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Someone at the Aragonese court, Naples? · Public domain

Libro · 45 a.C.

Tusculanae disputationes

di Marco Tullio Cicerone

Prima pubblicazione
45 a.C.
Genere
saggio
Lingua originale
latino classico

«Tusculanae disputationes» è un'opera di Marco Tullio Cicerone, pubblicata per la prima volta nel 45 a.C.

Il libro in breve

I cinque libri delle Tusculanae disputationes costituiscono un'opera filosofica di Marco Tullio Cicerone apparsa all'incirca nel 45 a.C.

L’obiettivo dichiarato è quello di divulgare a Roma la filosofia greca, attingendo principalmente allo stoicismo ma con apporti dell’Accademia platonica e, in misura minore, dell’epicureismo. I temi trattati – la morte, il dolore fisico, la tristezza e le altre passioni – vengono affrontati in forma di dialogo tra maestro e discepolo, con un taglio pratico: insegnare a dominare le perturbazioni dell’animo per raggiungere la felicità. Il titolo richiama l’ambientazione fittizia delle conversazioni, che Cicerone afferma di aver tenuto proprio nel ritiro della sua villa di Tusculum.

Fonte: Wikipedia, voce «Tusculanae disputationes» · licenza CC BY-SA 4.0

Edizioni e codici ISBN di «Tusculanae disputationes»

EditoreAnnoISBNPagineLinguaOpen Library
Societe d'edition Les Belles lettres19319782251010847francesescheda
Societe d'edition Les Belles lettres19309782251010830francesescheda

2 edizioni censite su Open Library; in tabella le prime 2, a partire da quelle in italiano.

Dove trovare «Tusculanae disputationes»

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Frasi tratte da «Tusculanae disputationes»

Mi sembra che la morte sia un male. (I, 5, 9)
Il sonno è immagine della morte. (I, 38, 92)
In realtà, quando Archimede racchiuse in una sfera i movimenti della luna, del sole e dei cinque pianeti, fece lo stesso che colui che nel Timeo edificò l'universo, il dio di Platone, e cioè che un'unica rivoluzione regolasse movimenti molto diversi per lentezza e velocità. E se questo non può avvenire nel nostro universo senza la divinità, neanche nella sfera Archimede avrebbe potuto imitare i medesimi movimenti senza un'intelligenza divina.
Siamo pronti a contraddire senza ostinazione, ed a lasciare, senza adirarci, che altri ci contraddica. (II, I, 2)
È grande la forza dell'abitudine. (II, 17, 40)
Citato in Paola Mastellaro, Il libro delle citazioni latine e greche, Mondadori, Milano, 2012, p. 10. ISBN 978-88-04-47133-2.

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Domande frequenti

Chi ha scritto «Tusculanae disputationes»?
«Tusculanae disputationes» è stato scritto da Marco Tullio Cicerone.
Quando è uscito «Tusculanae disputationes»?
La prima pubblicazione risale al 45 a.C.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026