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Infanzia: frasi e citazioni
46 citazioni di 39 autori
Una selezione di 46 frasi su infanzia: aforismi, versi e passi di romanzi, ognuno con il suo autore.
Frasi su «infanzia»
Amate l'infanzia; favoritene i giuochi, le gioie, le amabili inclinazioni. Chi di voi non ha rimpianto talvolta questa età in cui il riso non si spegne mai sulle labbra e l'anima è sempre serena?
Anche l'infanzia è bella, prima di scoprire la terribile monotonia, anno dopo anno.
Chiunque sia sopravvissuto alla propria infanzia, possiede informazioni sulla vita per il resto dei propri giorni.
Come è stata la sua infanzia? Felice, infelice? Spero per lei che sia stata infelice, le infanzie felici germinano noia, tristezza, nequizia...
Cupo tempo. Quando bimbo / guardavo la tivù. Ero bimbo come / un uccello pallido, nel sole scuro. / I capelli di mia madre, di quel biondo / per dolciumi di miele. Era tempo vero.
È letteralmente Gesù ad aver inventato l'infanzia, ad aver affermato cioè, una volta per sempre, che i bambini sono esseri umani e che sono sacri e inviolabili.
È per me un dolce piacere soffermarmi sui ricordi della mia infanzia, quel tempo antecedente a che la sventura, corrotta la mia mente, ne mutasse le illuminate visioni dell'utile collettivo in tetre e anguste riflessioni su se stessa.
E quasi per sbaglio Eddie scoprì una delle grandi verità della sua infanzia: i veri mostri sono gli adulti.
È segno di senilità per le persone e per le civiltà tornare sempre alla propria fanciullezza, mentre è segno di apertura affezionarsi ai bambini ora viventi: avete questi, e perché state a rievocare, affranti e stupefatti, la vostra infanzia?
È vecchio ciò che si è dimenticato. E quello che non si può dimenticare, è accaduto appena ieri. L'unità di misura non è il tempo, ma il valore. E la cosa che ha in assoluto più valore, divertente o triste che sia, è l'infanzia.
Erano anni in cui si cresceva in fretta, e quando l'infanzia si sbriciolava tra le loro mani molto bambini avevano già lo sguardo da vecchi.
Esaltazione dell'infanzia: quanti anni impieghiamo a dimenticare la passione che profondevamo in ogni attività che ci assicurava piacere? Di quale impegno totale non siamo più capaci, di quale gioia, di quali slanci di affascinante lirismo?
Giorni dell'infanzia, siete voi che voglio richiamare. Tempi senza livore, tempi amici, è di voi che voglio rammentarmi. Di nuovo si udranno per le chiare stanze i passi leggeri di mia madre, e le gioiose risate di persone, oggi affaticate e grige, che allora non sapevano quale fosse il loro destino.
Guardate indietro verso i vostri giorni passati: è come se Dio avesse instillato in molti di voi, fin da allora, un segno emblematico della propria esistenza. Non è forse l'infanzia il germe nascosto dal quale via via si dilata il copioso albero della vita con tutte le sue gioie e i suoi dolori?
Guardiamo il mondo una volta, da piccoli. / Il resto è ricordo.
I giorni che mi crearono l'infanzia sono soltanto miei.
I luoghi e gli amori dell'infanzia, ben presto dimenticati dal bambino, continuano ad ossessionare l'uomo maturo fino alla morte.
Infanzia – onda continua di rivoluzione, e sistematicamente stroncata dai «grandi», questi reazionari.
L'animo giocoso, dentro la persona responsabile che cerco di essere. Sorridere di piccole cose, che non lo facciamo mai davanti ai fuochi d'artificio.
L'idea dell'infanzia è una delle grandi invenzioni dell'età rinascimentale: forse la più umanistica.
L'infanzia e la vecchiaia non solo si ricongiungono ma sono i due stati più profondi che è dato di vivere.
L'infanzia non ha tempo. Man mano che gli anni passano bisogna conservarla e conquistarla, nonostante l'età.
L'infanzia è il sale della terra.
Perda il proprio sapore, e il mondo sarà in poco tempo solo putrefazione e cancrena.
L'infanzia è un viaggio dimenticato.
L'infanzia è una stagione fatata. La sola di tutta una vita che non finisce mai e t'accompagna sino all'ultimo respiro.
L'infanzia rappresenta sempre un momento preparatorio di concentrazione in vista dell'azione decisiva che seguirà in una seconda fase.
La propria infanzia non [...] solo un'Atlantide sommersa da sabbie leggendarie, ma, qual è, il terriccio d'ogni fioritura più tarda.
La tua è l'età più bella. Godine ogni attimo, non sciuparne un solo istante. Dopo non ci saranno più giostre, né zucchero filato, né più concerti in piazza. (Ai confini della realtà)
Me lo diede papà, per i miei cinque anni. Disse: "L'infanzia finisce quando scopri che un giorno morirai". (Il corvo - The Crow)
Nell'infanzia di tutti i popoli, come in quella dei singoli individui, il sentimento ha sempre preceduto la riflessione ed è stato il suo primo maestro.
Nell'infanzia, il paradiso è in noi.
Nessuna infanzia è priva di terrori.
Niente uguaglia la forza e la fecondità di quelle impressioni; in esse, tutta la nostra sensibilità è in germe, la nostra sensibilità vera, non adulterata dall'infiltrazione letteraria, né modificata dagli influssi esterni.
Non è mai troppo tardi per farsi un'infanzia felice.
Non so che tempo fosse, sempre confondo l'infanzia e l'Eden / come mescolo la Morte e la Vita – le unisce un ponte di dolcezza.
Pensava: l'infanzia è l'intervallo tra il nulla e la disillusione. Un intervallo di innocenza. (The Question)
Penso che tutti ci ricordiamo la nostra infanzia, è solo che talvolta non troviamo il giusto modo per accedere alla memoria che ad essa ci conduce.
Poi, da un giorno all'altro ti ritrovi a cinquant'anni, e l'infanzia o quel che ne resta è in una piccola scatola, che è pure arrugginita. (Il favoloso mondo di Amélie)
Quando l'infanzia muore, i suoi cadaveri vengono chiamati adulti ed entrano nella società, uno dei nomi più garbati dell'inferno. Per questo abbiamo paura dei bambini, anche se li amiamo: sono il metro del nostro sfacelo.
Ripensando alla mia infanzia, mi chiedo come sono riuscito a sopravvivere. Naturalmente è stata un'infanzia infelice, sennò non ci sarebbe gusto.
Tutti sogniamo di tornare bambini, anche i peggiori fra noi. Forse i peggiori lo sognano più di tutti. (Il mucchio selvaggio)
Un fanciulletto, ancora in quell'età / che non sente pietà.
Un guscio di indifferenza talvolta circonda l'infanzia e la difende dalle provocazioni degli adulti.
Un uomo di trentacinque anni non dovrebbe rimpiangere di non aver avuto un'infanzia felice, più di quanto non rimpianga di non essere nato principe reale. Sarebbe forse più felice se avesse avuto un'infanzia fortunata, ma, per quanto ne può sapere lui, se l'avesse avuta, sarebbe potuta capitargli qualche disgrazia, che l'avrebbe ucciso molto tempo prima.
Una volta usciti dall'infanzia, occorre soffrire molto a lungo per rientrarvi.
Vedere la mia infanzia? Più di dieci lustri me ne separano e i miei occhi presbiti forse potrebbero arrivarci se la luce che ancora ne riverbera non fosse tagliata da ostacoli d'ogni genere, vere alte montagne: i miei anni e qualche mia ora.
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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026