Libro · 1576
Discorso sulla servitù volontaria
di Étienne de La Boétie · titolo originale Le discours de la servitude volontaire
- Autore
- Étienne de La Boétie
- Prima pubblicazione
- 1576
- Genere
- saggio
- Lingua originale
- francese medio
«Discorso sulla servitù volontaria» è un'opera di Étienne de La Boétie, pubblicata per la prima volta nel 1576.
Il libro in breve
Discorso sulla servitù volontaria (Discours de la servitude volontaire) è l'opera più nota di Étienne de La Boétie. Il testo fu redatto probabilmente intorno al 1549 e pubblicato clandestinamente nel 1576 con il titolo di Contr'un ("Contro uno").
La data di redazione è incerta: secondo gli ultimi studi esso fu composto da Étienne de La Boétie nel periodo dell'università, cioè attorno ai 22 anni. Secondo l'amico Montaigne, tuttavia, il discorso sarebbe addirittura precedente, scritto cioè attorno ai 18 anni.
Fonte: Wikipedia, voce «Discorso sulla servitù volontaria» · licenza CC BY-SA 4.0
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Indice dei capitoli
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Edizioni e codici ISBN di «Discorso sulla servitù volontaria»
| Editore | Anno | ISBN | Pagine | Lingua | Open Library |
|---|---|---|---|---|---|
| F. Le Monnier | 1944 | 157 | italiano | scheda | |
| Libros del Zorro Rojo | 2022 | 9788412537185 | scheda | ||
| MAGNARD | Jun 22, 2021 | 9782210770768 | 96 | scheda | |
| CreateSpace Independent Publishing Platform | 2016 | 9781539717027 | 28 | tedesco | scheda |
| CreateSpace Independent Publishing Platform | May 17, 2015 | 9781512239379 | 90 | scheda | |
| CreateSpace Independent Publishing Platform | May 17, 2015 | 9781512239379 | 90 | scheda | |
| Feltrinelli | Feb 26, 2014 | 9788807900822 | 128 | scheda | |
| Books on Demand GmbH | 2013 | 9783732233687 | tedesco | scheda | |
| Hachette Livre - BNF | Mar 24, 2012 | 9782012535329 | 168 | scheda | |
| Hackett Pub. Company | 2012 | 9781603848398 | inglese | scheda | |
| Kessinger Publishing, LLC | Sep 10, 2010 | 9781169184787 | 32 | scheda | |
| Folio | 2008 | 9782070794072 | scheda | ||
| Black Rose Books | January 30, 2007 | 9781551642932 | 150 | inglese | scheda |
| Black Rose Books | 2006 | 1551642921 | 150 | inglese | scheda |
| Black Rose Books | September 13, 2006 | 9781551642925 | 150 | inglese | scheda |
62 edizioni censite su Open Library; in tabella le prime 15, a partire da quelle in italiano.
Dove trovare «Discorso sulla servitù volontaria»
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Frasi tratte da «Discorso sulla servitù volontaria»
… vorrei soltanto riuscire a comprendere come sia possibile che tanti uomini, tanti paesi, tante città e tante nazioni talvolta sopportino un tiranno solo, che non ha altro potere se non quello che essi stessi gli accordano, che ha la capacità di nuocere loro solo finché sono disposti a tollerarlo, e che non potrebbe fare loro alcun male se essi non preferissero sopportarlo anziché opporglisi. (2004, p. 4)
… quel che avviene in tutti i paesi, ogni giorno, fra tutti gli uomini, ossia che uno solo ne opprima centomila privandoli della libertà, chi potrebbe mai crederlo se ne sentisse soltanto parlare e non ne fosse testimone? Se accadesse soltanto in paesi stranieri e in terre lontane, e ce lo venissero a raccontare, chi di noi non penserebbe che si tratta d'invenzione, di una trovata, e non della verità? Per di più, non c'è bisogno di combattere questo tiranno, né di toglierlo di mezzo; si sconfigge da solo, a patto che il popolo non acconsenta alla propria servitù. Non occorre sottrargli qualcosa, basta non dargli nulla […] Sono dunque i popoli stessi che si lasciano incatenare, perché se smettessero di servire, sarebbero liberi. È il popolo che si fa servo, che si taglia la gola da solo, che potendo scegliere tra servitù e libertà, rifiuta la sua indipendenza e si sottomette al giogo; che acconsente al proprio male, anzi lo persegue. (2004, p. 7)
… i tiranni quanto più saccheggiano tanto più esigono; quanto più devastano e distruggono tanto più ottengono, quanto più li si serve tanto più diventano potenti, forti, per tutto annientare e distruggere. Ma se non si dà loro più niente, se non si presta loro obbedienza, senza bisogno di combatterli e di colpirli rimangono nudi e sconfitti, ridotti a un niente, proprio come il ramo che, non ricevendo più linfa e alimento dalla radice, inaridisce e muore. (2004, p. 8)
Eppure questo vostro padrone che vi domina ha soltanto due occhi, due mani, un corpo, niente di diverso da quanto possiede l'ultimo abitante del grande e sconfinato numero delle vostre città, eccetto i mezzi per distruggervi che voi stessi gli fornite […] Decidete una volta per tutte di non servire più, e sarete liberi. (2004, pp. 9-10)
… credo sia fuori dubbio che se vivessimo secondo i diritti che la natura ci ha dato e conformemente ai suoi insegnamenti, saremmo naturalmente sottomessi ai nostri genitori, soggetti alla ragione, e servi di nessuno […] come possiamo dubitare di essere tutti liberi per natura, dato che siamo tutti uguali? A nessuno può venire in mente che la natura, che ci ha fatti tutti uguali, abbia costretto qualcuno in servitù [...] Ne consegue quindi che la libertà è un diritto naturale, e a mio avviso bisogna aggiungere che siamo nati non solo padroni della nostra libertà, ma anche inclini a difenderla. (2004, pp. 10-12)
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026