Frasi
Ragione: frasi e citazioni
108 citazioni di 73 autori
Che cosa hanno detto scrittori, filosofi e poeti su ragione? Ecco 108 citazioni con l'autore di ciascuna.
Frasi su «ragione»
A riportarlo alla ragione è... la Ragione stessa, così importante per Agostino da diventare addirittura personaggio (con sapiente mossa di prosopopea), interlocutore e guida attraverso i dubbi teorici e di condotta, pungolo a un esercizio costante di autoanalisi e introspezione, preliminare a ogni successiva visione intellettuale o mistico atto di fede.
Battaglie: La ragione vince tutte le scaramucce. Vincesse una battaglia ch'è una!
Bisogna lasciare la ragione agli altri perché questo li consola del non avere altro.
Chi ragion vuol tutta gelo / senza slanci, senza affetto, / tarpa l'ali all'intelletto, / non s'innalza fino al ver.
Chi vive guidato dalla ragione si sforza, per quanto può, di ricambiare l'odio, l'ira, il dispregio, eccetera, di altri contro di lui, con l'amore, ossia con la generosità.
Ciò che è reale non è razionale e ciò che è razionale non è reale.
Colui che non vuole ragionare è un fanatico, colui che non sa ragionare è un pazzo e colui che non osa ragionare è uno schiavo.
Come la ragione, / perché con la ragione / si sopravvive a tutto.
Concedi alla ragione il privilegio di essere l'ultima pietra di paragone della verità.
Due eccessi: escludere la ragione, non ammettere che la ragione.
E così, a quanto pare, c'è una ragione in tutto, perfino nella legge.
È difficile per un cuore umano rimanere sulla via della ragione. È difficile per un fuscello non seguire il corso dell'acqua.
Falso è il vanto di chi pretende di possedere, all'infuori della ragione, un altro spirito che gli dia la certezza della verità.
Giove infuse nell'uomo molta più passione che ragione: pressappoco nella proporzione di ventiquattro a uno. Relegò inoltre la ragione in un angolino della testa lasciando il resto del corpo ai turbamenti delle passioni.
I buoni ragionamenti sono più forti di due mani robuste.
Il nostro atteggiamento razionalistico ci porta a credere di poter operare meraviglie con organizzazioni internazionali, legislazioni e altri sistemi ben congegnati. Ma in realtà solo un cambiamento dell'atteggiamento individuale potrà portare con sé un rinnovamento dello spirito delle nazioni. Tutto comincia con l'individuo.
Il più eminente e il maggior uso della ragione e dei lumi acquistati, si è d'impegnarli nel Governo generale, donde dipende la pubblica felicità.
Il regno della ragione? Come potrà trionfare, se mai finora, in secoli ben più virtuosi, ha potuto affermarsi; se finora la ragione non è stata su questa terra che una straniera, una fuggitiva, di cui gli uomini hanno preso sempre pretesto per ingannarsi con la speculazione e coi sofismi, per rendere plausibili gli atti che le sono più opposti, e lasciar corso alle maggiori infamie!
Il sonno della ragione genera mostri.
Il sonno della ragione produce ministri.
Il supremo passo della ragione sta nel riconoscere che c'è un'infinità di cose che la sorpassano. È ben debole, se non giunge a riconoscerlo.
In questa Parte tratterò così della potenza della Ragione, mostrando quanto la Ragione stessa possa sui sentimenti e in che cosa consista la Libertà della Mente o Beatitudine: e da questa esposizione risulterà evidente il vantaggio che il sapiente ha sugli umani grezzi e carnali, ossia quanto la Saggezza sia preferibile all'insipienza. [...] Qui, come ho detto, tratterò soltanto della potenza della Mente, ossia della potenza della Ragione, e mostrerò in primo luogo la natura e l'entità dell'imperio che essa ha sui sentimenti e col quale li raffrena e li mòdera: perché abbiamo già dimostrato che sui nostri sentimenti noi non abbiamo un dominio assoluto.
Io non oppongo il razionale allo spirituale, perché lo spirituale è il massimo del razionale.
L'alternativa fondamentale, di fronte alla quale ci pone l'itinerario percorso dall'epoca moderna, è la seguente: al principio di tutte le cose c'è l'irrazionale, l'origine vera del mondo è l'irrazionale, oppure esso proviene dalla ragione creatrice? Credere significa abbracciare la seconda posizione: solo essa è «ragionevole», nel più profondo senso della parola, e degna dell'uomo.
Di fronte all'attuale crisi della ragione quest'essenziale natura ragionevole della fede deve tornare a risplendere con chiarezza. La fede salva la ragione, proprio perché l'abbraccia in tutta la sua ampiezza e profondità e la protegge contro i tentativi di ridurla semplicemente a ciò che può essere verificato sperimentalmente. Il mistero non si pone come nemico della ragione; al contrario, esso salva e difende l'intima razionalità dell'essere e dell'uomo.
