- Autore
- Ignazio Silone
- Prima pubblicazione
- 1965
- Tipo
- Raccolta di racconti
- Lingua originale
- italiano
«Uscita di sicurezza» è una raccolta di racconti di Ignazio Silone, pubblicata per la prima volta nel 1965.
Il libro in breve
Uscita di sicurezza è un'opera letteraria di Ignazio Silone, pubblicata nel 1965. Sarà proprio quest'opera a garantire a Silone il successo in Italia, fino ad allora negatogli per motivi ideologici, al contrario di altri paesi occidentali in cui era già largamente apprezzato.
Il libro è costituito da racconti autobiografici e riflessioni personali, talvolta in forma saggistica.
Silone descrive il percorso della sua vita, a partire dalla difficile infanzia nel paese natale di Pescina (AQ), sconvolto dal terremoto di Avezzano, passando per l'incontro con Don Orione, la militanza politica comunista e la traumatica uscita dal partito.
Di Uscita di sicurezza Indro Montanelli ha scritto: «Come documento umano, non ne conosco di più alti, nobili e appassionati [...] uno dei più avvincenti e convincenti "ritratti d'autore" della letteratura contemporanea.»
Fonte: Wikipedia, voce «Uscita di sicurezza (Ignazio Silone)» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «Uscita di sicurezza»
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Frasi tratte da «Uscita di sicurezza»
Benché Don Orione fosse allora già inoltrato nella quarantina ed io un ragazzo di sedici anni, a un certo momento mi avvidi di un fatto straordinario, era scomparsa tra noi ogni differenza di età. Egli cominciò a parlare con me di questioni gravi, non di questioni indiscrete o personali, no, ma di questioni importanti in generale, di cui, a torto, gli adulti non usano discutere con noi ragazzi, oppure vi accennano con tono falso e didattico. Egli mi parlava, invece, con naturalezza e semplicità, come non avevo ancora conosciuto l'eguale, mi poneva delle domande, mi pregava di spiegargli certe cose e induceva anche me a rispondergli con naturalezza e semplicità senza che mi costasse alcuno sforzo.
Ciò che mi colpì nei comunisti russi, anche in personalità veramente eccezionali come Lenin e Trotsky, era l'assoluta incapacità di discutere lealmente le opinioni contrarie alle proprie. Il dissenziente, per il semplice fatto che osava contraddire, era senz'altro un opportunista, se non addirittura un traditore e un venduto. Un avversario in buona fede sembrava per i comunisti russi inconcepibile.
Fu nel momento della rottura che sentii quanto fossi legato a Cristo in tutte le fibre dell'essere.
La libertà [...] è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la possibilità di cercare, di esperimentare, di dire no a una qualsiasi autorità, letteraria artistica filosofica religiosa sociale, e anche politica.
Lo scrivere non è stato, e non poteva essere, per me, salvo in qualche momento di grazia, un sereno godimento estetico, ma la penosa e solitaria continuazione di una lotta, dopo essermi separato da compagni assai cari.
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Domande frequenti
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026