Romanzo · 2011

Limonov

di Emmanuel Carrère

Prima pubblicazione
2011
Tipo
Romanzo
Ambientazione
Unione Sovietica
Lingua originale
francese

«Limonov» è un romanzo di Emmanuel Carrère, pubblicato per la prima volta nel 2011.

Il libro si svolge in Unione Sovietica. Ne sono stati tratti 1 film o serie.

Il libro in breve

Limonov è una biografia romanzata della vita di Ėduard Limonov, scritta da Emmanuel Carrère, pubblicata per la prima volta in Francia nel 2011 e l'anno seguente in Italia.

Ėduard Limonov è stato poeta, scrittore, senzatetto a New York, ma anche acclamato frequentatore di cenacoli artistici, agitatore politico, galeotto, guerrigliero in Jugoslavia e leader di un partito contraddittorio; i suoi miti spaziano da Stalin a Benito Mussolini, dalla Banda Baader-Meinhof ai mistici orientali, da Lenin ai Sex Pistols.

Durante la scansione degli episodi narrati, l'autore agisce un'introspezione della psicologia del biografato, derivata da un lavoro di ricerca durato anni. Spesso, accosta il proprio vissuto alla vita di Limonov, confrontando i momenti salienti che hanno modificato il corso delle due esistenze, portandole alcune volte ad intersecarsi o, semplicemente, a sfiorarsi.

Talvolta attratto ed altre disgustato, attribuisce al biografato la coerenza virtuosa dell'essersi sempre schierato dalla parte del debole contro il più forte, in tutte le situazioni vissute.

Fonte: Wikipedia, voce «Limonov» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «Limonov»

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Frasi tratte da «Limonov»

Eduard ha vinto. Tutti lo invidiano: il piccolo mondo dell'underground dove non si sono mai viste donne così belle e sofisticate, e i ricchi a cui lo sfrontato poeta in jeans bianchi ha rapito la principessa. Per alcune stagioni Eduard e Tanja regnano sulla bohème moscovita. Se attorno al 1970, nel più tetro grigiore dell'era brežneviana, c'è stato in Unione Sovietico qualcosa di simile al glamour, ebbene Eduard e Tanja ne sono stati l'incarnazione. C'è una foto in cui si vede Eduard in piedi, con i capelli lunghi, trionfante, e con addosso quella che lui chiama la sua «giacca da eroe nazionale» – un patchwork di centoquattordici pezzi variopinti che ha cucito lui stesso –, e ai suoi piedi Tanja, nuda, incantevole, gracile, con quei suoi piccoli seni sodi e leggeri che lo facevano impazzire. Quella foto Eduard l'ha sempre conservata, se l'è portata dietro dappertutto, e l'ha appesa come un'icona alla parete di ogni suo alloggio di fortuna. Quella foto è il suo talismano. Quella foto dice che, qualsiasi cosa accada, per quanto in basso possa cadere, un giorno lui è stato quell'uomo. E ha avuto quella donna. (cap. 2, §4, p. 97)
Lev Davidovič , racconta il vecchio a chi ha voglia di stare sentirlo, abitava nel Bronx e tirava a campare tenendo conferenze sulla rivoluzione mondiale davanti a quattro gatti. I camerieri delle trattorie dove andava a mangiare lo odiavano, perché Trockij riteneva offensivo per la loro dignità lasciare mance. Nel 1917 acquistò mobili a rate per un totale di duecento dollari, poi scomparve senza lasciare recapito, e quando la società di recupero crediti ne ritrovò le tracce era a capo dell'esercito del paese più grande del mondo.
Benché gli abbiano ripetuto per tutta la sua infanzia che Trockij era il nemico dell'umanità, Eduard va pazzo per quel destino spettacolare. (cap. III, §2, p. 114)
Vent'anni dopo i giovani delle città [...] ricordano l'agosto del 1991 come uno dei momenti più intensi della propria vita, un film dell'orrore che fa morire di spavento ma ha un finale di urlo. L'URSS che ritorna: roba da flippare di brutto. L'URSS che sprofonda nel ridicolo: roba da sballo. Perché era anche bello, bello e giusto, che gli eredi di settant'anni di oppressione non uscissero di scena con un finale da crepuscolo degli dèi wagneriano ma tagliassero la corda coperti di ridicolo. Dei pagliacci, che ormai non facevano più paura a nessuno. Che in tutto il mondo avevano ricevuto soltanto il sostegno di Castro, Gheddafi e Saddam Hussein, gli unici superstiti della «setta dei poeti estinti» – ma anche del nostro presidente Mitterand, il quale convinto com'era di saperla più lunga di chiunque altro, aveva spinto il machiavellismo fino alla stupidità, e quando gli rimproverarono l'eccesso di fretta mostrato nel congratularsi con quelli che pensava fossero i nuovi padroni dell'URSS aveva risposto altezzoso che i generali sarebbero stati giudicati sulla base delle loro azioni – come se un golpe non fosse già di per sé un'azione, e pure di un certo peso. (cap. VII, §1, pp. 243 sg.)
[...] e alla fine, quando sono ormai sulla porta, una domanda me la fa:
«È strano, però. Perché vuole scrivere un libro su di me?».
Sono colto di sorpresa ma rispondo, con sincerità: perché ha – o ha avuto, non ricordo più il tempo che ho usato – una vita appassionante. Una vita romanzesca, pericolosa, una vita che ha accettato il rischio di calarsi nella storia.
E a questo punto Eduard dice qualcosa che mi lascia di sasso. Con la sua risatina brusca, senza guardarmi:
«Già, una vita di merda». (epilogo, §2, p. 353)

Film e serie tratti da «Limonov»

TitoloAnnoTipoRegiaSinossi
Limonov2024filmKirill Serebrennikov

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Limonov»?
«Limonov» è stato scritto da Emmanuel Carrère.
Quando è uscito «Limonov»?
La prima pubblicazione risale al 2011.
Dove è ambientato «Limonov»?
L'ambientazione indicata è Unione Sovietica.
Esiste un film tratto da «Limonov»?
Sì: Limonov (2024).

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026