L'atteggiamento razionalistico... [è] minacciato sia da destra che da sinistra. [...] Questa è la ragione per cui il conflitto tra razionalismo e irrazionalismo è diventato il più importante problema intellettuale e forse anche morale del nostro tempo. [...] Lo Stato inteso come la realtà della volontà sostanziale, realtà ch'esso ha nell'autocoscienza particolare innalzata alla sua universalità, è il razionale in sé e per sé.
L'atto di disobbedienza, in quanto atto di libertà, è l'inizio della ragione.
L'autorità è derivata dalla ragione, non la ragione dall'autorità, e l'autorità legittima altro non mi sembra essere che la verità scoperta colle forze della ragione.
L'uomo ragionevole si adatta al mondo. L'uomo irragionevole pretende che il mondo si adatti a lui. Perciò il progresso è opera di uomini irragionevoli.
La fede comincia appunto là dove la ragione finisce.
La luce disvela il mondo, la ragione lo ammira.
La noia mortale che emana da quelli che hanno ragione e lo sanno. Chi è veramente intelligente nasconde di aver ragione.
La nostra ragione è tutt'altro che un infallibile congegno generatore di luce; è strano, ma siamo proprio noi razionalisti, che più diffidiamo di essa.
La ragione ci porta fino ai piedi di un muro e ci lascia lì. Credo che l'ultima risorsa sia lo stupore: non bisognerebbe stancarsi mai di provare un attimo di sbalordimento di fronte a quelle cose che ci paiono ovvie, il suono della propria voce, la venatura di una foglia, le stelle che cadono la notte di San Lorenzo.
La ragione ben vedere il perché dee credere, ma innanzi al mistero umiliarsi.
La ragione è alla nostra salute morale, ciò che l'igiene è alla nostra salute fisica.
La ragione è direttamente opposta alla fede, perciò si deve abbandonarla . Nei credenti deve essere uccisa e sepolta.
La ragione è essa stessa fallibile e tale fallibilità deve trovar posto nella logica.
La «ragione» è la causa per cui falsifichiamo la testimonianza dei sensi.
La ragione e la giustizia tengono nella loro stretta anche la più lontana e solitaria stella. Guardi quelle stelle: non sembrano tanti diamanti e zaffiri? Ebbene, si può immaginare qualunque pazzia boanica o geologica si voglia. Pensi a foreste di diamante con foglie di brillanti. Pensi che la luna sia azzurra: un solo gigantesco zaffiro. Ma non immagini che tutta questa pazza astronomia porterebbe la minima differenza alla ragione e alla giustizia delle nostre azioni. Su pianure di opale, sotto rupi di perla, troverà un avviso che dirà: "non rubare".
La Ragione è la più grande puttana del diavolo, di sua natura e maniera d'essere, è una puttana dannosa; è una prostituta, la puttana in potere del diavolo, una puttana rosa dalla rogna e dalla lebbra, che si dovrebbe calpestare e distruggere, lei e la sua sapienza... Meriterebbe che la si relegasse nel più sudicio luogo della casa, nelle latrine.
La ragione è nemica d'ogni grandezza; la ragione è nemica della natura; la natura è grande, la ragione è piccola. Voglio dire che un uomo tanto meno o tanto più difficilmente sarà grande, quanto più sarà dominato dalla ragione; ché pochi possono esser grandi; e nelle arti e nella poesia forse nessuno, se non sono dominati dalle illusioni.
La ragione è onnipotente quando ha per ausiliario l'amore.
La ragione è una mano premuta sul petto a placare il battito del nostro cuore disordinato.
La ragione ha sempre bisogno di essere purificata dalla fede.
La ragione non è che la ragione e soddisfa soltanto la capacità di ragionare dell'uomo, mentre il desiderio è manifestazione della vita nel suo insieme, della vita umana nella sua interezza, che comprende la ragione come pure le deviazioni da essa.
La ragione non è più pensata come contemplativa, ma come ragione operativa.
La ragione non merita veramente di chiamarsi con questo nome, se non il giorno in cui comincia a dubitare di se stessa.
La ragione non può essere definita, né abbiamo alcun motivo di definirla, giacché noi tutti non soltanto la conosciamo, ma non conosciamo null'altro al di fuori della ragione.
La ragione, pur restando essenziale, gode di un potere decisamente limitato, tanto che deve appoggiarsi alla retorica e alla persuasione e ha serie probabilità di fallire.
