- Autore
- Gabriele D'Annunzio
- Prima pubblicazione
- 1912
- Tipo
- Raccolta di racconti
- Genere
- memorie
- Lingua originale
- italiano
«Contemplazione della morte» è una raccolta di racconti di Gabriele D'Annunzio, pubblicata per la prima volta nel 1912.
Il libro in breve
Contemplazione della morte è una raccolta di quattro prose di Gabriele D'Annunzio, di carattere memorialistico, apparse originariamente sul Corriere della Sera nell'aprile del 1912.
Nella versione in volume il libro è preceduto da un messaggio a "Mario Pelosini da Pisa" ed è dedicato "Alla memoria di Giovanni Pascoli e di Adolphe Bermond", quest'ultimo il proprietario della villa di Saint-Dominique (a pochi chilometri da Arcachon) in cui D'Annunzio soggiornò tra il 1910 e il 1916. Il poeta, colpito dalla morte a brevissima distanza di questi due personaggi molto importanti per lui, seppure per motivi diversissimi, ne commemora la scomparsa.
Il testo appartiene alla fase memorialistica della scrittura dannunziana iniziata con la pubblicazione delle Faville del Maglio da parte del Corriere della Sera grazie alle quali D'annunzio riuscì a mantenersi durante il soggiorno francese risolvendo almeno in parte il suo cronico bisogno di denaro.
Fonte: Wikipedia, voce «Contemplazione della morte» · licenza CC BY-SA 4.0
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Frasi tratte da «Contemplazione della morte»
Quando un grande poeta volge la fronte verso l'Eternità, la mano pia che gli chiude gli occhi sembra suggellare sotto le esangui palpebre la più luminosa parte della bellezza terrena. (p. 21)
Chi potrà dire quando e dove sien nate le figure che a un tratto sorgono dalla parte spessa e opaca di noi e ci apariscono turbandoci? Gli eventi più ricchi accaddono in noi assai prima che l'anima se n'accorga. E, quando noi cominciamo ad aprire gli occhi sul visibile, già eravamo da tempo aderenti all'invisibile. (p. 29)
Qualora le Città nobili usassero far doni ai poeti, che mai avrebbe potuto donare Bologna all'estremo Omeride se non la testa dell'Athena Lemnia? (p. 29)
L'anima della terra è notturna, ma la luce del sole la nasconde più che non la nasconda la tenebra. (p. 79)
Da Giovanni Pascoli: Giova ciò solo che non muore, e solo
per noi non muore, ciò che muor con noi. (p. 99)
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Domande frequenti
Chi ha scritto «Contemplazione della morte»?
Quando è uscito «Contemplazione della morte»?
Si può leggere «Contemplazione della morte» gratis?
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026