igienici
  12. 12
    Precetti coniugali
  13. 13
    Il banchetto dei sette savi
  14. 14
    Sulla superstizione
  15. 15
    Regum et imperatorum apophthegmata
  16. 16
    Apoftegmi spartani
  17. 19
    De mulierum virtutibus
  18. 20
    Questioni romane
  19. 21
    Questioni greche
  20. 22
    Parallela minora
  21. 23
    De fortuna Romanorum
  22. 24
    La fortuna o la virtù di Alessandro Magno
  23. 25
    De gloria Atheniensium
  24. 26
    Su Iside e Osiride
  25. 27
    Sulla E a Delfi
  26. 28
    De Pythiae oraculis
  27. 29
    De defectu oraculorum
  28. 30
    An virtus doceri possit
  29. 31
    De virtute morali
  30. 32
    De cohibenda ira
  31. 33
    De tranquillitate animi
  32. 34
    De fraterno amore
  33. 35
    De amore prolis
  34. 36
    An vitiositas ad infelicitatem sufficiat
  35. 37
    Sono più gravi le malattie dell'anima o quelle del corpo?
  36. 38
    Sulla loquacità
  37. 39
    De curiositate
  38. 40
    Sull'amore per le ricchezze
  39. 41
    De vitioso pudore
  40. 42
    Invidia e odio
  41. 43
    Sulla lode di sé senza offesa
  42. 44
    De sera numinis vindicta
  43. 45
    De fato
  44. 46
    De genio Socratis
  45. 47
    Sull'esilio
  46. 48
    Consolazione alla moglie
  47. 49
    Questioni conviviali
  48. 50
    Sull'amore
  49. 51
    Storie d'amore
  50. 52
    I filosofi devono dialogare soprattutto con i potenti
  51. 53
    Sulla non educazione del principe
  52. 54
    Sui vecchi in politica
  53. 55
    Precetti politici
  54. 56
    Monarchia, democrazia e oligarchia
  55. 57
    Contro l'usura
  56. 58
    Vite dei dieci oratori
  57. 59
    Confronto tra Aristofane e Menandro
  58. 60
    Sulla malignità di Erodoto
  59. 61
    De placitis philosophorum
  60. 62
    Questioni naturali
  61. 63
    De facie in orbe Lunae
  62. 64
    Sul freddo primario
  63. 65
    Aquane an ignis utilior
  64. 66
    Sull'intelligenza degli animali
  65. 67
    Bruta animalia ratione uti
  66. 68
    Sul mangiare carne
  67. 69
    Questioni platoniche
  68. 71
    Epitome del trattato Sulla generazione dell'anima nel Timeo
  69. 72
    Le contraddizioni degli stoici
  70. 73
    Gli stoici dicono cose più assurde dei poeti
  71. 74
    Sulle nozioni comuni contro gli stoici
  72. 75
    Non è possibile vivere felici seguendo Epicuro
  73. 76
    Contro Colote
  74. 77
    Se sia ben detto "vivi nascosto"
  75. 78
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Domande frequenti

Chi ha scritto «De tranquillitate animi»?
«De tranquillitate animi» è stato scritto da Plutarco.
«De tranquillitate animi» fa parte di una serie?
Sì, appartiene alla serie Plutarchi Chaeronensis quae extant opera, di cui è il volume n. 31 nell'ordine di lettura.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026