Romanzo · 1955

Vino e pane

di Ignazio Silone

Prima pubblicazione
1955
Tipo
Romanzo
Lingua originale
tedesco

«Vino e pane» è un romanzo di Ignazio Silone, pubblicato per la prima volta nel 1955.

Il libro in breve

Vino e pane è il secondo romanzo di Ignazio Silone, scritto prima nel 1936 in lingua tedesca e successivamente in italiano nel 1937, pubblicato in Italia in versione riveduta nel 1955.

Il libro, ispirato anche alle vicende interiori dell'autore, narra la storia di Pietro Spina, esiliato politico comunista, e del suo disagio di fronte a un mondo ostile alle sue teorie. L'opera costituisce un'anticipazione a quella "riscoperta dell'eredità cristiana" che Silone compì nel dopoguerra.

Il romanzo ha un seguito nel libro di Silone Il seme sotto la neve.

Fonte: Wikipedia, voce «Vino e pane» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «Vino e pane»

Alcuni collegamenti sono di affiliazione: se acquisti, il sito può ricevere una piccola commissione, senza costi aggiuntivi per te.

Frasi tratte da «Vino e pane»

«La sicurezza è sempre relativa; anche la Pubblica Sicurezza non farebbe male a chiamarsi Pubblico Pericolo» disse don Benedetto. (cap. I)
Ah, com'è miserabile un'intelligenza che non serve che a fabbricare alibi per far tacere la coscienza. (cap. III)
«Si vive nel provvisorio» disse. «Si pensa che per ora la vita va male, per ora bisogna arrangiarsi, per ora bisogna anche umiliarsi, ma che tutto ciò è provvisorio. La vera vita comincerà un giorno. Ci prepariamo a morire col rimpianto di non aver vissuto. A volte quest'idea mi ossessiona: si vive una sola volta e quest'unica volta si vive nel provvisorio, nella vana attesa del giorno in cui dovrebbe cominciare la vera vita. Così passa l'esistenza. (cap. III, p. 66)
«La libertà non è una cosa che si possa ricevere in regalo» disse Pietro. «Si può vivere anche in paese di dittatura ed essere libero, a una semplice condizione, basta lottare contro la dittatura. L'uomo che pensa con la propria testa e conserva il suo cuore incorrotto, è libero. L'uomo che lotta per ciò che egli ritiene giusto, è libero. Per contro, si può vivere nel paese più democratico della terra, ma se si è interiormente pigri, ottusi, servili, non si è liberi; malgrado l'assenza di ogni coercizione violenta, si è schiavi. Questo è il male, non bisogna implorare la propria libertà dagli altri. La libertà bisogna prendersela, ognuno la porzione che può.» (cap. III, p. 67)
«L'asino è ancora fortunato» disse Magascià. «Un asino di solito lavora fino a ventiquattro anni, un mulo fino a ventidue, un cavallo fino a quindici. Ma l'uomo disgraziato lavora fino a settanta e più. Perché Dio ha avuto pietà degli animali e non dell'uomo? D'altronde, Lui ha il diritto di fare quello che gli pare.» (cap. VI)

Tutte le frasi di «Vino e pane»

Altri libri di Ignazio Silone

Tutti i libri di Ignazio Silone in ordine

Domande frequenti

Chi ha scritto «Vino e pane»?
«Vino e pane» è stato scritto da Ignazio Silone.
Quando è uscito «Vino e pane»?
La prima pubblicazione risale al 1955.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026