- Autore
- Marco Tullio Cicerone
- Prima pubblicazione
- 44 a.C.
- Lingua originale
- latino classico
- Personaggi
- Gaio Lelio Sapiente
«Laelius de amicitia» è un'opera di Marco Tullio Cicerone, pubblicata per la prima volta nel 44 a.C.
Il libro in breve
Il Laelius de amicitia (titolo completo Laelius seu De amicitia - più noto come De amicitia: "Sull'amicizia") è un dialogo di carattere filosofico scritto da Cicerone tra l'estate e l'autunno del 44 a.C. e dedicato a Tito Pomponio Attico. Delinea, in un dialogo che si immagina svolgersi nel 129 a.C. tra Mucio Scevola, Gaio Fannio e Gaio Lelio, tutte le sfumature dell'amicizia, unendo la visione epicurea (attichiana) e quella stoica (ciceroniana).
Nell'antichità soltanto l'epicureismo aveva cercato di svincolare il valore di amicizia da quello di utilitas. In questo trattato, che a prima vista potrebbe sembrare un dialogo tra amici, in realtà Cicerone utilizza autorevoli fonti per sostenere l'amicizia libera dal vincolo politico.
Fonte: Wikipedia, voce «Laelius de amicitia» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «Laelius de amicitia»
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Frasi tratte da «Laelius de amicitia»
Bisogna volere bene come se un giorno si dovesse arrivare a odiare. (16, 59)
Bisogna mangiare insieme molti moggi di sale, perché il dovere dell'amicizia sia compiuto. (19, 67)
È necessario scegliere dopo aver giudicato e non giudicare dopo aver scelto.
I successi l'amicizia li rende più splendidi, le avversità le rende più lievi, perché le condivide e le mette in comune. (VI, 22, 72; 2007)
La fortuna è cieca. (54)
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Domande frequenti
Chi ha scritto «Laelius de amicitia»?
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026