- Autore
- Aldo Busi
- Prima pubblicazione
- 1996
- Tipo
- Romanzo
- Lingua originale
- italiano
«Suicidi dovuti» è un romanzo di Aldo Busi, pubblicato per la prima volta nel 1996.
Il libro in breve
Suicidi dovuti è un romanzo del 1996 dello scrittore Aldo Busi.
Fonte: Wikipedia, voce «Suicidi dovuti» · licenza CC BY-SA 4.0
Dove trovare «Suicidi dovuti»
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Frasi tratte da «Suicidi dovuti»
Si è liberi veramente quando ci si può suicidare senza arrecare danno o dolore o rimpianto a nessuno: la libertà è la forma intermedia della solitudine, il suicidio la forma estrema dell'unica compagnia che ti è rimasta. (p. 2)
Le altre lavative, quelle che se mi vengono al rosario non mi vengono alla novena e se mi vengono alla novena della Madonna non mi vengono a quella del Bambin Gesù, dicono che in chiesa fa troppo freddo per i loro reumatismi sia di maggio che di febbraio che in ottobre che in dicembre e io gli rammento che neanche nostro Signore Gesù Cristo aveva i pannelli solari sulla stalla quando è nato. (p. 25)
Tutti sono bravi a dire la verità convenzionata dalla verità che gli altri si aspettano di sentire per applaudirti, ma così pochi a dire la propria, piccola, meschina verità che ti copre di fischi che la puoi dire solo nel silenzio della tua mente e solo in punto di morte. (p. 36)
Il mio vero angelo custode è stato don Trenta, altrimenti tante cose non me le spiegherei, certo, se non andavo io a far visita a lui, lui non mi avrebbe mai fatto visita, lui andava poco nelle case di tutti, e poi che fortuna, che combinazione che tutto quello che andava bene a lui, andava bene a me, la tonaca, le scarpe, il cappello da prete, e anche quella comune elasticità che deve avere uno sperticato come noi due per starci nella Cinquecento, scomodo e anchilosato, ma starci da Dio; avevo più cose in comune con lui che con la Tilde, e sì che io e la Tilde in comune avevamo la madre. (p. 76)
Il dolore del fegato che dovevo mangiarmi mi toglieva il fiato, e l'afa e l'affanno e l'ingiustizia del mondo facevano il resto sotto il mio berretto e nel mio costato trafitto. Fu in quel momento che concepii questo pensiero terribile di giustizia divina: che se uno fa un'azione ignobile contro qualcuno, be', la faccia pure, perché, che c'è di più esaltante per i deboli che bere sangue umano per darsi la forza che il proprio non gli dà? ma quando la sua cattiveria ha raggiunto il colmo nelle sue opere, uno dovrebbe farla finita da se. (p. 175)
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Domande frequenti
Chi ha scritto «Suicidi dovuti»?
«Suicidi dovuti» è stato scritto da Aldo Busi.
Quando è uscito «Suicidi dovuti»?
La prima pubblicazione risale al 1996.
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026