Immagine relativa a «De legibus»
All information can be found at... · CC BY 1.0

Libro

De legibus

di Marco Tullio Cicerone

Genere
saggio
Lingua originale
latino classico
Editore
Tito Pomponio Attico

«De legibus» è un'opera di Marco Tullio Cicerone.

Il libro in breve

De legibus (Le Leggi) è un’opera di filosofia politica di Marco Tullio Cicerone scritta in forma di dialogo intorno al 52 a.C.

Dei cinque libri di cui probabilmente era composta quest'opera, ne rimangono tre. Si ispira all'omonima opera di Platone. Cicerone aderisce alla dottrina stoica secondo cui le leggi non sono il frutto di semplici convenzioni, ma hanno il loro fondamento nel Diritto naturale, basato sulla ragione innata di tutti gli uomini. Quest'opera era stata concepita in difesa delle vecchie leggi costituzionali, interpretate con spirito rigidamente conservatore, dove ogni legge ed ogni istituzione era giustificata, mirando a mantenere il potere nelle mani della classe dirigente. Dal resto dell'opera si stacca la parte introduttiva, che tratta della legge e del diritto naturale, intesa come voce intima della coscienza ed esalta la fratellanza tra gli uomini. I personaggi della vicenda sono:

La scena si svolge nella villa ad Arpino di Cicerone stesso. Le argomentazioni dei tre libri sono così suddivise:

Fonte: Wikipedia, voce «De legibus» · licenza CC BY-SA 4.0

Dove trovare «De legibus»

Alcuni collegamenti sono di affiliazione: se acquisti, il sito può ricevere una piccola commissione, senza costi aggiuntivi per te.

Frasi tratte da «De legibus»

Sicuramente non c'è nulla di più utile che comprendere che noi siamo nati per la giustizia e che il diritto non è stato costituito dalla convenzione, bensì dalla natura. La cosa risulterà evidente, se si considererà con attenzione l'attitudine umana alla socievolezza e alla vita comunitaria. Non c'è un individuo così simile a un altro individuo, quanto noi esseri umani siamo simili l'uno all'altro. Infatti, se la depravazione delle consuetudini, se la vanità delle opinioni non contorcesse le nostre deboli anime sviandole dal punto dove avevano cominciato a mirare, nessuno sarebbe simile a se stesso come ogni essere umano è simile a tutti gli altri. E pertanto, qualunque sia la definizione dell'essere umano, essa sarebbe unica e varrebbe per tutti. [...] E non c'è nessun individuo di nessun popolo che, se guidato dalla natura, non possa pervenire alla virtù. (I, 10, 28-30)
Citato in L'anima degli animali, p. 158.
La salute del popolo sia la suprema delle leggi. (III, 3)
Spesso gli dei immortali repressero con gli auspicia l'ingiusta irruenza del popolo. (III, 27)
Citato in Mario Pani, La repubblica romana, il Mulino, Bologna, 2010, p. 17.
Sarà la pena pari alla colpa. (III, § 46)
Da I tre libri di M.T. Cicerone intorno alle leggi, a cura di Giacomo Sichirollo, Tipografia del seminario, Padova, 1878, p. 620.

Altri libri di Marco Tullio Cicerone

Tutti i libri di Marco Tullio Cicerone in ordine

Libri simili

Domande frequenti

Chi ha scritto «De legibus»?
«De legibus» è stato scritto da Marco Tullio Cicerone.

Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026