- Autore
- Ryszard Kapuściński
- Prima pubblicazione
- 1998
- Genere
- reportage, libro di viaggio, saggio
- Lingua originale
- polacco
- Editore
- Penguin Books
«Ebano» è un'opera di Ryszard Kapuściński, pubblicata per la prima volta nel 1998.
Il libro in breve
Ebano (titolo originale Heban) è un saggio che riporta i ricordi di viaggi del giornalista e scrittore polacco Ryszard Kapuściński, edito nel 1998 e tradotto in Italia da Feltrinelli nel 2000. L'autore viaggiò per quasi trent'anni in vari paesi africani, tra i quali Kenya, Ruanda, Nigeria, Etiopia, raccogliendo una vasta messe di esperienze in qualità di corrispondente.
Fonte: Wikipedia, voce «Ebano (saggio)» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «Ebano»
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Frasi tratte da «Ebano»
L'Africa è un continente troppo grande per poterlo descrivere. È un oceano, un pianeta a sé stante, un cosmo vario e ricchissimo. È solo per semplificare e per pura comodità che lo chiamiamo Africa. A parte la sua denominazione geografica, in realtà l'Africa non esiste. (2000, introduzione, p. 7)
Tra quelle palme, quelle liane, quella boscaglia e quella giungla l'uomo bianco sembra un elemento spurio, incongruo, dissonante. Pallido, debole, la camicia madida di sudore, i capelli appiccicati, sempre tormentato dalla sete, da un senso di impotenza, dalla depressione. Sempre in preda alla paura: delle zanzare, dell'ameba, degli scorpioni, dei serpenti. Tutto ciò che si muove lo riempie d'orrore, di spavento, di panico.
Per la gente del luogo, invece, è tutto il contrario: con la loro forza, la loro grazia e la loro resistenza, si muovono in modo libero e naturale al ritmo imposto dal clima e dalla tradizione, un ritmo rallentato, che non conosce fretta: tanto nella vita non si può avere tutto. Altrimenti agli altri che resterebbe? (2000, pp. 10-11)
Il nostro mondo, in apparenza globale, in fin dei conti non è che un pianeta di migliaia e migliaia delle più svariate province che non si incontrano mai. Girare il mondo significa passare da una provincia all'altra, ognuna delle quali è una solitaria stella che brilla per conto proprio. Per la maggior parte delle persone che vi abitano il mondo reale finisce sulla soglia di casa, al limite del villaggio, tutt'al più al confine della vallata. Il mondo che sta oltre è irreale, insignificante e addirittura inutile, mentre quello che hanno sottomano e sotto gli occhi assurge alle dimensioni di un grande cosmo oscurante tutto il resto. Spesso gli abitanti di un luogo e chi viene da lontano hanno difficoltà a trovare un linguaggio comune, poiché ognuno di loro guarda il posto da un'ottica diversa: chi viene da fuori usa un grandangolare, che rimpicciolisce l'immagine ma allarga l'orizzonte, mentre la persona del posto ha sempre usato il teleobiettivo, se non addirittura il telescopio, che ingigantisce i minimi dettagli. (p. 160)
La natura è qualcosa che è inutile contrastare o tentare di correggere e di cui non ci si libera. La natura è data da Dio, quindi è perfetta, come pure sono perfetti la siccità, le calure, i pozzi prosciugati e la morte lungo il cammino. Se non ci fossero non conosceremmo la voluttà della pioggia, il sapore divino dell'acqua e la dolcezza vivificante del latte. Le bestie non godrebbero l'erba succosa, il profumo inebriante dei prati. L'uomo non saprebbe che cosa significhi bagnarsi in un ruscello di acqua fresca e cristallina. Non si renderebbe conto di che paradiso siano queste cose. (2000, p. 181)
La storia è spesso il risultato di una mancanza di riflessione. È il frutto bastardo della stupidità umana, parto dello smarrimento, dell'idiozia e della pazzia.
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Domande frequenti
Chi ha scritto «Ebano»?
«Ebano» è stato scritto da Ryszard Kapuściński.
Quando è uscito «Ebano»?
La prima pubblicazione risale al 1998.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026