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Gloria: frasi e citazioni
54 citazioni di 28 autori
Una selezione di 54 frasi su gloria: aforismi, versi e passi di romanzi, ognuno con il suo autore.
Frasi su «gloria»
Chi è affamato di gloria divora anche l'uomo che è in lui.
Chi disprezzerà la gloria vana, riceverà la gloria autentica.
Colui il quale teme di perdere la gloria, è sicuro che la perderà.
Come la neve non si addice all'estate, né la pioggia al tempo della mietitura, / così non si addice la gloria allo stolto. (Libro dei Proverbi)
Come tutti sanno, il sapore della gloria è amaro.
Dall'alma origin solo / han le lodevol'opre. / Mal giova illustre sangue / ad animo che langue. [...] Chi de la gloria è vago / sol di virtù sia pago.
Da solo con la sua gloria.
Fu vera gloria? Ai posteri l'ardua sentenza.
In una goccia di approvazione da parte di Dio c'è più gloria che in un mare di lode umana.
L'uomo disprezza e gitta molti piaceri a causa della gloria. Ma non così tosto incomincia a vivere, che la morte gli sopravviene. Perciò l'amore della gloria è così svantaggioso come che che sia.
La gloria del maestro sono i discepoli, nei quali si rispecchia e sopravvive.
La gloria di colui che tutto move / per l' universo penetra e risplende / in una parte più e meno altrove.
La gloria disdegnata ritorna talvolta, a tempo debito, accresciuta.
La gloria, e l'altro ben, che il mondo apprezza, / si truova pur in quell'altera vita.
La gloria è il sole dei morti.
La gloria è madre di affanni.
La gloria è qualcosa che certi uomini inseguono e in cui altri si imbattono per caso, senza aspettarsi di trovarla. In un modo o nell'altro è un gesto nobile che a volte ci si vede attribuire. La mia domanda è: quand'è che la gloria svanisce e diventa una crociata sbagliata o un fine ingiustificato in virtù del quale ci si consuma completamente?
La gloria è simile a un cerchio nell'acqua che va sempre allargandosi, sin quando per il suo stesso ingrandirsi si risolve nel nulla.
La gloria è una forma d'incomprensione, forse la peggiore.
La gloria, regal femmina, vuol sedurre e non esser sedotta.
La passion per la gloria è l'ultima di cui si spogliano anche i sapienti.
La via più breve per arrivare alla gloria sarebbe fare per coscienza quello che facciamo per la gloria.
Le prostitute sono più vicine a Dio delle donne oneste: han perduto la superbia e non hanno più l'orgoglio. Non si gloriano di quel nulla di cui la matrona si onora. Posseggono l'umiltà, pietra angolare delle virtù gradite al Cielo.
La strada per la gloria è difficile, ti avverto. Ma è anche irresistibile. Non puoi opporti.
Non cerco, non voglio la gloria di questo mondo; l'aspetto molto grande nell'altro.
Nulla mancò alla sua gloria, Egli mancò alla nostra. (dall'epitaffio sotto il busto di Molière all'Accademia di Francia)
Oh vana gloria de l'umane posse! / com' poco verde in su la cima dura, / se non è giunta da l'etati grosse! [...] Non è il mondan romore altro ch'un fiato / di vento, ch'or vien quinci e or vien quindi, / e muta nome perché muta lato.
Per cosa era famoso? Per la sua bramosia di gloria.
Se hai rigettato la gloria, fuggi da coloro che vanno a caccia di lode.
Tutte le glorie defunte di questo mondo non valgono, dicono, un cane in vita...
Figliuola mia; tutte le anime degli uomini, come io ti diceva, sono assegnate in preda all'infelicità, senza mia colpa. Ma nell'universale miseria della condizione umana, e nell'infinita vanità di ogni suo diletto e vantaggio, la gloria è giudicata dalla miglior parte degli uomini il maggior bene che sia concesso ai mortali, e il più degno oggetto che questi possano proporre alle cure e alle azioni loro. Onde, non per odio, ma per vera e speciale benevolenza che ti avea posta, io deliberai di prestarti al conseguimento di questo fine tutti i sussidi che erano in mio potere.
La terza è la gloria, che piacerebbe a molti, se la potessero acquistare senza fatica e senza scomodo; ma non potendo, ciascuno si contenta di lasciarla stare.
Non potendo godere [...] alcun beneficio della tua gloria, la maggiore utilità che ne ritrarrai, sarà di rivolgerla nell'animo e di compiacertene teco stesso nel silenzio della tua solitudine, [...] e fartene fondamento a nuove speranze. [...] La gloria degli scrittori, [...] riesce più grata da lungi che da vicino, ma non è mai, si può dire, presente a chi la possiede.
Quelli che sono desiderosi di gloria, ottenutala pure in vita, si pascono principalmente di quella che sperano possedere dopo la morte, nel modo stesso che niuno è così felice oggi, che disprezzando la vana felicità presente, non si conforti col pensiero di quella parimente vana, che egli si promette nell'avvenire.
La gloria di ieri non conta più, quella di oggi è troppo insipida, e io non desidero che quella di domani.
La gloria non è più che un genere coloniale.
Mi basta giusto un pochettino di gloria, proprio l'indispensabile per non aver l'aria di un imbecille quando attraverso le strade del mio villaggio.
D'ordinario la gloria è tanto più tardiva quanto più sarà durevole, perocché tutto ciò che è squisito matura adagio.
La gloria deve quindi esser acquistata; l'onore al contrario non abbisogna che di non esser perduto.
La gloria la si deve acquistare, l'onore invece basta non perderlo.
A gloria non si va per via fiorita.
Bisogna avere la virtù degli avi per ereditare la loro gloria.
Chi non può viver dopo la morte, non è vissuto.
Chi si fida del vinto, dalla gloria è spinto.
Chi vuol acquistar gloria, deve fuggire: il vino, il ventre e il letto.
Conservar la gloria è più difficile che acquistarla.
Gloria mondana, gloria vana, fiorisce e non grana.
Il fiore della gloria cresce soltanto sul campo del merito.
La fama precede e la gloria segue l'uomo.
La gloria è un circolo nell'acqua, che si allarga e poi svanisce.
La gloria spetta soltanto a chi sa sostenere i dolori e calpestare i piaceri.
Non è vera gloria quella che non è accompagnata dalla virtù.
Quando il lavoro e la fatica precedono, la gloria entra in casa.
Solo coloro che non hanno gloria, la disprezzano.
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026