La ragione "sa" cosa dice mentre la fede "crede" in quel che dice. E siccome non "credo" che due più due faccia quattro perché lo "so", tra fede e ragione non c'è parentela, né subordinazione gerarchica, come pretendono gli uomini di fede che collocano il loro credere al di sopra del loro sapere. Infatti non posso "credere" in ciò che "so", e non posso "sapere" se è vero ciò in cui "credo". In realtà l'area della fede si riduce man mano che avanza il sapere. Una volta, come ci ricorda Ippocrate, l'epilessia si chiamava "male sacro"; oggi a nessun medico e a nessun paziente verrebbe in mente di attribuire a Dio o agli dèi l'origine di questa malattia.
La ragione sta alla corruzione come lo Spirito Santo al demonio: se lo Spirito Santo vuol sconfiggere il demonio, deve fargli la guerra.
La ragione umana, anche senza il pungolo della semplice vanità dell'onniscenza, è perpetuamente sospinta da un proprio bisogno verso quei problemi che non possono in nessun modo esser risolti da un uso empirico della ragione... e così in tutti gli uomini una qualche metafisica è sempre esistita e sempre esisterà, appena che la ragione s'innalzi alla speculazione.
La razionalità non fa più parte del nostro bagaglio intellettuale e morale. È stata picconata da tutte le parti la razionalità; accusata di essere all'origine dei delitti e del più grave tra tutti – quello della superbia. Così la luce della ragione è stata spenta, nuove ideologie si sono installate al posto di quelle crollate in rovina, fondamentalismi d'ogni tipo hanno preso il posto della tolleranza e della certezza del diritto.
I circuiti mediatici hanno dato mano a questa devastazione e salvo rarissime eccezioni ancora continuano in questa funzione amplificatoria e istigatrice del peggio, accreditando e ventilando versioni dei fatti prive di verità e di ragione.
La sola conoscenza necessaria all'uomo è di riconoscere che esiste un'infinità di cose che sovrastano la ragione. La ragione è ben poca cosa quando non ha coscienza di ciò.
Altre citazioni
Ma il pensiero incomincerà solo quando si renderà conto che la ragione glorificata da secoli è la più accanita nemica del pensiero.
Molta della razionalità che mettiamo nella nostra vita, e nel giudicare quella degli altri, non è affatto razionalità ma è quella che la mia psicanalista chiamava razionalizzazione: la giustificazione a posteriori, con argomenti che si sforzano di essere razionali, di impulsi emotivi istantanei e inspiegabili. È il tentavito di ingannare noi stessi e il caos in cui annaspiamo ogni giorno, fingendo un ordine che non esiste.
Non abbiamo nulla contro la ragione: purché si sappia che è una conoscenza dell'insolubile e un'organizzazione dell'atroce.
Non al Cristianesimo, non all'entusiasmo religioso, ma solo all'entusiasmo della ragione dobbiamo l'esistenza di una botanica, di una mineralogia, di una zoologia, di una fisica e di una astronomia.
Non bisogna credere unicamente a ciò che è ragionevole. La ragione restringe la vita come l'acqua restringe le maglie di lana.
Non c'è niente di più brutto della ragione quando non è dalla nostra parte.
Non c'è più pazzo al mondo di chi crede d'aver ragione!
Non ci si avvicina alla verità attraverso la ragione, essa ci confina in una matrice geometrica di pensiero che esige logica e attendibilità; in sogno vediamo i morti e li accettiamo come vivi, sapendo al tempo stesso che sono morti. E benché questo stato di sogno sia privo di ragione, non ha forse una sua attendibilità? Vi sono cose che trascendono la ragione. Come possiamo comprendere la miliardesima parte di un secondo? Eppure esiste, se crediamo alla scienza matematica.
Non è vero, ragazzo, / che la ragione sta sempre col più forte.
Non il sonno ma l'insonnia della ragione genera mostri.
Oggi la ragione spicca sul regno degli oscuri ma caldi sentimenti come le cime delle Alpi sulle nubi. Tali cime vedono il sole più chiaro e più scuro, però sono fredde e sterili. La ragione si pavoneggia con la sua altezza.
Per il momento non c'è più conflitto tra uomini di ragione e uomini di fede. Siamo tutti in ginocchio.
Per la ragione non sei inferiore agli Dei, né più piccolo di loro; la grandezza della ragione, infatti, non si valuta né dalla lunghezza, e neppure dall'altezza, ma dai giudizi.
Quando la ragione aspira al governo della società, questa ambizione per se stessa non è , ma è causa di molti naufragi per i falli e le impazienze della stessa ragione. A distruggere le antiche la ragione ha mostrato ai nostri giorni un'irresistibile energia.
Quando tramontano i miti, il loro posto è assunto dagli idoli. Non è la ragione a occupare gli spazi lasciati dalla mitologia, ma l'idolatria.
