- Autore
- Andrzej Sapkowski
- Prima pubblicazione
- 1996
- Tipo
- Romanzo
- Genere
- fantasy
- Ambientazione
- Brokilon, Jaruga, Nilfgaard, Lyria e Rivia
- Lingua originale
- polacco
- Serie
- saga di Geralt di Rivia, n. 5
- Editore
- Independent Publishing House NOWA
- Personaggi
- Geralt di Rivia, Ciri, Ranuncolo, Milva, Cahir aep Ceallach, Emiel Regis
«Il battesimo del fuoco» è un romanzo di Andrzej Sapkowski, pubblicato per la prima volta nel 1996.
La storia è ambientata a Brokilon, a Jaruga e a Nilfgaard.
Il libro in breve
Il battesimo del fuoco (Chrzest ognia) è il terzo romanzo e quinto libro in ordine cronologico della Saga di Geralt di Rivia (Saga o wiedźminie) scritta dallo scrittore polacco Andrzej Sapkowski. Venne pubblicato per la prima volta nel 1996, mentre è arrivato sul mercato italiano solo nel 2014 per opera di Editrice Nord.
Fonte: Wikipedia, voce «Il battesimo del fuoco» · licenza CC BY-SA 4.0
Edizioni e codici ISBN di «Il battesimo del fuoco»
| Editore | Anno | ISBN | Pagine | Lingua | Open Library |
|---|---|---|---|---|---|
| Deutscher Taschenbuch Verlag | 2009 | 9783423247559 | 427 | tedesco | scheda |
1 edizione censite su Open Library; in tabella le prime 1, a partire da quelle in italiano.
Dove trovare «Il battesimo del fuoco»
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Frasi tratte da «Il battesimo del fuoco»
«Già, come nella Dol Angra», continuò lei fissando lo sguardo nei suoi occhi scuri. «L'imperatore di Nilfgaard si servirà di nuovo di voi per mettere a ferro e fuoco le retrovie degli umani e seminare il caos. Dopodiché concluderà la pace coi re e voi sarete sterminati. Brucerete anche voi nel fuoco che avrete appiccato.» «Il fuoco purifica. E tempra. Bisogna attraversarlo. Aenyell'hael, ell'ea, sor'la? O come dite voi: il battesimo del fuoco.» (Milva e Coinneach, cap. 1)
«In vita mia ho conosciuto tanti militari. Ho conosciuto marescialli, generali, voivodi ed etmani, trionfatori d'innumerevoli campagne e battaglie. Ho ascoltato i loro racconti e ricordi. Li ho visti chini su mappe sulle quali disegnavano linee di diversi colori, facendo piani e architettando strategie. In queste guerre di carta andava tutto liscio, funzionava tutto, era tutto chiaro e in un ordine esemplare. Così dev'essere, spiegavano i militari. Un esercito è innanzitutto ordine e disciplina. Un esercito non può esistere senza ordine e disciplina. È perciò tanto più strano constatare che, quanto a ordine e a disciplina, la vera guerra – e di vere guerre ne ho viste parecchie – ricorda come due gocce d'acqua un bordello in preda alle fiamme.» (Ranuncolo, cap. 1)
«Bene, bricconi, vi accetto tutti e tre per l'ordalia. Tra poco il giudizio divino sarà compiuto, tra poco stabiliremo la colpevolezza della strega e al tempo stesso verificheremo la vostra virtù! Ma non con spade, asce, lance o frecce! Dite di conoscere le regole del giudizio divino? Io le conosco! Ecco i ferri di cavallo messi nei carboni ardenti, arroventati fino a diventare bianchi! Il battesimo del fuoco! Suvvia, sostenitori della stregoneria! Chi tirerà fuori dal fuoco un ferro di cavallo e me lo porterà senza la minima traccia di bruciatura, proverà che la strega non è colpevole. Ma, se il giudizio divino si dimostrerà diverso, allora sarete messi a morte insieme con lei! Ho detto!» (il prete, cap. 4)
«Ma ti darò comunque qualche consiglio. Il bisogno di espiazione, di un battesimo del fuoco purificatore, il senso di colpa non sono cose di cui possa arrogarti l'esclusiva. La vita si distingue dal mondo bancario perché conosce debiti che si pagano indebitandosi col prossimo.» (Emil Regis, cap. 5)
E così avvenne che uno strigo e un nilfgaardiano suo alleato lanciarono un urlo selvaggio, rotearono le spade e balzarono avanti senza esitazione contro il nemico comune, due compagni, due amici e compari, impegnati in un combattimento impari. E quello fu il loro battesimo del fuoco. Il battesimo della lotta comune, della rabbia, della follia e della morte. Andavano a morte, loro, due compagni. Così pensavano. Infatti non potevano sapere che non sarebbero morti quel giorno, su quel ponte gettato sul fiume Jaruga. Non sapevano che a entrambi era stata destinata un'altra morte. In un altro luogo e in un altro momento. (cap. 7)
Ordine di lettura: saga di Geralt di Rivia
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026