Romanzo · 1966

Nostra Signora dei Turchi

di Carmelo Bene

Prima pubblicazione
1966
Tipo
Romanzo
Genere
biografia
Lingua originale
italiano

«Nostra Signora dei Turchi» è un romanzo di Carmelo Bene, pubblicato per la prima volta nel 1966.

Il libro in breve

Nostra Signora dei Turchi è un romanzo scritto da Carmelo Bene a metà degli anni sessanta e pubblicato nel 1966. Verrà trasposto in teatro nel 1966, poi nella versione cinematografica e successivamente, con la fine della parentesi cinematografica, di nuovo riproposta in versione scenica, a Roma, il 10 ottobre 1973, al Teatro delle Arti.

Secondo Carmelo Bene, questo romanzo non è soltanto una

« ...geniale parodia della vita interiore", un Des Esseintes smontato e irriso. Nossignori. È ben altro. È il più bel saggio, in chiave di romanzo storico, su quel mio sud del Sud ».

Fonte: Wikipedia, voce «Nostra Signora dei Turchi (romanzo)» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «Nostra Signora dei Turchi»

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Frasi tratte da «Nostra Signora dei Turchi»

Non pensare alla parola santo quattro volte e nemmeno sentirsi investito, equivaleva ad esserlo per quattro secondi.
Nostra Signora de' Turchi, romanzo, p. 22
"Ci sono cretini che hanno visto la Madonna e ci sono cretini che non hanno vista la Madonna". Io sono un cretino che la Madonna non l'ha vista mai" [...] Ma i cretini che vedono la Madonna, non la vedono, come due occhi che fissano due occhi attraverso un muro: miracolo è la trasparenza [...] I cretini che non hanno visto la Madonna, hanno orrore di sé, cercano altrove, nel prossimo, nelle donne – in convenevoli del quotidiano fatti preghiere, – e questo porta a miriadi di altari [...] I nostri contemporanei sono stupidi, ma prostrarsi ai piedi dei più stupidi di essi significa pregare. Si prega così oggi. Come sempre. Frequentare i più dotati non vuol dire accostarsi all'assoluto comunque. Essere più gentili dei gentili. Essere finalmente il più cretino. Religione è una parola antica. Al momento chiamiamola educazione. (p. 76-79)
Attiguo a casa sua stava un palazzo moresco, denunciato dal salmastro, orientale, come un riflesso sbiadito. Scrostato sotto le volte degli archi e sulle cupole. Abitato l'inverno da Cristiani comodi che nell'estate pagana cedevano le due ali sul mare per non morire di fame. Proclamato la fine lo stato d'assedio, quel palazzo sarebbe diventato il quartier generale dei Turchi che di tra le viole del cielo assolato avevano ammainato le mezzelune. (p. 84)
Quella costruzione era un sunto di storia, oppure no. Era il suo carnefice convertito proprio quando toccava a lui, cinquecento anni fa. Le esecuzioni di 800 e più martiri ebbero luogo in un campo di grano di quei coloni inturbantati che mietevano spighe d'oro ingemmate in cinabro, impazziti all'incanto di quella miniera di Fede. (p. 84)
In quell'occasione egli pensò che sarebbe stato facile incontrarsi un'ultima volta. Era un santo a pregarla. Perciò le aveva scritto: "Vieni, stavolta è grave". E la risposta di Lei fu "stai tranquillo, ora non posso davvero. Vedrai che tutto andrà bene". Pose il capo su un sasso e la sognò. Si ridestò che ancora non l'avevano decapitato. Guardò in alto cercando il suo carnefice e lo trovò crocifisso. Gli spiegarono che era stato così punito perché aveva all'improvviso mutato fede. Poi gli dissero di levarsi e andarsene. Lui non aveva osato insistere, lo avevano umiliato, non c'è dubbio, ma l'avrebbe rivista. (p. 85)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Nostra Signora dei Turchi»?
«Nostra Signora dei Turchi» è stato scritto da Carmelo Bene.
Quando è uscito «Nostra Signora dei Turchi»?
La prima pubblicazione risale al 1966.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026