- Autore
- Luigi Meneghello
- Prima pubblicazione
- 1964
- Tipo
- Romanzo
- Genere
- autobiografia
- Lingua originale
- italiano
«I piccoli maestri» è un romanzo di Luigi Meneghello, pubblicato per la prima volta nel 1964.
Il libro in breve
I piccoli maestri è un romanzo di Luigi Meneghello, pubblicato nel 1964.
Autobiografico come altre opere dell'autore, questo libro costituisce una delle più importanti testimonianze della lotta partigiana in Italia. L'opera è un racconto dell'esperienza di partigiano giellista dell'autore, il quale ricorda con lucidità e semplicità gli avvenimenti senza volontà celebrative o retoriche.
Nel 1997 ne è stato tratto il film omonimo per la regia di Daniele Luchetti e interpretato da Stefano Accorsi e Giorgio Pasotti.
Fonte: Wikipedia, voce «I piccoli maestri» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «I piccoli maestri»
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Frasi tratte da «I piccoli maestri»
Le due colonne si salutavano allegramente, da una parte in veneto, in piemontese, in bergamasco, dall’altra nei dialetti di segno contrario. Pareva che tutta la gioventù italiana di sesso maschile si fosse messa in strada, una specie di grande pellegrinaggio di giovanotti, quasi in maschera, come quelli che vanno alla visita di leva. Guarda, pensavo; l’Europa si sbraccia a fare la guerra, e il nostro popolo organizza una festa così. Indubbiamente è un popolo pieno di risorse. (cap. 2)
Parlare mi era facile: bastava aprire la bocca, e venivano fuori idee, iniziative, programmi, e una volta venuti fuori parevano autorevoli: è un bel vantaggio l’educazione umanistica. Chi sa parlare, comanda. Ma io ce l’avevo con questa educazione umanistica; me ne aveva fatte di sporche. Non volevo comandare; però parlavo. Dicevo: «Non fatevi influenzare da nessuno, e tanto meno da me; fate quello che vi pare giusto»; e tutti dicevano: «Bravo, ostia: facciamo come dice lui» (cap. 3)
È inutile dire oggi che i calcoli ci saranno stati; chi dice così non ha capito niente dei comunisti di allora; noi invece li abbiamo visti coi nostri occhi, e sappiamo cosa valevano. Venivano in mente per contrasto quei compagni di scuola, a Vicenza e a Padova, che continuavano a occuparsi, forse presso una zia in campagna, di Kierkegaard e di Jaspers, o addirittura di esami universitari, per avvantaggiarsi nella vita e nella carriera, magari con qualche lirica ermetica in proprio, trasudata negli intervalli. Di questi grandi villeggianti della guerra civile, la borghesia urbana ne ha prodotti parecchi; non pochi di loro sono oggi energicamente schierati dalla parte degli angeli, hanno fatto carriera, e speriamo che siano contenti. (cap. 3)
Che cos’è una patria se non è un ambiente culturale? cioè conoscere e capire le cose. (p. 46)
«Vedi?» disse il Castagna. «Quando va su un governo, noialtri dobbiamo lavorare.»
«Anche se fossero fascisti?» dissi.
«Eh no, per la madonna» disse lui. «I fascisti non sono mica un governo.»
«Già» dissi io. «I fascisti sono...» Cercavo una formula salveminiana
«Rotti in culo» disse il Castagna. (cap. 6)
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Domande frequenti
Chi ha scritto «I piccoli maestri»?
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026