Libro · 1950
Manifesto per la soppressione dei partiti politici
di Simone Weil · titolo originale Note sur la suppression générale des partis politiques
- Autore
- Simone Weil
- Prima pubblicazione
- 1950
- Lingua originale
- francese
«Manifesto per la soppressione dei partiti politici» è un'opera di Simone Weil, pubblicata per la prima volta nel 1950.
Il libro in breve
Il Manifesto per la soppressione dei partiti politici (Note sur la suppression générale des partis politiques) è un breve trattato scritto dalla filosofa Simone Weil nel 1943 a Londra, al termine della sua vita. Fu pubblicato postumo sette anni dopo, nella rivista mensile La Table ronde (n. 26, febbraio 1950), e in seguito dalla casa editrice Gallimard, prima come libro a sé stante (1953) e poi all'interno della raccolta Écrits de Londres et dernières lettres (1957).
Fonte: Wikipedia, voce «Manifesto per la soppressione dei partiti politici» · licenza CC BY-SA 4.0
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Frasi tratte da «Manifesto per la soppressione dei partiti politici»
Il fine di un partito politico è cosa vaga e irreale. Se fosse reale, esigerebbe un enorme sforzo d'attenzione, in quanto una concezione del bene pubblico non è cosa facile da elaborare. L'esistenza del partito è palpabile, evidente, e non esige alcuno sforzo per essere riconosciuta. È inevitabile, così che in realtà il partito sia esso stesso il proprio fine.
I partiti parlano, è vero, di educazione nei confronti di quelli che sono venuti a loro: simpatizzanti, giovani, nuovi aderenti. Questa parola è una menzogna. Si tratta di un addestramento che serve a preparare l'influenza ben più rigorosa esercitata dal partito sul pensiero dei suoi membri.
Lo scopo manifesto della propaganda è la persuasione, non la comunicazione della luce. Hitler aveva capito perfettamente che la propaganda è sempre un tentativo di asservimento dello spirito.
Ma se l'appartenenza a un partito obbliga sempre, in ogni caso, alla menzogna, l'esistenza dei partiti è assolutamente, incondizionatamente, un male.
Quando in un paese esistono i partiti, ne risulta prima o poi uno stato delle cose tale che diventa impossibile intervenire efficacemente negli affari pubblici senza entrare a far parte di un partito e stare al gioco. Chiunque si interessi alla cosa pubblica desidera interessarsene efficacemente. Così, chiunque abbia un'inclinazione a interessarsi al bene pubblico o rinuncia a pensarci e si rivolge ad altro, o passa dal laminatoio dei partiti. Anche in questo caso sarà preso da preoccupazioni che escludono quella per il bene pubblico.
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Domande frequenti
Chi ha scritto «Manifesto per la soppressione dei partiti politici»?
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026