- Autore
- Emmanuel Carrère
- Prima pubblicazione
- 2000
- Tipo
- Romanzo
- Lingua originale
- francese
- Personaggi
- Jean-Claude Romand
«L'avversario» è un romanzo di Emmanuel Carrère, pubblicato per la prima volta nel 2000.
Il libro in breve
L'avversario (L'Adversaire) è un romanzo-verità di Emmanuel Carrère, ispirato alle vicende di Jean-Claude Romand, pubblicato nel 2000.
Fonte: Wikipedia, voce «L'avversario (Carrère)» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «L'avversario»
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Frasi tratte da «L'avversario»
I Ladmiral hanno vissuto quelle giornate come una prova voluta da Dio. I discepoli di Gesù hanno visto il Maestro arrestato, processato, messo in croce come l'ultimo dei criminali, eppure, sebbene Pietro abbia vacillato, hanno continuato a credere in lui. Il terzo giorno hanno saputo che avevano fatto bene a non arrendersi. Cécile e Luc hanno lottato con tutte le loro forze per non arrendersi. Ma il terzo giorno, se non prima, sono stati costretti ad ammettere che le loro speranze erano vane e che avrebbero dovuto fare i conti con quella realtà: non soltanto con la perdita di chi non c'era più, ma con la morte della fiducia, con una vita interamente corrosa dalla menzogna. (p. 16)
«Un banale incidente, un'ingiustizia possono provocare la follia. Chiedo scusa a Corinne, chiedo scusa agli amici, chiedo scusa alla brava gente dell'associazione Saint-Vincent che voleva spaccarmi la faccia».
Questo diceva il biglietto d'addio lasciato in macchina. (p. 19)
Quando parlavano di lui, a tarda notte, non riuscivano più a chiamarlo Jean-Claude. Non lo chiamavano nemmeno Romand. Lui si trovava da qualche parte, al di fuori della vita, al di fuori della morte, senza più un nome. (p. 22)
Per i credenti l'ora della morte è l'ora in cui si vede Dio, non più in modo oscuro, come dentro uno specchio, ma faccia a faccia. Perfino i non credenti credono in qualcosa di simile: che nel momento del trapasso si veda scorrere in un lampo la pellicola della propria vita, finalmente intelligibile. Per i vecchi Romand, questa visione, anziché rappresentare il pieno coronamento, aveva segnato il trionfo della menzogna e del male. Avrebbero dovuto vedere Dio e al suo posto avevano visto, sotto le sembianze dell'amato figlio, colui che la Bibbia chiama Satana: l'Avversario. (p. 24)
Subito dopo l'incendio, quando credevano ancora a un incidente, Luc e Cécile avevano pregato perché morisse: allora pensavano a lui. Adesso pregavano perché morisse, ma pensavano a se stessi, ai loro figli, a tutti quelli che vivevano ancora. Se fosse rimasto nel mondo dei vivi, lui, la morte fatta uomo, avrebbe costituito una spaventosa minaccia, sempre incombente, la certezza che la pace non sarebbe tornata mai più, che l'orrore non avrebbe avuto fine. (p. 24)
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Domande frequenti
Chi ha scritto «L'avversario»?
«L'avversario» è stato scritto da Emmanuel Carrère.
Quando è uscito «L'avversario»?
La prima pubblicazione risale al 2000.
Dove è ambientato «L'avversario»?
L'ambientazione indicata è Midi e Francia.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026