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Libro · 1949

Storia di domani

di Curzio Malaparte

Prima pubblicazione
1949
Lingua originale
italiano

«Storia di domani» è un'opera di Curzio Malaparte, pubblicata per la prima volta nel 1949.

Il libro in breve

Storia di domani è un romanzo breve fantapolitico satirico del 1949 di Curzio Malaparte, spesso letto in chiave polemica contro il comunismo nel clima degli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale.

È annoverato tra le prime prove della fantascienza italiana del dopoguerra, nell'alveo della narrativa ucronica/fantapolitica.

Fonte: Wikipedia, voce «Storia di domani» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «Storia di domani»

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Frasi tratte da «Storia di domani»

Tutto era rientrato nell'ordine, grazie al pronto intervento dei Russi, che avevano disarmato e sciolto le Guardie Rosse di Longo, e cacciato in galera i comunisti più accesi. Dal momento che tutti erano diventati comunisti, che bisogno c'era di fare i comunisti? La prontezza di quell'universale voltafaccia aveva profondamente meravigliato i Russi: che popolo, l'italiano! Quei poveri Russi non credevano ai propri occhi. Tutta l'Italia in pochi secondi aveva arrossito in tal modo, che lo stesso Secchia pareva una rosa sbiadita. (p. 12)
Gli Americani non hanno capito che fra l'occupazione tedesca del 1940, e quella sovietica attuale, la differenza è immensa. L'occupazione hitleriana era esclusivamente militare: opprimeva crudelmente i popoli, ma non sconvolgeva l'assetto sociale del nostro disgraziato continente. L'occupazione russa non solo opprime i popoli al pari di quella tedesca (al concetto razzista hitleriano i comunisti hanno sostituito il loro concetto classista, vale a dire che considerano i borghesi nel modo stesso come i tedeschi consideravano gli ebrei), ma sconvolge l'ordine sociale europeo. Nel 1945, gli Americani hanno liberato un'Europa che sostanzialmente, dal punto di vista sociale, era rimasta quella stessa del 1939. Ma che cosa sarà quell'Europa che gli Americani libereranno domani, o fra dieci anni? (pp. 28-29)
Sono uno scrittore, e un uomo libero. Uno scrittore, che sia anche un uomo libero, non esprime, e non serve, che le proprie idee. Perché dovrei oggi collaborare con i Russi, dal momento che, dal 1940 al 1945, non ho collaborato con i Tedeschi? Li ho, anzi, combattuti al fianco degli Alleati. Aggiungo che non collaborerei con i Russi, nemmeno se fossi comunista, voglio dire un comunista italiano, o francese, o belga. (p. 32)
I Russi considerano i comunisti dell'Europa occidentale come infidi, indisciplinati, romantici, scocciatori, e inconsapevolmente inquinati di trozkismo. Se fossi un comunista italiano o francese, mi guarderei sopra tutto da Stalin. (p. 40)
Io m'avviai verso il Ponte Molotow, l'antico Ponte Cavour, risalii la Via Tomacelli, ribattezzata Via Zdanow, imboccai il Corso Umberto, oggi Prospettiva Giuseppe Stalin: e camminando mi guardavo intorno. (p. 51)

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Storia di domani»?
«Storia di domani» è stato scritto da Curzio Malaparte.
Quando è uscito «Storia di domani»?
La prima pubblicazione risale al 1949.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026