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Libro · 1927

Robert Louis Stevenson

di Gilbert Keith Chesterton

Prima pubblicazione
1927
Lingua originale
inglese

«Robert Louis Stevenson» è un'opera di Gilbert Keith Chesterton, pubblicata per la prima volta nel 1927.

Il libro in breve

Robert Louis Stevenson (Robert Louis Stevenson) è un saggio di G. K. Chesterton, pubblicato per la prima volta nel 1927. In esso Chesterton traccia un profilo di Robert Louis Stevenson e delle sue opere principali, analizzando il rapporto tra stile e contenuto e la vita dell'autore. In particolare a Chesterton interessa difendere Stevenson dall'opinione negativa della critica letteraria del tempo nei suoi confronti, rovesciando gli stereotipi e correggendo le analisi superficiali che ne erano state fatte.

Fonte: Wikipedia, voce «Robert Louis Stevenson (Chesterton)» · licenza CC BY-SA 4.0

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Frasi tratte da «Robert Louis Stevenson»

Il punto della storia non è che un uomo «possa» separarsi con un taglio netto dalla sua coscienza, ma che non può. L'operazione chirurgica è fatale in questa storia. È un'amputazione nella quale entrambe le parti trovano la morte. Jekyll, persino quando sta morendo, dichiara quale sia la conclusione della faccenda: che il peso della lotta morale umana è una catena dalla quale non ci si può in nessun modo liberare. La ragione è che non ci potrà mai essere uguaglianza fra male e bene. Jekyll e Hyde non sono gemelli. Sono piuttosto, come dice giustamente uno dei due, come padre e figlio. Dopo tutto, Jekyll ha creato Hyde; Hyde non avrebbe mai creato Jekyll: poteva solo distruggerlo. (III)
Ma non è un'esagerazione sostenere che quel libro avesse più a che fare con il gioco, che con il tesoro. Stevenson non cercava veramente fuori di sé o lontano da sé un mondo di cose più grandi, ma perseguiva dentro di sé un mondo di piccole cose [...]. (IV)
Le più grandi scene de Il ragazzo rapito, la difesa della Round House, o l'incontro dello Zio Ebeneezer con Alan Breck, sono piene di quelle frasi secche che sembrano risuonare, nel mostrare le cose, come colpi di pistola. (V)
[...] egli possiede la capacità quasi eccezionale di usare le parole più esatte per esprimere il concetto che vuole esprimere. (VI)
La docile e ampia presenza del principe Florizel di Boemia , quel misterioso monarca poco avvezzo a governare, è trattata con una specie di vasta e vaga riserva diplomatica, simile all'incubo confuso di un vecchio cortigiano cosmopolita. Il principe stesso sembra aver palazzi in ogni Paese; tuttavia l'ironico lettore sospetta, con metà del suo cervello, che egli non sia niente di più di un tabaccaio presuntuoso, che Stevenson poteva aver incontrato in Rupert Street e aveva scelto per farne l'eroe di una barzelletta. Questa doppia impressione, come quella del vero sognatore, viene suggerita con abilità straordinaria senza che la leggerezza del racconto sia mai aggravata dal peso del dubbio. L'ironia che nasce dalla colossale condiscendenza di Florizel non crea soltanto un personaggio nuovo, ma anche un nuovo tipo di personaggio. Si trova a metà fra realtà e irrealtà: è una specie di solida impossibilità. (VII)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Robert Louis Stevenson»?
«Robert Louis Stevenson» è stato scritto da Gilbert Keith Chesterton.
Quando è uscito «Robert Louis Stevenson»?
La prima pubblicazione risale al 1927.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026