Romanzo · 1952

Gli alunni del sole

di Giuseppe Marotta

Prima pubblicazione
1952
Tipo
Romanzo
Ambientazione
Napoli
Lingua originale
italiano

«Gli alunni del sole» è un romanzo di Giuseppe Marotta, pubblicato per la prima volta nel 1952.

Il libro si svolge a Napoli.

Il libro in breve

Gli alunni del sole è un romanzo umoristico di Giuseppe Marotta, pubblicato nel 1952. Marotta fonde elementi della vita quotidiana dei vicoli e dei bassi di Napoli con elementi della mitologia classica.

Un adattamento radiofonico, con la regia di Marco Visconti e Carlo Giuffré come interprete è stato trasmesso dalla RAI il 3 settembre 1954.

Fonte: Wikipedia, voce «Gli alunni del sole» · licenza CC BY-SA 4.0

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Frasi tratte da «Gli alunni del sole»

[...] piazza Carlo III, te li ricordi i lunghi pomeriggi che trascorremmo in un'aiuola sotto la montagna dell'Albergo dei Poveri?, non lungi dalla cesta, dal tavolino e dai coltelli del venditore delle prime angurie? Ti scegliemmo spesso perché, immensa com'eri, deridevi l'orologio dell'Ospizio e non sembravi più abitata del cielo sul nostro capo; i reggimenti che tornavano dal vicino Campo di Marte, anzi, ti rendevano maggiormente solitaria. Il gigantesco edificio traboccante di sventurati, all'ombra del quale ce ne stavamo, io lo considero un errore del buon re Carlo di Borbone. Era preferibile, invece, ridurne alquanto le dimensioni e collocarvi gli abbienti; così nell'intera Napoli si sarebbe adagiato e sgranchito il solo popolino: una tettoia che la ricoprisse tutta, una adeguata insegna, e il vero Albergo dei poveri, Maestà, sarebbe stato quello. (da Venere punita, pp. 55-56)
«Gli esattissimi risultati di Venere, per chi la guardava e per chi la otteneva, erano infallibilmente questi... un'estrema delizia ma pure un dolore, una tristezza, come quando per la troppa gioia si scostano i numeri della quaterna che avete vinto, e compare una bella paralisi cardiaca. Egregio don Salvatore, la massima dolcezza è simultaneamente amara come il fiele... chiunque odorava, non so perché, nell'irresistibile profumo di Venere, il tanfo della propria morte... E così, dato che nessuno si decideva, la proposta di matrimonio alla Dèa gliela fece Vulcano».
«Chi, il Vesuvio?»
«Una specie, don Salvatore.» (Don Federico Sòrice, da Venere punita, p. 59 )
«Io non mi spiego perché si debbano piantare, cogliere, tenere in acqua e sale ma principalmente vendere questi lupini» esclamò don Antonio Pagliarulo. «Che sostanza, che gusto hanno?»
Il fruttivendolo Cadamartori:
«Appunto perciò ne mangiamo quintali. Vi mettete in bocca un lupino e masticandolo aspettate... non sentendo niente lo inghiottite e ne pigliate un altro, continuamente un altro finché ne rimangono. Siete all'eterna ricerca del sapore, ho parlato chiaro?... È una fissazione, un puntiglio».
Il ciabattino :
«Come l'esistenza nostra, Don Antonio, tale e quale. Finisce una giornata insulsa, un lupino di ventiquattro ore, e voi già vi precipitate col pensiero sull'indomani, già vi illudete che i successivi lupini saranno diversi, fragole travestite, caramelle e gianduia, chi lo sa!»
Don Federico :
«Il paragone regge, mi associo: e per ammorbidire e condire ogni quotidiano lupino, abbiamo fin dalla nascita l'occorrente Serino di lacrime». (da Venere liberata, pp. 63-64)
Man mano si addormentarono tutti, rammento; io e Vincenzino Aurispa mangiammo, fantasticando sui palpiti dell'inquieto lumino, i residui fichi. Erano piccoli e appassiti, dolcissimi: i soli frutti capaci di memoria, i soli frutti che non abbiano dimenticato né Adamo né il muro di cinta del remoto Giardino. (da Venere liberata, p. 69)
[...] don Salvatore Cadamartori taglia corto facendo arrivare, con un cenno, quattro piattini di "cannolicchi" dalla banchina. Si tratta di un mollusco e insieme della cannuccia per gustarlo raffinatamente: squisiti umori in un delicato e venato astuccio color nuvola, in una sigaretta di mare; succhiamo l'orizzonte che freme tra il Vesuvio e le isole, dai "cannolicchi" [...]. (da Scogli, vele, apparizioni, p. 75)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Gli alunni del sole»?
«Gli alunni del sole» è stato scritto da Giuseppe Marotta.
Quando è uscito «Gli alunni del sole»?
La prima pubblicazione risale al 1952.
Dove è ambientato «Gli alunni del sole»?
L'ambientazione indicata è Napoli.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026