Romanzo · 1960

Gli alunni del tempo

di Giuseppe Marotta

Prima pubblicazione
1960
Tipo
Romanzo
Ambientazione
Napoli
Lingua originale
italiano

«Gli alunni del tempo» è un romanzo di Giuseppe Marotta, pubblicato per la prima volta nel 1960.

Il libro si svolge a Napoli. Ha vinto Premio Napoli 1960.

Il libro in breve

Gli alunni del tempo è un romanzo di Giuseppe Marotta, pubblicato nel 1960.

Marotta ha realizzato un romanzo intessuto di ironia in cui fonde elementi della vita quotidiana dei vicoli e dei "bassi" di Napoli con elementi di cronaca giornalistica, seguendo lo stesso meccanismo di Gli alunni del sole, dove però il riferimento era alla mitologia classica.

Fonte: Wikipedia, voce «Gli alunni del tempo» · licenza CC BY-SA 4.0

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Frasi tratte da «Gli alunni del tempo»

Giurateci: se la Vergine potesse arricchirci, lo farebbe; ma si vede che il Padre e il Figlio la tengono a stecchetto. (da È civile, è cristiano, il denaro?, p. 20)
A noi toglieteci dallo stomaco il tam tam selvaggio dell'appetito, e subito ci fabbrichiamo una garitta di paradiso in qualunque inferno. (da Come lavoratore si presenta, p. 23)
Dunque la professione attuale di mio figlio è che nelle strade nobili s'avvicina piangendo ai signori e dice: "Ho rotto le tazze... il padrone mi licenzia se non le pago... Aiutatemi". (Don Fulvio Cardillo, da Come lavoratore si presenta, pp. 25-26)
Abbiamo voglia di esclamare: "Bentornato, Pallonetto di Santa Lucia... dove eri fuggito, all'estero?" E infatti le prime giornate limpide ci restituiscono il genuino Pallonetto: vecchio, sì, mangiato dai secoli, rotto nelle giunture dalle mazzate di ogni specie di vento, corroso dalle tarme della salsedine, ma abitato da un sole marino, trionfale, che benda con garze di pulviscolo intinte nell'argento e nell'oro di Mida, le sue ferite. Ah gente, che sollievo; in ognuno di noi s'è acceso un forno di allegria. (da Popolo, come stai, ti serve niente?, p. 87)
Vieni Giugno, vieni Giugno, e Giugno è venuto. Come s'allargano: diventano saloni, ecco qua, i nostri avari "bassi", ora che abitiamo nella strada. È una famiglia sola, in giugno, il Pallonetto di Santa Lucia. Dove ripara, don Attilio Sgueglia, reti di letti? Nella via. Dove espone tegami, bacinelle e orinalucci, don Cosimo Pellecchia? Nella via. Dove spolvera macchine da cucire e grammofoni, biciclette e quadri ("pegni" insomma) il titolare dell'Agenzia di Pegni Fulgenzi? Nella via. Dove ha messo, il carbonaio Quintieri, le sue bombole di gas liquido? Nella via. Giugno sviscera il Pallonetto, è una radiografia di questi vecchi muri e di questa vecchia gente. Approfittatene. Diagnosticate. Abbiamo qualche numero, secondo voi, per la buffa lotteria della vita? O ci conviene scendere a Castel dell'Ovo e affogarci tenendoci per mano e cantando: "Giro giro tondo, cavallo imperotondo"? Giudicate voi. (da Avremo infine l'abbondanza e l'ozio, p. 103)

Tutte le frasi di «Gli alunni del tempo»

Premi letterari

AnnoPremioEsito
1960Premio Napolivincitore

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Gli alunni del tempo»?
«Gli alunni del tempo» è stato scritto da Giuseppe Marotta.
Quando è uscito «Gli alunni del tempo»?
La prima pubblicazione risale al 1960.
Dove è ambientato «Gli alunni del tempo»?
L'ambientazione indicata è Napoli.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026