Quanto poi a una ragione senza fede, mi pare che ciò rientri nello statuto della ragione, che, come ci ricorda Kant, è un'isola piccolissima nell'oceano dell'irrazionale. Viste le sue dimensioni, mi conceda di essere tra quelli che si impegnano nella sua difesa.
Scusa mia cara ragione, / passerò per coglione ma meglio così, / forse in virtù del tuo nome / vuoi avere ragione / ma stammi a sentir.
Se la ragione ci è stata donata dal Cielo, proprio come la fede, allora il Cielo ci ha offerto due doni incompatibili e contraddittorî.
Se seguirai la ragione abbastanza a lungo, essa ti condurrà invariabilmente a conclusioni contrarie alla ragione.
“Sei un genio.”
“Neanche un po', Ilaria, credimi. Sono solo ossessivo e odio quando mi viene dato torto sapendo che ho ragione.”
Siamo esseri dotati di ragione, ma questo non significa che usiamo la ragione in modo razionale.
– Tu ragioni troppo. Perché mai l'amore va ragionato?
– Per amarti di più. Ogni cosa, a farla ragionando, aumenta il suo potere.
Tutte le leggi della ragione sono fondate nell'essenza del nostro spirito. Ma esse arrivano alla coscienza empirica solo attraverso una esperienza a cui siano applicabili; e quanto più spesso vengono usate, tanto più intimamente essi si connettono con questa coscienza.
Un confronto con i contenuti fondamentali della fede cristiana, così come sono rivelati nelle Sacre Scritture, risulta impossibile, per l'ovvio motivo che, misurata con il metro della sola ragione, la fede non può non risultare follia, proprio come, misurata con il metro della sola fede, è la ragione a risultare folle.
Un uomo che ragiona vale più di mille idioti. (Pentimento)
Usate della vostra ragione e potrete distinguere ciò che è stato detto allegoricamente, in senso figurato, a mo' d'iperbole, da ciò che va inteso nel senso letterale. Comprenderete allora tutte le profezie, imparerete a ritener i principi razionali di fede, e sarete graditi agli occhi di Dio che si compiace sommamente della verità e sdegna in sommo grado la falsità; la vostra mente e il vostro cuore non dovranno più sforzarsi a credere e ad accettare come Legge ciò che è falso o inverosimile; mentre la Legge, quando sia rettamente intesa, è sempre perfettamente vera.
L'evidenza è il carattere del vero, e la nostra ragione sola può esser capace di riceverlo, e giudica l'evidenza: la ragione è il giudice supremo del vero, e del falso; e non è la ragione individuale, ma la ragione universale, impersonale, assoluta.
Senza libertà l'uomo non ha bisogno di ragione, e senza ragione che sarebb'egli della sua libertà? laddove dal principio dell'autorità il campo della libertà si ristringe.
Soffogar la ragione nel sentimento è affogar la causa nell'effetto.
Abbi la ragione per guida anche nelle piccole cose.
Chi ha ragione, Iddio l'aiuta.
Chi non ode ragione, non fa con ragione.
Contro la forza la ragion non vale.
Il soverchio ragionare caccia la ragione.
La giusta ragione non sta mai agli estremi.
La natura dà la vita, ma la ragione insegna a vivere.
La ragion dei poveretti è piena di difetti.
La ragione deve signoreggiare, e la sensualità obbedire.
La ragione è un'arma più penetrante del ferro.
La ragione forma l'uomo.
La ragione governa il savio e bastona il matto.
La ragione vuol l'esempio.
L'occhio non erra finché lo guida la ragione.
Non basta aver ragione, bisogna saperla dire e trovar chi te la faccia.
Più scintilla l'oro, più la ragione va al fondo.
Quando il fanciullo ha sette anni, la ragione spunta in lui.
Ragione e persuasione tengono uniti gli uomini.
Se non vuoi ascoltare la ragione, essa ti picchierà sulle dita.
Tra la briglia e lo sprone, consiste la ragione.
Affezione accieca ragione.
Chi ha meno ragione, grida più forte.
Chi più urla, ha più ragione.
Contro la forza la ragion non vale.
La forza caca addosso alla ragione.
Autori citati in questa pagina
- Luca Goldoni
- Lev Tolstoj
- Alberto Savinio
- Mosè Maimonide
- Carl Gustav Jung
- Denis Diderot
- Erich Fromm
- Umberto Galimberti
- Italo Calvino
- Arturo Graf
- Papa Benedetto XVI
- Carlo Bonini
- Epitteto
- Baruch Spinoza
- Charlie Chaplin
- Blaise Pascal
- Luigi Pirandello
- Alberto Arbasino
- Nicola Abbagnano
- Giacomo Leopardi
- Mario Andrea Rigoni
- Marcello Veneziani
- José Saramago
- Samuel Butler
Pagina aggiornata il 17 ottobre 2026