- Autore
- Alessandro Manzoni
- Prima pubblicazione
- 1840
- Genere
- saggio
- Ambientazione
- Milano
- Lingua originale
- italiano
«Storia della colonna infame» è un'opera di Alessandro Manzoni, pubblicata per la prima volta nel 1840.
La storia è ambientata a Milano.
Il libro in breve
La Storia della colonna infame è un saggio storico, scritto da Alessandro Manzoni e pubblicato, in una sorta di continuità necessaria, come appendice al suo celebre romanzo, I promessi sposi, nella terza e definitiva edizione portata a termine nel 1840 (la cosiddetta "quarantana"), con le illustrazioni di Francesco Gonin.
Le vicende narrate sono coeve al periodo storico in cui è ambientato il romanzo, il XVII secolo e in particolare durante la peste di Milano del 1630. La riflessione manzoniana, caratterizzata da uno spiccato senso morale, indaga l'etica e l'amministrazione della giustizia penale al tempo della dominazione spagnola della Lombardia. Ma parlando dell'antica abiezione, ne fa una lezione universale, denunciandone gli errori, i terribili abusi e soprusi, realmente accaduti a dei poveri cittadini innocenti. Riportando all'attenzione del lettore le iniquità commesse in questa storia dai singoli e dalla collettività, Manzoni mostra come le persone possano esser traviate da superstizioni e credenze fallaci.
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Indice dei capitoli
- Introduzione
- Capitolo primo
- Capitolo secondo
- Capitolo terzo
- Capitolo quarto
- Capitolo quinto
- Capitolo sesto
- Capitolo settimo
I capitoli si aprono su Wikisource.
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Frasi tratte da «Storia della colonna infame»
Ma la menzogna, l'abuso del potere, la violazion delle leggi e delle regole più note e ricevute, l'adoprar doppio peso e doppia misura, son cose che si posson riconoscere anche dagli uomini negli atti umani; e riconosciute, non si posson riferire ad altro che a passioni pervertitrici della volontà. (Introduzione; 1840, p. 751)
Ci par di vedere la natura umana spinta invincibilmente al male da cagioni indipendenti dal suo arbitrio, e come legata in un sogno perverso e affannoso, da cui non ha mezzo di riscotersi, di cui non può nemmeno accorgersi. (Introduzione; 1840, p. 752)
Noi, proponendo a lettori pazienti di fissar di nuovo lo sguardo sopra orrori già conosciuti, crediamo che non sarà senza un nuovo e non ignobile frutto, se lo sdegno e il ribrezzo che non si può non provarne ogni volta, si rivolgeranno anche, e principalmente, contro passioni che non si posson bandire, come falsi sistemi, né abolire, come cattive istituzioni, ma render meno potenti e meno funeste, col riconoscerle ne' loro effetti, e detestarle. (Introduzione; 1840, p. 752)
L'operar senza regole è il più faticoso e difficile mestiere di questo mondo. (cap. II; 1840, p. 765)
Non si lavora a fare e a ritagliar finimenti al cavallo che si vuol lasciar correre a suo capriccio; gli si leva la briglia, se l'ha. (cap. II; 1840, p. 768)
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Domande frequenti
Chi ha scritto «Storia della colonna infame»?
Quando è uscito «Storia della colonna infame»?
Dove è ambientato «Storia della colonna infame»?
Si può leggere «Storia della colonna infame» gratis?
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026