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Gioco: frasi e citazioni
20 citazioni di 12 autori
Una selezione di 20 frasi su gioco: aforismi, versi e passi di romanzi, ognuno con il suo autore.
Frasi su «gioco»
Amo giocare e credo che sia essenziale, da 0 ai 120 anni. Si impara a perdere, a rispettare gli altri... A volte si apprende molto più dai giochi che dal resto. Non solo dagli scacchi, ce ne sono tanti: basta scegliere quelli più adatti a sé. E poi i giochi tengono unite le generazioni, cosa molto difficile oggi.
Esso è il principio e la cagione dei più grandi beni, tanto che un fanciullo, il quale di buona voglia, con energia e costanza si abbandona al giuoco fino a stancarne il corpo, diverrà fuori di ogni dubbio un bravo uomo, tranquillo, tenace e che promuoverà l'utile suo proprio e l'altrui perfino col . E che cosa vi è di più bello in questa età, che vedere un fanciullo quasi interamente assorbito dal giuoco, sinché spossato si addormenta?
I genitori e la famiglia tutta debbono far sì che il centro principale della vita del fanciullo sia in mezzo alla natura calma e serena; il che si ottiene principalmente curando i giuochi dei fanciulli, i quali giuochi da principio son per lui tutta la natura.
Il giuoco è il più alto grado dello svolgimento umano in questo stadio; perché esso è la spontanea e necessaria rappresentazione dell'interno dell'animo, il quale ha bisogno di estrinsecarsi. Il giuoco è il più genuino e più spirituale prodotto dell'uomo in questo periodo, ed è a un tempo il modello e l'immagine di tutta la vita interna dell'uomo. Esso perciò genera la gioia, la libertà, la contentezza, il riposo in sé e fuori di sé, e la pace con l'universo.
I giochi sono importanti, preparano un ragazzo per quel grande gioco che è la vita. (Il piccolo Lord)
Il lavoro consiste in qualsiasi cosa il corpo sia obbligato a fare... Giocare consiste in qualsiasi cosa che il corpo non sia obbligato a fare.
L'essenza del mondo è il gioco [...] noi giochiamo il serio, giochiamo l'autentico, giochiamo la realtà, il lavoro e la lotta, giochiamo l'amore e la morte e giochiamo perfino il gioco.
L'uomo gioca solo quando è un uomo nel pieno senso della parola, ed è completamente uomo solo quando gioca.
La dimensione del gioco va applicata a tutta la tua vita: qualunque cosa tu stia facendo, sii in quell'attività in modo così totale che lo scopo è irrilevante; puoi ricavarne qualcosa, oppure niente, non ci pensi: tu stai giocando, ti stai divertendo. Ecco cosa intende Krishna quando dice ad Arjuna di lasciare il futuro nelle mani del divino. Il risultato della tua attività è nelle mani del divino: tu agisci semplicemente; un simile agire diventa un gioco.
Ma gli uomini che sentono un profondo interesse per il lavoro scientifico e creativo si dedicano pochissimo ai giochi. Il giocatore è un pervertito che occupa la mente gingillandosi, perché è incapace di usarla bene e seriamente per uno scopo naturale da definire.
Nello scautismo, quasi tutto si fa col gioco, niente si fa per gioco.
– Non è vero? – si rivolse Missy a Nechljudov, chiamandolo a confermare la sua opinione che in nulla come nel gioco si rivelasse il carattere delle persone.
Non si smette di giocare perché si diventa vecchi, ma si diventa vecchi perché si smette di giocare.
Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare.
Soltanto nel gioco è possibile per l'uomo essere veramente libero. Il gioco costringe alla parità perché a tutti i giocatori sono state impartite le stesse istruzioni, e inoltre mette in pratica la certezza del diritto, perché un gioco può esistere soltanto nel rispetto delle regole.
Chi sa il gioco non lo insegni.
Gioco di mano, gioco di villano.
Il diavolo non gioca mai da solo.
Il bel gioco dura poco.
Il gioco è bello quando dura poco
Il gioco non vale la candela.
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026